Cos’è successo nell’undicesima giornata di guerra
Trump ha intimato all’Iran di liberare lo stretto di Hormuz e il regime ha ribadito di non avere intenzione di negoziare

È finito l’undicesimo giorno della guerra in Medio Oriente e, due giorni dopo la sua nomina, la nuova Guida suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei non si è ancora fatta vedere né sentire. Il Post segue tutti gli aggiornamenti con questo liveblog.
Nella serata di martedì il presidente statunitense Donald Trump ha intimato all’Iran di non mettere mine navali nello stretto di Hormuz, dove il traffico marittimo è già sostanzialmente fermo, e con lui le esportazioni di idrocarburi dai paesi del Golfo. Le dichiarazioni di Trump sono arrivate dopo che CNN e CBS, sulla base di fonti anonime, avevano riferito del possibile posizionamento di mine. Trump ha detto che non gli risulta che stia succedendo, ma che gli Stati Uniti hanno già distrutto una decina di imbarcazioni iraniane in grado di metterne.
Sempre lo stretto di Hormuz è stato al centro di un piccolo caso. Il segretario statunitense all’Energia, Chris Wright, ha scritto e poi cancellato un post su X in cui sosteneva che gli Stati Uniti avessero scortato una petroliera attraverso lo stretto. Sarebbe stata la prima operazione di questo tipo da quando, una settimana fa, Trump aveva proposto di coinvolgere la marina statunitense per scortare le navi. Wright però è stato smentito sia dalla marina che dal governo: nessuna nave è stata scortata, per quanto ne sappiamo.
L’obiettivo delle dichiarazioni di Trump, come forse del post di Wright, era far scendere il prezzo del petrolio: prima dell’inizio della guerra, un quinto di quello venduto al mondo transitava dallo stretto.
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Sono proseguiti i bombardamenti di Stati Uniti e Israele sull’Iran, ed è possibile che si intensifichino durante la nottata. Martedì il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha detto che sarebbe stato «il giorno più intenso di attacchi» dall’inizio della guerra.
Per la prima volta – o almeno la prima di cui si viene a sapere – gli Stati Uniti hanno fatto pressioni su Israele, loro alleato, mostrando di avere obiettivi discordanti. Il giornalista di Axios Barak Ravid, molto informato sui rapporti tra i due paesi, ha scritto che l’amministrazione Trump ha chiesto al governo israeliano di non ripetere i bombardamenti sui depositi di carburante iraniani, come quelli di sabato sera che avevano causato incendi, grandi esplosioni e poi una nube nera su Teheran dannosa per la salute.
Il dipartimento della Difesa statunitense ha comunicato, in un’altra prima volta, quanti soldati statunitensi sono stati feriti durante la guerra: almeno 140 (si sapeva già dei 7 uccisi).
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Sono continuati anche gli attacchi israeliani sul Libano, che dall’inizio della guerra hanno causato quasi 700mila sfollati. Martedì gli attacchi si sono concentrati su obiettivi di Al-Qard Al-Hasan, un’istituzione finanziaria legata a Hezbollah, il gruppo politico e militare libanese alleato dell’Iran.
L’Iran ha continuato i lanci di missili e droni verso Israele e i paesi del Golfo. La raffineria di Al Ruwais, la principale degli Emirati Arabi Uniti, è stata chiusa dopo un attacco con droni, che ha causato un incendio nelle vicinanze. Il regime iraniano ha escluso nuovamente negoziati con gli Stati Uniti.



