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  • Domenica 22 marzo 2026

Come funzionano le difese aeree israeliane

Sono considerate tra le migliori al mondo e per questo è una notizia quando i missili passano, come successo ad Arad e Dimona

I missili di Iron Dome intercettano un attacco proveniente dal Libano, agosto 2024 (AP Photo/Leo Correa)
I missili di Iron Dome intercettano un attacco proveniente dal Libano, agosto 2024 (AP Photo/Leo Correa)
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Israele ha fatto sapere di aver aperto un’indagine dopo che sabato due missili iraniani hanno superato le difese aeree israeliane e colpito le città di Arad e Dimona. Almeno 175 persone sono state ferite. Quello di sabato è stato uno degli attacchi più gravi che Israele ha subìto dall’inizio della guerra in Medio Oriente: non tanto in termini di danni e vittime, ma per il modo in cui i missili iraniani sono riusciti ad aggirare quello che è ritenuto uno dei sistemi di difesa aerea più avanzati ed efficaci del mondo.

Il sistema di difesa israeliano è abitualmente definito Iron Dome, la “cupola di ferro”. Questa in realtà è una sineddoche, perché Iron Dome è soltanto una parte della complessa architettura difensiva israeliana, che è costituita da molti strati a seconda della portata dell’attacco ed è stata messa a punto in decenni di investimenti. Cominciamo dall’interno verso l’esterno.

Lo strato più interno, quello che serve a proteggersi dagli attacchi più ravvicinati, è appunto Iron Dome. Serve a intercettare soprattutto razzi o proiettili d’artiglieria che vengono lanciati contro città israeliane da breve distanza: per esempio, quando Hamas lancia razzi dalla Striscia di Gaza o quando Hezbollah li lancia dal sud del Libano. Iron Dome – come un po’ tutti i sistemi di difesa aerea – è composto da tre elementi: un radar che individua i razzi in arrivo; un sistema di gestione che calcola la traiettoria dei razzi e decide se il razzo rischia di cadere o meno in una zona abitata; e i missili intercettori, che vengono lanciati contro il razzo per distruggerlo in aria.

In questi ultimi anni in cui Israele è spesso coinvolto in guerre e operazioni militari, sono circolate fotografie notturne che mostrano missili con scie luminose sulle città israeliane: quelli sono molto spesso gli intercettori di Iron Dome in azione. Ogni missile intercettore costa circa 50mila dollari.

Un attacco iraniano intercettato da Iron Dome sopra Tel Aviv, giugno 2025 (AP Photo/Leo Correa)

Un attacco iraniano intercettato da Iron Dome sopra Tel Aviv, giugno 2025 (AP Photo/Leo Correa)

Ciascun sistema Iron Dome riesce a proteggere circa 150 chilometri quadrati (come paragone: la città di Bologna è 140 chilometri quadrati) e quindi Israele ha bisogno di più sistemi per proteggere tutto il paese. I sistemi vengono spostati a seconda di quale si ritiene sia l’area maggiormente in pericolo.

Continuando verso gli strati più esterni delle difese israeliane, dopo Iron Dome c’è David’s Sling (“la fionda di Davide”, da un noto episodio biblico), che serve a intercettare missili da crociera o missili balistici a media gittata. Come Iron Dome, il sistema è composto da radar e missili intercettori, che però possono arrivare molto più lontano, fino a 300 chilometri.

Gli strati più esterni delle difese israeliane sono composti dai sistemi Arrow 2 e Arrow 3 (“Arrow” significa “freccia”). Possono intercettare missili balistici a lunga gittata, colpendoli quando sono ancora fuori dall’atmosfera. Arrow 3, il più capace dei due sistemi, può intercettare missili a oltre 2.000 chilometri di distanza ed essere usato anche per colpire satelliti, eventualmente.

Questa è l’architettura difensiva di base: Iron Dome, David’s Sling, Arrow 2 e Arrow 3. Israele ha poi anche sistemi di difesa più specifici, oltre che sistemi di scorta nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto (per esempio possiede dei Thaad statunitensi, che sono paragonabili agli Arrow 2 e dei Patriot, che sono paragonabili a David’s Sling).

Israele sta inoltre sviluppando un sistema di intercettazione tramite laser, che si chiama Iron Beam ed è stato reso operativo soltanto negli ultimi mesi. Iron Beam può colpire razzi e missili a 10 chilometri di distanza circa, e quindi integrerà Iron Dome. Non è ancora abbastanza preciso da sostituirlo, ma ha un enorme vantaggio: un’intercettazione laser costa circa 3 dollari, contro i 50mila di un intercettore di Iron Dome.

Il lancio di un intercettore di Iron Dome, maggio 2023 (AP Photo/Ariel Schalit)

Il lancio di un intercettore di Iron Dome, maggio 2023 (AP Photo/Ariel Schalit)

L’architettura di difesa aerea israeliana è considerata la più efficiente del mondo: Iron Dome, per esempio, ha un tasso di intercettazione di oltre il 90 per cento. Negli ultimi mesi però è stata messa in difficoltà più volte. Dapprima nel giugno 2025, quando Israele e gli Stati Uniti attaccarono l’Iran in quella diventata nota come guerra dei 12 giorni. Allora l’Iran rispose con un attacco di oltre 400 missili balistici e centinaia di droni che uccise 28 persone e ne ferì più di 3mila: il sistema di difesa israeliano fu di fatto saturato dalla gran quantità di missili, e non riuscì a intercettarli tutti.

Nella guerra di queste settimane invece le difese israeliane sono state più efficaci, e le persone uccise finora sono state 18. Ma casi come quello di Aras e Dimona mostrano che le difese rimangono penetrabili.