Cos’è successo nel ventunesimo giorno di guerra
Il Regno Unito permetterà agli Stati Uniti di usare le sue basi militari per attaccare l'Iran, mentre Trump ha detto un sacco di cose contraddittorie sui suoi prossimi passi

La notizia principale di venerdì è che il Regno Unito ha permesso agli Stati Uniti di utilizzare le sue basi militari in Medio Oriente per attaccare i siti da cui l’Iran lancia i missili per bombardare le navi che passano attraverso lo stretto di Hormuz. È una decisione notevole, arrivata dopo settimane in cui il Regno Unito aveva tenuto una posizione molto cauta sulla guerra, e per questo era stato fortemente criticato dal presidente statunitense Donald Trump (finora le basi britanniche potevano essere solo usate per intercettare i missili iraniani).
Allo stesso tempo, la decisione del Regno Unito è solo una vittoria parziale per Trump, che si aspettava e aveva chiesto molto di più da uno storico alleato, così come dagli altri stati membri della NATO. In particolare, Trump continua a chiedere che i paesi forniscano delle navi militari per scortare quelle commerciali attraverso lo stretto di Hormuz, per impedire che l’Iran le attacchi (come ha già fatto in più di venti occasioni dall’inizio della guerra).
Al momento i paesi della NATO non hanno risposto a questa richiesta, motivo per cui oggi Trump li ha definiti dei «codardi», che non vogliono prendere parte a una guerra che sarebbe «già vinta» e contribuire a una manovra militare che sarebbe «molto semplice». Molti analisti e l’agenzia dell’ONU che si occupa del commercio marittimo internazionale ritengono invece provare a scortare le navi senza fare prima un accordo con l’Iran sarebbe molto rischioso.
Anche oggi inoltre le dichiarazioni di Trump sono state molte e contraddittorie. Parlando con i giornalisti questo pomeriggio, aveva detto di non volere un cessate il fuoco con l’Iran e che «potrei avere ma anche no» un piano per attaccare l’isola di Kharg, fondamentale per le esportazioni di petrolio iraniano. Poco dopo però ha scritto sul suo social Truth che stava considerando di «rallentare i nostri grandi sforzi militari» in Medio Oriente, sostenendo che gli Stati Uniti siano vicini al raggiungimento di tutti i propri obiettivi.
Nel pomeriggio Axios aveva scritto che gli Stati Uniti starebbero valutando di invadere via terra l’isola di Kharg, e poche ore dopo diversi giornali avevano dato la notizia che il paese aveva inviato in Medio Oriente oltre 2mila marines specializzati in operazioni via terra, senza spiegarne il motivo.

Curdi iracheni festeggiano l’inizio dell’anno persiano nel Kurdistan iracheno, il 20 marzo del 2026 (AP Photo/Leo Correa)
Oltre a Trump, sono successe anche altre cose: in Iran è stato ucciso il portavoce dei Guardiani della rivoluzione Ali Mohammad Naeini e Israele ha detto di aver ucciso anche Esmail Ahmadi, il capo dell’intelligence delle milizie bassij. La nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha pubblicato un messaggio di auguri per l’inizio del nuovo anno persiano e per l’Eid al Fitr, la festa che segna la fine del mese sacro del Ramadan (il cui giorno di ricorrenza invece cambia ogni anno). Si è trattato ancora una volta di un messaggio scritto (Mojtaba Khamenei non si fa vedere in pubblico da prima dell’inizio della guerra). Nella notte l’Iran ha attaccato di nuovo la raffineria di Mina al-Ahmadi, in Kuwait, mentre ha ripreso le attività quella di Haifa, in Israele, che l’Iran aveva attaccato giovedì.
Israele invece oltre all’Iran ha continuato a bombardare il Libano, emanando nuovi ordini di evacuazione per sette quartieri della capitale Beirut, e ha anche attaccato alcuni obiettivi delle forze di sicurezza siriane nel sud della Siria, a suo dire in difesa della comunità dei drusi siriani. A Gerusalemme ci sono stati scontri tra palestinesi musulmani e polizia israeliana di fronte a un’importante moschea di Gerusalemme, dove i fedeli si erano radunati per pregare per la fine del Ramadan.
L’Ucraina ha detto che dei suoi sistemi intercettori e altri strumenti di difesa sono stati consegnati ai paesi del Golfo che ne avevano fatto richiesta e che squadre ucraine specializzate sono state inviate sul campo per formare i militari locali.
In tutto questo, il prezzo del petrolio resta alto e il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha detto che Iran, Stati Uniti e Israele stanno probabilmente commettendo crimini di guerra.



