Che confusione, questa partenza della Formula 1
Le nuove regole hanno cambiato tanto macchine e motori: ci sono ancora molte perplessità sui sorpassi e, appunto, sulla partenza

Con il Gran Premio d’Australia, a Melbourne, domenica inizia un incerto Mondiale di Formula 1. Con le nuove regole del 2026 sono cambiati radicalmente la forma, l’aerodinamica e i motori delle monoposto. Non si sa quindi quale sia la scuderia favorita, e nemmeno in che modo cambieranno le gare. A certi piloti queste macchine non piacciono, e ci sono anche molti dubbi sui sorpassi, il momento più spettacolare e importante di questo sport. E con la guerra in Medio Oriente non si sa nemmeno dove si terranno alcune gare di questo Mondiale, dato che quattro Gran Premi dovrebbero svolgersi da quelle parti.
La gran parte dei dubbi ruota attorno al nuovo propulsore, il sofisticato sistema che combina la parte elettrica e quella termica del motore. Da quest’anno la potenza prodotta dal motore termico dovrà essere equivalente a quella della batteria elettrica, anziché 3 volte più grande come l’anno scorso. I piloti avranno un nuovo strumento nei sorpassi, cioè il boost. È un aumento dell’uso della batteria elettrica – che va ricaricata di volta in volta, perlopiù frenando – ed è utile sia per sorpassare sia per difendersi. Un po’ come il turbo dei videogiochi.
Per ridurre i consumi, le auto sono diventate più aerodinamiche, compatte e leggere di circa 30 kg. Nonostante sia stato abolito il DRS (un dispositivo che aiutava nei sorpassi aprendo un’ala dell’alettone posteriore), le monoposto ora hanno davanti e dietro un nuovo sistema di alettoni mobili, che permettono di gestire la resistenza dell’aria durante tutta la gara. Con tutte queste novità, la Formula 1 puntava ad agevolare i sorpassi e rendere le gare più spettacolari e strategiche.

