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  • Sabato 21 marzo 2026

Ha vinto anche la Milano-Sanremo

Tadej Pogacar, il miglior ciclista al mondo, nonostante nella seconda metà della gara sia anche caduto

Il ciclista sloveno Tadej Pogacar davanti all'olandese Mathieu van der Poel e all'inglese Thomas Pidcock durante la Milano-Sanremo (Dario Belingheri/Getty Images)
Il ciclista sloveno Tadej Pogacar davanti all'olandese Mathieu van der Poel e all'inglese Thomas Pidcock durante la Milano-Sanremo (Dario Belingheri/Getty Images)
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Lo sloveno Tadej Pogacar, il miglior ciclista al mondo, ha vinto la Milano-Sanremo, la prima Classica monumento dell’anno e una delle due che non aveva mai vinto. Le “classiche monumento” sono le cinque corse di un giorno più storiche e importanti, ognuna con una sua peculiarità di percorso o altimetria.

Pogacar, che ha 27 anni, aveva già vinto cinque volte (di fila) il Giro di Lombardia, tre volte la Liegi-Bastogne-Liegi e due volte il Giro delle Fiandre. Gli mancavano invece la Parigi-Roubaix, che ha corso una volta sola e in cui è arrivato secondo nonostante una caduta, e la Milano-Sanremo appunto, che sabato ha vinto davanti all’inglese Thomas Pidcock.

Caduto prima della Cipressa, la penultima salita, Pogacar ha recuperato tutte le posizioni fino alla testa del gruppo, e da lì, a metà Cipressa, ha attaccato. Con lui sono rimasti solo l’olandese Mathieu Van der Poel e Pidcock. Pogacar ha staccato Van der Poel sul Poggio, l’ultima salita, e poi ha preceduto – di pochi centimetri – Pidcock nella volata finale. All’arrivo, sapendo quanto ci tenesse e come aveva vinto nonostante la caduta, tutti i principali rivali si sono complimentati con lui.

Era da diversi anni che Pogacar provava a vincere la Milano-Sanremo, una corsa lunga circa 300 chilometri i cui minuti finali sono spesso avvincenti e aperti a vari esiti possibili. Nel 2020 arrivò 12esimo, e poi dal 2022 al 2025 una volta quinto, una volta quarto e due volte terzo.

Per lui, che è forte soprattutto in salita, la difficoltà principale stava nello sfruttare i pochi chilometri di salita finale – prima sulla Cipressa e poi sul Poggio – per staccare, nonostante le pendenze tutt’altro che proibitive, altri rivali, ben più adatti di lui al finale pianeggiante verso il traguardo di Sanremo.

Nel ciclismo, in cui le corse più importanti sono le stesse da decine e decine di anni – spesso su percorsi molto simili – i paragoni con il passato sono frequenti, e nel caso di Pogacar pressanti. Assodato che sia il più forte al mondo, ci si chiede se sia il più forte di sempre, più forte persino di Eddy Merckx.

Nella storia del ciclismo solo tre corridori hanno vinto almeno una volta ognuna delle cinque “classiche monumento”: i belgi Roger De Vlaeminck e Rik Van Looy; e ovviamente Merckx, che inoltre – proprio come Pogacar – ha vinto Mondiali e grandi corse a tappe come Giro d’Italia e Tour de France. Con la vittoria di oggi, Pogacar gli si è avvicinato ancora un po’ di più.

Gli resta da vincere la Parigi-Roubaix (che sarà il 12 aprile) e magari, addirittura, vincere in un solo anno solare tutte le “classiche monumento”, cosa mai fatta prima.

La divisa di Pogacar rotta sulla schiena e sul gluteo sinistro a causa della caduta in gara

A Pogacar piace vincere difficile (Tim de Waele/Getty Images)