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  • Venerdì 20 marzo 2026

La corsa che Tadej Pogacar non riesce a vincere

È la Milano-Sanremo, che il ciclista più forte del mondo correrà sabato per la sesta volta e – cosa che gli capita di rado – senza partire da favorito

Lo sloveno Tadej Pogacar alla Milano-Sanremo 2025 (Luca Bettini - Pool/Getty Images)
Lo sloveno Tadej Pogacar alla Milano-Sanremo 2025 (Luca Bettini - Pool/Getty Images)
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Lo sloveno Tadej Pogacar è il ciclista più forte del mondo. Chi ne scrive e chi ne parla sembra aver esaurito i superlativi ed essere quasi in difficoltà nel trovare parole e termini di paragone per raccontare una superiorità tanto netta, sfacciata e costante. Ma per poter dire di aver vinto tutto quel che di più importante c’è nel ciclismo su strada, a Pogacar mancano ancora due corse: la Parigi-Roubaix, che finora ha fatto una volta arrivando secondo, peraltro dopo una caduta; e la Milano-Sanremo, che invece ha corso cinque volte e dove non è mai arrivato oltre al terzo posto.

Sabato 21 marzo Pogacar proverà di nuovo a vincerla contro il nederlandese Mathieu Van der Poel, il suo principale rivale nelle corse di un giorno, le cui caratteristiche sono – a differenza di quelle di Pogacar – perfette per la Milano-Sanremo.

La Milano-Sanremo è la prima e la più lunga delle cosiddette “classiche monumento” (le corse di un giorno di cui fa parte anche la Parigi-Roubaix). Nonostante il nome, parte da Pavia e non più da Milano; e però arriva davvero a Sanremo, dopo 298 chilometri.

È considerata la più facile tra le classiche monumento, perché la prima parte di percorso è semplice e addirittura noiosa, e perché le due salite finali, la Cipressa e il Poggio, sono semplici anche per degli amatori, se fatte con calma. Eppure sono proprio queste due salite che – fatte da atleti professionisti alla massima velocità possibile – rendono la Milano-Sanremo una corsa così attesa ed emozionante: arrivando dopo molte ore di pedalata, e prima di uno dei traguardi più ambiti del ciclismo, si fanno parecchio sentire nelle gambe. A quel punto, insomma, non vince solo il ciclista più forte, ma quello che interpreta meglio la situazione e che azzecca scelte e momenti.

Una cosa che si dice spesso, tra appassionati, è che la Milano-Sanremo è, per un professionista, una classica monumento facile da finire, ma difficilissima da vincere.

È una corsa sempre aperta a tanti esiti: negli ultimi 17 anni è stata vinta da 16 corridori diversi (l’unico a ripetersi è stato Van der Poel), con modalità e scelte tra loro ben diverse: a volte con arrivo di gruppo, in volata; altre con un corridore solitario capace di avvantaggiarsi su tutti in salita, oppure in discesa.

Nel 2023 Van der Poel vinse staccando gli avversari sul Poggio; nel 2024 vinse in volata il suo compagno di squadra Jasper Philipsen; l’anno scorso vinse di nuovo Van der Poel battendo in un finale a tre Filippo Ganna e Pogacar, che aveva provato ad attaccare sulla Cipressa, la penultima salita della corsa, a oltre venti chilometri dal traguardo.

Il problema di Pogacar sta proprio lì, capire come e dove anticipare e staccare tutti, soprattutto Van der Poel, nonostante salite brevi e poco ripide, peraltro seguite da tratti pianeggianti che tendono ad avvantaggiare chi insegue, specie se lo fa insieme ad altri.

Per quanto abbia dimostrato di saperci fare anche lì, Pogacar non ha un fisico adatto alle volate di gruppo, cioè i brevi e intensi sprint finali dove sono più avvantaggiati ciclisti più muscolosi come Van der Poel, che però a sua volta riesce a essere eccezionale in salite brevi, proprio come quelle prima di Sanremo. Insomma, Pogacar va meglio sulle salite lunghe e Van der Poel nelle volate, ma entrambi sono fenomenali – inarrivabili per praticamente chiunque altro – in salite brevi come Cipressa e Poggio.

Nelle ultime tre stagioni solo tre monumento non sono state vinte né da Pogacar né da Van der Poel. Pogacar è nettamente più forte sulle salite lunghe, su cui fa spesso attacchi impareggiabili, ed è più versatile. Ma persino lui fa fatica quando, dopo una gara lunga e faticosa, Van der Poel accelera improvvisamente su una breve salita.

Insomma, se Pogacar vuole vincere la Milano-Sanremo – e la vuole decisamente vincere – deve cercare di evitare una volata finale contro Van der Poel (che nella maggior parte dei casi finirebbe per perdere) e puntare invece ad arrivare da solo. Attaccare sul Poggio, come ha già provato a fare, sembra però non funzionare, perché non c’è abbastanza spazio e pendenza per staccare Van der Poel.

Probabilmente, quindi, Pogacar proverà ad attaccare prima, sulla Cipressa. L’aveva già fatto l’anno scorso, quando l’aveva percorsa in 8 minuti e 57 secondi: nessuno era mai stato così veloce su quel tratto (lungo 5,6 chilometri, con una pendenza media del 4 per cento), ma non bastò per restare solo sul Poggio e proseguire poi solo verso Sanremo. Per essere sicuro che un attacco in quella zona possa funzionare, Pogacar ha dunque bisogno di essere ancora più veloce e di sfruttare la sua squadra, la UAE Team Emirates – XRG. Le alternative, tra cui la scelta di giocarsi le sue possibilità (da sfavorito) in una volata tra pochi corridori, sono più rischiose dal suo punto di vista.

Pogacar davanti a Christophe Laporte sulla Cipressa durante la Milano-Sanremo 2022 (Marco Bertorello – Pool/Getty Images)

E sembra già sulla buona strada, in tutti i sensi. Secondo il blogger Lukáš Ronald Lukács, considerato piuttosto affidabile, Pogacar ha già migliorato – in allenamento! – il suo tempo sulla Cipressa di circa quattro secondi. E alla Strade Bianche, la prestigiosa corsa toscana vinta da Pogacar poche settimane fa, si è già vista la grande qualità dei suoi compagni di squadra; soprattutto del fortissimo Isaac del Toro, che potrebbe essere determinante nell’aiutarlo in salita o nell’offrire un’alternativa tattica alla squadra.

Per Pogacar un’ulteriore possibilità è aspettare il ritiro di Van der Poel – che ha 31 anni, 4 in più di lui – e provare a vincere la Milano-Sanremo tra qualche anno. Ma è difficile immaginarsi cosa potrebbe succedere tra qualche anno, e evidentemente avrebbe meno valore, oltre che meno gusto per Pogacar, vincere senza Van der Poel.

La Milano-Sanremo 2026 si può vedere in chiaro sulla Rai. Inizierà alle 9:50 e fino alle 14 si potrà vedere su Rai Sport, mentre la seconda e più interessante parte di gara si potrà vedere dalle 14 su Rai 2. Per non perdersi i chilometri finali, e il loro approccio, il consiglio è di non arrivare a guardarla troppo dopo le 15. In alternativa, la gara si potrà vedere anche su Eurosport 2, Discovery Plus, HBO Max e DAZN.