È morto Jürgen Habermas
Era uno dei più importanti filosofi al mondo, e aveva influenzato le scienze sociali come pochi prima di lui: aveva 96 anni

Jürgen Habermas, filosofo e sociologo tedesco tra i più influenti al mondo, noto per le sue teorie sulla comunicazione, sulla democrazia deliberativa e sulla funzione dell’opinione pubblica nelle società contemporanee, è morto a 96 anni. Lo ha fatto sapere Suhrkamp, la sua casa editrice. Considerato uno dei più importanti esponenti della seconda generazione della cosiddetta “scuola di Francoforte”, indirizzo critico di ispirazione neo marxista che si affermò in Germania fin dagli anni Venti, con le sue teorie Habermas aveva influenzato lo sviluppo delle scienze sociali a livello globale, dalla politologia alla filosofia del diritto, dalle scienze della comunicazione alla sociologia, fino agli studi sui media.
Nel suo saggio più famoso, Teoria dell’agire comunicativo del 1981, Habermas elaborò una teoria della comunicazione incentrata sull’importanza dell’opinione pubblica, considerata un elemento essenziale per la legittimazione di ogni stato democratico. L’idea centrale è che quando le persone dialogano in modo libero, argomentato e informato, possono raggiungere un consenso razionale e coordinare le proprie azioni senza ricorrere alla forza, all’autorità o al potere.
Un altro dei concetti fondamentali elaborati da Habermas è quello di “uso pubblico della storia”, ossia la tendenza a utilizzare strumentalmente i fatti storici per mettere in buona luce le istituzioni pubbliche, giustificare scelte politiche o rafforzare legittimità e consenso, spesso a scapito di un’analisi critica e obiettiva del passato. Insieme al collega e connazionale Karl-Otto Apel, Habermas formulò la cosiddetta “etica del discorso”, concetto filosofico che rimanda a un modo di pensare e comunicare in cui il dialogo tra le persone è guidato dalla razionalità e dalle regole morali.
Habermas era nato a Düsseldorf il 18 giugno 1929. Era nato con una palatoschisi, una malformazione del palato: lui stesso aveva raccontato che questa condizione contribuì a renderlo particolarmente interessato ai temi della comunicazione, verbale e non.
Nel 1954 Habermas conseguì il dottorato in filosofia a Bonn, e dieci anni dopo ottenne la cattedra di filosofia e sociologia all’Università Goethe di Francoforte. Era stato preceduto in quel ruolo da Max Horkheimer, che insieme a Theodor W. Adorno influenzò moltissimo la sua attività speculativa e di ricerca. Nel 1971 si trasferì a Starnberg, vicino a Monaco di Baviera, dove diresse l’istituto di ricerca Max Planck. Ci rimase fino al 1981 e due anni dopo tornò a Francoforte, dove mantenne la cattedra fino al suo pensionamento nel 1994.
Habermas interveniva molto spesso nel dibattito pubblico tedesco, occupandosi di questioni che andavano dalla riconciliazione del paese con il proprio passato nazista all’integrazione tra i paesi europei.



