Si può anche vincere un Oscar a pari merito

È successo quest'anno a due cortometraggi: è la settima volta nella storia

Da sinistra a destra: Jack Piatt e Sam A. Davis, rispettivamente produttore e regista di The Singers, e Natalie Musteata e Alexandre Singh, autori e registi di Two People Exchanging Saliva (Ser Baffo/Disney via Getty Images)
Da sinistra a destra: Jack Piatt e Sam A. Davis, rispettivamente produttore e regista di The Singers, e Natalie Musteata e Alexandre Singh, autori e registi di Two People Exchanging Saliva (Ser Baffo/Disney via Getty Images)
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Subito dopo aver aperto la busta con il nome del vincitore del premio per il miglior cortometraggio alla 98esima cerimonia degli Oscar, l’attore e comico Kumail Nanjiani ha detto: «è un pareggio, non sto scherzando». Per quanto sia molto raro che accada, infatti, il premio è stato assegnato pari merito a The Singers e Two People Exchanging Saliva, e anziché una premiazione e un discorso solo ce ne sono stati due. Prima di domenica era successo solo altre sei volte nella storia degli Oscar, e l’ultima era stata nel 2013.

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Nanjiani è di origine pakistana ed è noto soprattutto per la serie tv Silicon Valley, per il film di Marvel Eternals e come comico di stand-up. Forse temendo che il pubblico la prendesse per una battuta, ha subito ribadito che era davvero un pareggio, poi ha invitato il pubblico a calmarsi e a concentrarsi, «che ce la facciamo». Prima ha annunciato il premio per The Singers, chiamando sul palco il produttore Jack Piatt e il regista Sam A. Davis; poi ha annunciato Two People Exchanging Saliva, e la scena si è ripetuta con i suoi autori e registi.

Davis, il regista di The Singers, ha cominciato il suo discorso dicendo di non sapere nemmeno che agli Oscar si potesse ottenere un premio a pari merito. Natalie Musteata, una dei due registi del secondo cortometraggio, ha detto di sapere che fosse successo «tipo tre volte nella storia», e che lei e il co-regista Alexandre Singh erano felicissimi di condividere l’Oscar con la produzione di The Singers.

È estremamente raro che agli Oscar vengano assegnati due premi nella stessa categoria, e le poche volte che è successo è stato quasi sempre in categorie secondarie. Gli Oscar infatti vengono decisi dal voto segreto di circa 11mila persone che fanno parte dell’Academy, l’organizzazione che assegna i premi. Visto che per il premio al miglior film votano tutte quante, è molto improbabile che ci sia un pareggio in quella categoria: le possibilità invece aumentano per gli altri premi, visto che tendenzialmente solo gli sceneggiatori votano per gli sceneggiatori, i costumisti per i costumisti e così via (ogni categoria comunque può avere proprie regole).

Nel 1950 (quando i votanti erano circa 2mila) ci fu il primo pareggio per il premio al miglior corto documentario; nel 1987 quello tra miglior documentari e nel 1995, come quest’anno, per due cortometraggi: Franz Kafka’s It’s a Wonderful Life di Peter Capaldi e Trevor di Peggy Rajski. Anche il caso più recente, tredici anni fa, riguarda un premio minore: quello per il miglior montaggio sonoro, assegnato sia a Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow sia al film della saga di James Bond Skyfall, che vinse anche l’Oscar per migliore canzone, quella cantata da Adele.

In due casi comunque furono premiati a pari merito anche attrici e attori. Nel 1969 infatti il premio come miglior attrice protagonista venne assegnato a Katharine Hepburn per Il leone d’inverno ma anche a Barbra Streisand per Funny Girl: ottennero 3.030 voti ciascuna. La prima volta di un premio ex aequo in assoluto invece era stata alla quinta edizione degli Oscar, nel 1932, con il premio dato sia a Fredric March per il suo doppio ruolo nel film Il dottor Jekyll, sia a Wallace Beery, che interpretava il pugile alcolizzato e derelitto al centro del dramma Il campione.

In realtà non fu un vero e proprio pareggio, visto che March ottenne un voto in più rispetto a Beery. Al tempo però le regole dell’Academy stabilivano che potesse essere dato un premio anche a chi avesse ottenuto un massimo di tre voti di scarto rispetto al vincitore.

La premiazione ex aequo agli Oscar del 2013