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  • Lunedì 23 marzo 2026

Nel biathlon la Francia ha fatto le cose giuste

E infatti in questa stagione ha vinto come mai prima

Julia Simon il 18 febbraio ad Anterselva (Harry How/Getty Images)
Julia Simon il 18 febbraio ad Anterselva (Harry How/Getty Images)
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È finita nel weekend la Coppa del Mondo di biathlon, che era iniziata a novembre e che dopo le Olimpiadi ha fatto tappa in Finlandia, in Estonia e in Norvegia. L’Italia è andata meglio che mai, con 9 vittorie e 21 podi. Ma la migliore di tutte, anche della fortissima Norvegia, è stata la Francia, che ha vinto 16 gare, con 52 podi complessivi. Soprattutto, sono francesi il vincitore e la vincitrice della Coppa del Mondo: Eric Perrot e Lou Jeanmonnot.

Tutto questo dopo che alle Olimpiadi di Milano Cortina la Francia era già stata di gran lunga il miglior paese, con 6 ori su 11 gare, e con più di un terzo delle medaglie totali. Oltre che vincente, il biathlon francese è seguitissimo: alle Olimpiadi la gara più vista ha superato i 6 milioni di spettatori e il 50 per cento di share (oltre il doppio rispetto all’Italia).

Il biathlon, che unisce sci di fondo e tiro a segno, è uno sport che da anni si gestisce in autonomia, e le cui tappe e gare sono le stesse (al netto di distanze un po’ diverse) al maschile e al femminile. Quest’anno ci sono state nove tappe, con 42 gare individuali e 16 di squadra.

In aggiunta alle vittorie delle due classifiche generali, la Francia ha due biatleti tra i migliori 10 della classifica generale maschile (che tiene conto dei punti in tutti i tipi di gara) e quattro atlete su 10 in quella generale femminile. La Francia ha vinto 10 delle 13 classifiche relative ai singoli formati di gara, le due classifiche di IBU Cup (una sorta di Serie B del biathlon mondiale) e va forte, da anni, anche a livello giovanile. Tutto questo all’inizio del quadriennio che porterà alle Olimpiadi invernali sulle Alpi francesi.

Le vittorie sono evidentemente merito di Perrot e Jeanmonnot, che a 24 e 27 anni hanno vinto le loro prime Sfere di cristallo, e questa è stata di certo la miglior stagione di sempre del biathlon francese. Ma sono ormai alcuni anni che la Francia è forte in questa disciplina, ed è francese Martin Fourcade, uno dei migliori biatleti di sempre a guardare certi dati. Di certo è l’unico ad aver vinto sette volte la Coppa del Mondo generale, con sette vittorie consecutive tra il 2012 e il 2018.

Martin Fourcade nel 2017 (Christophe Pallot/Agence Zoom/Getty Images)

In Francia il biathlon – che nasce come “pattuglia militare” – ha una tradizione lunga ma all’inizio non vincente. La pattuglia militare (che prevedeva appunto una sorte di pattugliamento a squadre su sci) fu sport olimpico fino al 1948, e la Francia vinse solo un bronzo. La prima medaglia olimpica nel biathlon – che per decenni fu una questione quasi solo tra Germania, Unione Sovietica e Norvegia – arrivò nel 1992, e fu un oro nella staffetta femminile alle Olimpiadi francesi di Albertville. Da allora la Francia ha vinto sempre di più ed è ora a 19 ori e 45 medaglie totali.

Dal 1992 la FFS, la Federazione francese di sci, ha saputo sfruttare il successo mediatico di quel primo oro di squadra e, al contempo, farsi trovare pronta per i cambiamenti regolamentari e la crescita mediatica del biathlon, che proprio dagli anni Novanta iniziò a riorganizzarsi in autonomia, puntando molto sugli accordi televisivi e quindi lavorando parecchio sulla telegenicità delle sue competizioni.

La Francia ha creato un sistema di club locali e centri di formazione federali, ha formato atleti vincenti (Jeanmonnot e Perrot sono la quarta e il quinto a vincere la Coppa del Mondo) ed è riuscita a far sì che le vittorie di una generazione fossero da base per costruire quelle della successiva, in termini di esperienza condivisa ed ex atleti di livello diventati allenatori.

Dal 2023 Simon Fourcade, fratello di Martin e a sua volta grande biatleta, è allenatore della squadra maschile, e capita addirittura che la Norvegia – che per evidenti ragioni ha una grande storia nel biathlon – scelga allenatori francesi per i suoi atleti. Non sempre “le vittorie portano vittorie”, e non sempre forti atleti diventano allenatori efficaci, ma per il biathlon francese è esattamente quel che è successo. Tutto questo con circa un migliaio di praticanti, giusto un paio di centinaia più dell’Italia.

Fabien Claude, Emilien Jacquelin, Quentin Fillon-Maillet ed Éric Perrot il 17 febbraio ad Anterselva (Alexander Hassenstein/Getty Images)

Ma non è solo questione di organizzazione e talento. La Francia si sta facendo notare anche per quanto riesce sempre più spesso a mettere i suoi atleti nelle migliori condizioni per vincere. Lo fa, in breve, attraverso la scelta e la preparazione dei materiali, in particolare degli sci. Nelle gare olimpiche di Milano Cortina (fatte ad Anterselva) i francesi e le francesi avevano evidentemente sci molto veloci e performanti, cosa che si vedeva anzitutto nelle discese. Fourcade l’ha spiegata così:

«È come la Formula 1: se hai il pilota migliore, ma non hai l’assetto ideale della monoposto, è molto difficile ottenere buoni risultati. Non è impossibile, ma è molto difficile. Negli ultimi tre anni siamo riusciti a dare il massimo nei grandi eventi con una strategia che evita di aggiungere altro, mentre altre nazioni si bloccano proprio in questo tentativo. Ci concentriamo sulla semplicità».

La Francia del biathlon ha dovuto gestire anche una peculiare situazione nella sua squadra femminile, più vincente rispetto alla maschile. Una delle atlete è stata accusata – e ha poi confessato – di aver rubato e usato le carte di credito di una compagna durante un ritiro nel 2022, e più di recente una biatleta ha cercato di manomettere la carabina di una compagna, e rivale, così da poterne prendere il posto alle Olimpiadi. La Francia femminile ha vinto nonostante questi problemi, reintegrando in squadra – e facendole diventare compagne di staffetta – le atlete al centro di queste vicende.

In tutto ciò l’Italia, come dicevamo diversi paragrafi fa, è andata bene. Nell’anno del ritiro di Dorothea Wierer, la miglior biatleta italiana di sempre, Lisa Vittozzi ha vinto il primo oro olimpico del biathlon italiano, e Tommaso Giacomel – che ha dovuto terminare in anticipo la stagione per un problema cardiaco, ora risolto – ha mostrato di potersela giocare per vincere la Coppa del Mondo, di cui durante l’anno è stato al primo posto.