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  • Giovedì 19 marzo 2026

L’eleganza di Alessandro Nesta

E delle sue scivolate, celebrate ancora oggi che l'ex difensore di Lazio e Milan compie 50 anni

Alessandro Nesta contrasta in scivolata Christian Vieri durante una partita tra Lazio e Atlético Madrid della stagione 1997-1998 (Alessandro Sabattini/Getty Images)
Alessandro Nesta contrasta in scivolata Christian Vieri durante una partita tra Lazio e Atlético Madrid della stagione 1997-1998 (Alessandro Sabattini/Getty Images)
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Le compilation di video con le migliori giocate di Alessandro Nesta contengono spesso nel titolo parole che di solito non associamo a un difensore, come “arte” o “eleganza”. Ex calciatore di Lazio e Milan, Nesta compie oggi compie 50 anni, e non era un difensore come gli altri. Aveva una tecnica e una pulizia stilistica forse mai eguagliate nel suo ruolo, e le usava sia quando aveva il pallone tra i piedi e doveva impostare l’azione, anticipando una tendenza oggi molto diffusa (quella dei difensori che giocano bene la palla), ma soprattutto negli interventi difensivi come anticipi, contrasti e scivolate.

La sua non era un’eleganza fine a se stessa, ma si combinava a un’eccezionale efficacia, motivo per cui ancora oggi è ricordato come uno dei migliori difensori di sempre.

«A lungo Alessandro Nesta è stato prima di tutto un punto di riferimento. L’ideale di chi voleva competere con, se non il più forte, almeno il più elegante, tecnico, completo ed efficace difensore del calcio. Alessandro Nesta era IL difensore», scriveva il magazine NSS Sports. «Guardavo tanto Alessandro Nesta, è stato un esempio, maestro in questo nuovo modo di difendere e giocare la palla, sempre elegante e puntuale», disse di lui il difensore Leonardo Bonucci.

Qualche anno fa, in un articolo uscito su Ultimo Uomo, Daniele Manusia provò a rispondere alla domanda su chi scivolasse meglio tra Nesta e Fabio Cannavaro. La scivolata – in quanto azione a suo modo estrema, con un alto rischio di mancare il pallone o colpire l’avversario e commettere fallo – è un gesto rischioso, e infatti oggi poco usato, per cui servono tempismo, tecnica e un certo coraggio. Scriveva Manusia:

Rispetto a Cannavaro, per Nesta era chiaramente una cosa più naturale, come se in fin dei conti la palla fosse stata sua dall’inizio e il centravanti avesse commesso un abuso fin dal principio, provando a tenerla per sé. «Eri convinto di aver la palla e invece l’aveva lui», ha detto Dario Hübner in proposito. E in un certo senso era davvero così. Alessandro Nesta era più tecnico di molti degli attaccanti che ha affrontato, o con cui ha giocato, aveva un rapporto con la palla, una sensibilità nel tocco, nella conduzione, nel calcio, che era quasi sprecato a fare il difensore. Ma la cosa bella è che questa qualità non veniva fuori solo quando impostava, ma anche negli interventi puramente difensivi.

Per capire di cosa stiamo parlando

Assieme a Paolo Maldini, con cui per anni giocò al centro della difesa del Milan, Nesta rese la scivolata un’azione spettacolare, attesa quasi quanto un gol di un grande attaccante. Una delle più celebri (e celebrate) la fece contro Lionel Messi in un Barcellona-Milan della stagione 2011-2012.

Fu straordinaria soprattutto perché Nesta aveva 36 anni, mentre Messi ne aveva 24 ed era il miglior calciatore al mondo, quasi impossibile da marcare per i difensori avversari. In quella partita però Nesta, pur essendo più lento del suo avversario, riuscì varie volte a contrastarlo con l’esperienza e con scelte di tempo impeccabili, di cui quella scivolata fu l’emblema. Con un po’ di enfasi, These Football Times descrive così l’azione:

Gli artisti sono perfezionisti; meticolosi fino all’ultima pennellata e determinati a creare uno stile inconfondibile, impossibile da imitare. Nesta non faceva eccezione; basta chiedere a Lionel Messi del Barcellona che, ancora oggi, si chiede come un trentaseienne sia riuscito a marcarlo, a eseguire uno dei suoi tackle impeccabili in area di rigore e a impartire al Camp Nou una delle sue ultime lezioni di difesa. Ma questo era tipico di Alessandro Nesta: aggraziato, elegante e virtuoso fino alla fine.

Quando Messi incontrò Nesta

Nesta giocò una decina di anni alla Lazio, vincendo da capitano lo Scudetto nel 2000, e un’altra decina di anni al Milan, dove vinse altri due Scudetti e soprattutto due Champions League, tra le altre cose. Le ultime due stagioni giocò in Canada e in India, per Montreal Impact e Chennaiyin. Oggi fa l’allenatore, con risultati per ora meno degni di nota.

Fece anche 78 partite con la Nazionale italiana, vincendo i Mondiali del 2006 pur giocando poco a causa di un infortunio. Ebbe infatti parecchi infortuni, che lo costrinsero a lunghe assenze e a modificare il suo modo di giocare: compensò la parziale perdita di rapidità e brillantezza fisica affinando ancor di più le sue abilità nella lettura del gioco, nel posizionamento, nel tempismo. Il giornalista e noto tifoso milanista Carlo Pellegatti sintetizzò il suo talento difensivo nel soprannome Tempesta perfetta.

Una scivolata di Nesta su Ronaldinho in un Milan-Barcellona della stagione 2004-2005 (EPA/DANIEL DAL ZENNARO)