L’Ucraina sta negoziando la vendita di sistemi antidroni agli Stati Uniti e ai paesi del Golfo

Li ha dovuti sviluppare per difendersi dalla Russia, e con l'inizio della guerra in Medio Oriente sono molto richiesti

Un soldato ucraino guarda droni russi sul fronte vicino a Kostyantynivka, nel Donetsk, il 17 febbraio 2026 (Iryna Rybakova/Ukraine's 93rd Mechanized Brigade via AP)
Un soldato ucraino guarda droni russi sul fronte vicino a Kostyantynivka, nel Donetsk, il 17 febbraio 2026 (Iryna Rybakova/Ukraine's 93rd Mechanized Brigade via AP)
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La Difesa statunitense e almeno un paese del Golfo starebbero negoziando con l’Ucraina per acquistare sistemi di difesa aerea progettati dagli ucraini per intercettare i droni iraniani, scrive il Financial Times.

Negli ultimi anni alcune aziende ucraine hanno sviluppato droni intercettori a basso costo capaci di colpire i droni modello Shahed, che i russi lanciano quasi ogni notte contro le città ucraine. Nella maggior parte dei casi sono piccoli droni che partono da terra, inseguono gli Shahed ed esplodono quando sono abbastanza vicini da abbatterli. In pratica sono controdroni suicidi usati contro droni suicidi. Non garantiscono una protezione totale, ma contro i droni nessun sistema di difesa ha ancora raggiunto percentuali di successo del 100 per cento.

Le aziende sono state aiutate anche da alcune norme approvate con urgenza dal governo ucraino proprio per accelerare la ricerca e la produzione di nuove armi. In questo modo l’Ucraina è riuscita almeno in parte a compensare la scarsità di sistemi di difesa aerea forniti dagli alleati occidentali.

Giovedì sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che i paesi del Golfo hanno consumato circa 800 missili Patriot in tre giorni per fermare gli attacchi dei droni Shahed, più di quanti ne abbia lanciati l’Ucraina in quattro anni di guerra su larga scala contro la Russia.

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I paesi del Golfo usano i sistemi statunitensi Patriot per intercettare le centinaia di droni che arrivano dall’Iran. L’efficacia è alta, attorno al 90 per cento. Ma ogni drone costa al regime iraniano poco meno di 30mila euro mentre una batteria di missili Patriot, con radar, lanciatori e missili intercettori – i missili che distruggono i droni in volo – costa più di un miliardo di euro. Ogni singolo missile intercettore lanciato da un sistema Patriot costa attorno ai tre milioni di euro, a seconda della versione e del contratto. 

Questo sbilanciamento tra attacco e difesa crea una situazione insostenibile per i paesi arabi affacciati sul Golfo, che sono i più esposti agli attacchi iraniani. Per questo la Difesa statunitense e almeno uno tra gli stati della regione sono interessati a comprare armi dagli ucraini.

Operatori installano reti antidrone a Druzhkivka, nel Donetsk, il 2 marzo 2026 (Chris McGrath/Getty Images)

All’Ucraina converrebbe perché ha una capacità di produzione di droni molto più alta rispetto alla produzione effettiva, per mancanza di fondi. Ha un’industria dei droni sovradimensionata rispetto alla sua capacità di spesa. Ma se qualcuno ci mettesse i soldi, le aziende ucraine potrebbero cominciare a produrre molti più droni di quelli che producono adesso fin da subito. Inoltre l’Ucraina dipende per sopravvivere dagli aiuti finanziari che arrivano dagli alleati all’estero, esportare tecnologia militare sarebbe un modo per ridurre un poco questa dipendenza.  

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Se i paesi del Golfo usassero i sistemi d’intercettazione ucraini consumerebbero meno Patriot. Questo ridurrebbe il rischio che le scorte si esauriscano sia per gli stati arabi sotto attacco iraniano sia per l’Ucraina, che li usa per difendersi dai missili russi.

Zelensky ha detto di essere già in contatto con Emirati Arabi Uniti e Qatar per discutere della tecnologia ucraina antidroni. Ha anche parlato di un possibile scambio: sistemi di intercettazione ucraini per i paesi del Golfo e per gli Stati Uniti, in cambio di ulteriori missili Patriot. Oggi l’Ucraina li centellina e li usa per proteggere soltanto alcune aree strategiche. 

È un rovesciamento di prospettiva. Per anni, mentre resisteva all’invasione su larga scala russa, il governo ucraino ha avuto il ruolo di chi chiede aiuto e dipende dalle decisioni degli alleati. Adesso è nel ruolo del fornitore di soluzioni.