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  • Giovedì 12 marzo 2026

Cos’è successo nel tredicesimo giorno di guerra

Oltre al primo messaggio della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, c'è stato un attacco a una base italiana a Erbil, nel Kurdistan iracheno

Fedeli sciiti con immagini della Guida Suprema Mojtaba Khamenei a Karachi, in Pakistan, l'11 marzo 2026 (AP Photo/Ali Raza)
Fedeli sciiti con immagini della Guida Suprema Mojtaba Khamenei a Karachi, in Pakistan, l'11 marzo 2026 (AP Photo/Ali Raza)

Il tredicesimo giorno di guerra in Medio Oriente è cominciato con la notizia dell’attacco avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì contro la base militare italiana di Erbil, mentre nel pomeriggio è arrivato il primo messaggio della nuova Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei, con un comunicato letto dalla televisione nazionale iraniana. Il Post segue tutti gli aggiornamenti, minuto per minuto, in questo liveblog.

Il messaggio di Khamenei era atteso dalla sua nomina a Guida Suprema, domenica sera: non si è mostrato in video e non ha registrato un messaggio audio, probabilmente per timore di fornire indicazioni sulla propria posizione (Stati Uniti e Israele hanno detto più o meno esplicitamente di volerlo uccidere).

Nel messaggio ha mantenuto un tono aggressivo, ha detto che lo stretto di Hormuz, da cui passa una parte importante delle esportazioni globali di petrolio e di gas naturale liquefatto, rimarrà bloccato e che tutte le basi militari statunitensi nella regione dovrebbero essere chiuse. Non ha mostrato di voler negoziare, promettendo vendetta per le persone uccise e minacciando l’apertura di «nuovi fronti» di guerra.

Nella notte tra mercoledì e giovedì la base militare italiana “Camp Singara” a Erbil, nel Kurdistan iracheno, è stata colpita, probabilmente da milizie filoiraniane in Iraq. Non si sa ancora se da un missile o da un drone, e non ci sono state persone uccise né ferite. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha detto che è stato un attacco intenzionale e che le 141 persone ancora nella base rientreranno in Italia.

Il colonnello dell’esercito Francesco Serafini di fronte alla base di Camp Singara, a Erbil, il 2 maggio 2024 (ANSA/Domenico Palesse)

Nella notte di giovedì è stata attaccata anche una base occupata da militari francesi. Sei soldati sono stati feriti (non si conoscono le loro condizioni): stavano partecipando a una missione di addestramento per emergenze terroristiche con i soldati peshmerga, le forze armate della regione autonoma del Kurdistan iracheno.

Sono proseguiti i bombardamenti statunitensi e israeliani in Iran, particolarmente intensi in serata sulla capitale Teheran. Israele ha anche bombardato il centro di Beirut, capitale del Libano: gli attacchi hanno colpito il quartiere di Bachoura, nel centro della città, una zona residenziale piena di bar e ristoranti, non lontano dal parlamento, finora considerata sicura. Gli attacchi israeliani in Libano hanno ucciso almeno 676 persone e causato più di 750mila sfollati.

Il palazzo del centro di Beirut colpito nell’attacco del 12 marzo 2026 (AP Photo/Bilal Hussein)

L’Iran continua a bloccare lo stretto di Hormuz, da dove passava fino a un quinto del petrolio mondiale prima dell’inizio della guerra. Nel Golfo Persico sono state attaccate tre navi commerciali: due petroliere nelle acque territoriali dell’Iraq, causando un grosso incendio, e una nave cargo al largo di Dubai. Da mercoledì ci sono stati sei attacchi alle navi.

Sono proseguiti anche gli attacchi con missili e droni verso Israele e i paesi del Golfo. L’esercito statunitense ha comunicato che un aereo cisterna da rifornimento è precipitato nel nord dell’Iraq, per un incidente.

Le quotazioni del petrolio Brent, che fanno riferimento al mercato europeo, hanno chiuso sopra i 100 dollari al barile, dopo un’altra giornata di aumento dei prezzi. L’Agenzia internazionale dell’Energia ha detto che la guerra «sta creando la più grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero globale».