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  • Lunedì 9 marzo 2026

Cosa è successo nel decimo giorno di guerra

La nuova Guida Suprema iraniana non si è ancora fatta vedere, e intanto in Libano gli sfollati sono diventati più di 600mila

Il fumo causato da un attacco israeliano su Beirut, in Libano (Daniel Carde/Getty Images)
Il fumo causato da un attacco israeliano su Beirut, in Libano (Daniel Carde/Getty Images)
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Il Post ha seguito il decimo giorno della guerra in Medio Oriente con questo liveblog, sempre aggiornato.

Lunedì è stato il primo giorno di guerra dopo la nomina di Mojtaba Khamenei a nuova Guida Suprema dell’Iran, la figura politica e religiosa più importante del paese. Il figlio della precedente Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso in un bombardamento su Teheran il 28 febbraio, non si è ancora fatto vedere in pubblico: come abbiamo spiegato in questo articolo, non potrà rimanere nascosto a lungo.

In una conferenza stampa tenuta in tarda serata Trump ha detto che la guerra finirà «presto» e che gli Stati Uniti sarebbero «vicini a completare gli obiettivi militari»: poche ore prima aveva detto a una giornalista di CBS News di ritenere di essere «molto in anticipo» sulla sua stima iniziale che la guerra potesse durare 4-5 settimane. Trump non ha fornito ulteriori dettagli su queste tempistiche e sul perché sia convinto che la guerra finirà a breve. L’Iran peraltro anche oggi ha ribadito di non essere disponibile a trattare alcunché con gli Stati Uniti.

Per tutta la giornata si è parlato moltissimo del prezzo del petrolio, che ha raggiunto le quotazioni massime dai primi mesi della guerra in Ucraina, arrivando a superare i 100 dollari al barile (poi in serata è sceso al di sotto di questa soglia).

Nel pomeriggio l’aviazione israeliana ha continuato a colpire Teheran, Isfahan e altre zone dell’Iran con attacchi su larga scala. Sono proseguiti anche i bombardamenti sul Libano, nella periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah, gruppo politico e militare alleato dell’Iran. Sempre per quanto riguarda il Libano: il presidente Joseph Aoun ha detto che attualmente le persone sfollate a causa degli attacchi israeliani sono oltre 600mila.

Sono continuati anche gli attacchi dell’Iran verso Israele e verso i paesi del Golfo Persico. In Bahrein un attacco ha colpito il complesso petrolifero e la principale raffineria, provocando incendi e 32 feriti.

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Lunedì mattina invece la NATO ha intercettato un altro missile nello spazio aereo della Turchia: è la seconda volta che succede, dopo il caso della scorsa settimana. Il ministero della Difesa turco ha detto che il missile era iraniano e che i suoi frammenti dopo la distruzione in aria sono caduti nel sud della Turchia, senza causare feriti o danni. Oggi inoltre la Turchia ha detto che manderà caccia F-16 a proteggere la parte settentrionale di Cipro, quella che riconosce il paese.

Oggi c’è stata anche una riunione tra i ministri delle Finanze dei paesi del G7 e l’Agenzia Internazionale dell’Energia, per discutere se utilizzare o meno le riserve di petrolio di emergenza. Alla fine si è deciso di non utilizzarle per ora, ma il ministro dell’Economia francese, Roland Lescure, ha detto che rimane comunque un’opzione.

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