Domenica torna l’ora legale
Gli orologi che non lo fanno da soli andranno spostati un'ora avanti: per una notte si dormirà di meno, ma ci sarà più luce la sera

Alle 2 di notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo tornerà l’ora legale, come succede ogni anno nell’ultimo weekend di marzo. Si dovranno spostare gli orologi meccanici e la maggior parte di quelli digitali un’ora avanti, mentre gli smartphone e gli smartwatch si adegueranno da soli. Dalle 2 di notte si passerà direttamente alle 3, saltando un’ora: per capirsi, se sabato si imposta una sveglia per le 8 di domenica mattina senza aver aggiustato l’ora legale, quando ci si alzerà saranno le 9, e così via.
Significa anche che per una notte si dormirà un’ora in meno, ma si avrà un’ora in più di luce la sera per i sette mesi successivi, fino all’ultimo weekend di ottobre, quando tornerà l’ora solare. In molti altri paesi l’ora legale è chiamata orario estivo, perché viene adottata nel periodo dell’anno in cui ci sono più ore di luce: permette di sfruttare di più la luce solare nel tardo pomeriggio e alla sera, e quindi di risparmiare sui consumi di energia elettrica.
Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, lo scorso anno i sette mesi di ora legale hanno consentito agli utenti in Italia di risparmiare 302 milioni di chilowattora di energia, e di evitare anche emissioni di anidride carbonica per circa 142mila tonnellate: sono numeri pari a quanto consumano in media ogni anno circa 115mila famiglie, con un risparmio complessivo nelle bollette di circa 80 milioni di euro. Dal 2004 al 2025 il risparmio è stato di 2,3 miliardi di euro.
L’ora legale fu introdotta in molti paesi – Italia compresa – per la prima volta nel 1916, proprio con l’obiettivo di risparmiare energia durante la Prima guerra mondiale. Nei decenni seguenti in Italia fu abolita e ripristinata diverse volte, per essere poi adottata definitivamente con una legge del 1965, applicata a partire dall’anno seguente. In Europa l’ultima modifica fu nel 1996: da allora il passaggio dall’ora solare a quella legale avviene con modalità e tempi comuni tra tutti gli stati dell’Unione Europea, fusi orari a parte.
Il passaggio all’ora legale però in alcuni paesi non avviene: è il caso di Russia, Argentina, India e di quasi tutta l’Africa. Altri paesi lasciano invece la scelta alle amministrazioni locali: per esempio in Australia la usano solo quattro stati federati su sei.
Negli Stati Uniti (tranne che in parte dell’Arizona e alle Hawaii, che non la usano) invece il cambio avviene prima rispetto ai paesi europei. Quest’anno l’ora legale – che lì è chiamata daylight saving time, “orario per il risparmio di luce diurna” – è entrata in vigore domenica 8 marzo. Nel 2022 il Senato statunitense aveva approvato una proposta di legge che prevedeva di rendere l’ora legale permanente a partire dal novembre del 2023: la proposta però non è mai stata discussa alla Camera, che avrebbe dovuto votarla a sua volta, ed è poi decaduta.