Una monoposto del 2022 a sinistra e una del 2026 a destra. Il 2022 è stato l’ultimo anno in cui le macchine subirono cambiamenti significativi, nonché quello da cui uscirono le monoposto più grosse e pesanti della storia della competizione (Formula 1/YouTube)
Tuttavia chi ha provato queste cose in pista o le ha viste da vicino non è così convinto. Andrea Stella, il team principal (cioè il capo) della McLaren, ha detto che a febbraio, durante i test in Bahrein, è stato «estremamente difficile» superare. Max Verstappen, il pilota della Red Bull quattro volte campione del mondo, è stato più perentorio, dicendo che «questa proprio non è la Formula 1» per lui.
Oltre al tatticismo esagerato che porta questo nuovo propulsore, ci sono altre perplessità. Per esempio dopo un sorpasso può essere più difficile allontanarsi dagli avversari, perché subito dopo un boost la batteria deve ricaricarsi. Inoltre, mentre in passato all’uscita delle curve i distacchi tra le monoposto tendevano a ridursi, ora la maggiore potenza elettrica consentirà a tutti di accelerare più rapidamente in quei tratti, rendendo più difficile a chi sta dietro recuperare terreno.
I nuovi propulsori cambieranno anche le partenze, che si prospettano abbastanza caotiche. Per ridurre i costi e la complessità dei motori, infatti, quest’anno la Formula 1 ha eliminato un componente chiamato MGU-H (Motor Generator Unit-Heat), un sistema elettrico che aiutava il motore a essere pronto appena si accelerava da fermi. Ora che non c’è più, quando i piloti alla partenza premono l’acceleratore il motore risponde un po’ in ritardo.
Vuol dire che alla partenza i piloti hanno bisogno di più tempo per accelerare sul posto e far salire di giri il motore. C’è però il rischio che qualcuno acceleri troppo poco e parta lento, oppure esageri e finisca per sbandare. Questo può rimescolare subito l’ordine di gara (riducendo l’influenza delle qualifiche), ma è anche un po’ pericoloso.
Per evitare incidenti a inizio gara, la Formula 1 ha introdotto e testato una nuova procedura di partenza. Una volta che le macchine si sono posizionate, viene infatti garantita loro una pausa supplementare di cinque secondi (segnalata da luci blu), prima cioè che inizi la normale sequenza dei semafori rossi. Ma rimane ancora qualche dubbio sulla sicurezza.
Un esempio di come saranno le partenze di quest’anno
In un contesto del genere una buona partenza sembra ancora più determinante di prima. E a guardare i test prestagionali che le scuderie hanno fatto a febbraio, la Ferrari pare quella messa meglio di tutte. In Bahrein, sia Leclerc che Lewis Hamilton (i suoi due piloti titolari) hanno fatto partenze molto efficaci: durante il secondo giorno di prove, Hamilton ha superato quattro avversari tra la partenza e la prima curva, nonostante per motivi di sicurezza le auto fossero pure più distanziate del solito.
Durante l’ultimo giorno in Bahrein, invece, Leclerc ha fatto il miglior tempo di tutti i giorni di prova, con otto decimi di secondo di vantaggio sul secondo. Si capirà allora perché sulla Ferrari ci sono ancora più aspettative del solito: non vince un Mondiale piloti dal 2007 e l’anno scorso ha avuto una stagione deludente.
POV: sei Leclerc che va veloce
La Ferrari, insomma, sembrerebbe avere una macchina rapida e competitiva, ma non è comunque la favorita. La Mercedes viene infatti considerata la scuderia da battere quest’anno, e altre due squadre parecchio competitive saranno come sempre la Red Bull (per cui gareggia Max Verstappen, il più forte di tutti in questo momento) e la McLaren (che l’anno scorso ha vinto la classifica piloti, con Lando Norris, e quella costruttori). In misura minore, anche la Cadillac – la nuova scuderia di quest’anno – sembra pronta, molto più del previsto.
Tutte queste opinioni e previsioni, però, si basano perlopiù sui dati dei test. Questi sono sì indicativi dell’approccio e delle aspettative di ogni scuderia, ma rimangono prove i cui risultati vanno presi con cautela, e potranno essere smentiti sin dal primo Gran Premio.

Il pilota finlandese Valtteri Bottas sulla monoposto della Cadillac durante i test in Barhein, 20 febbraio 2026 (Sona Maleterova/Getty Images)
Tra le poche certezze di questa Formula 1 c’è la difficile situazione dell’Aston Martin. Quest’anno la squadra partiva come una delle più ambiziose del Mondiale, ma nei test ha dimostrato di non avere auto in grado di concludere una gara né una soluzione ai suoi problemi.
Il team principal Adrian Newey ha pure dichiarato che probabilmente le Aston Martin si ritireranno dal Gran Premio d’Australia dopo pochi giri, perché non hanno risolto le vibrazioni del motore che stanno guastando le macchine né hanno abbastanza pezzi di ricambio (sono rimasti solo con due batterie). E queste vibrazioni sono pericolose anche per i piloti: Lance Stroll, uno dei due piloti titolari insieme a Fernando Alonso, ha detto che «sembra di stare sulla sedia elettrica».
– Leggi anche: L’Aston Martin ha tanti problemi e poche soluzioni
La prima gara del Mondiale sarà complicata un po’ per tutti in verità. A Melbourne si frena pochissimo ed è un bel problema per auto che dipendono molto dalla loro batteria e la ricaricano soprattutto in frenata. Potrebbe quindi capitare che, a un certo punto, una parte della potenza del motore venga usata per ricaricare la batteria invece che per far muovere le ruote, rallentando così le macchine anche sui rettilinei, i punti dove di solito i piloti spingono di più sull’acceleratore.
Una gara lenta – per gli standard di questo sport, s’intende – sarebbe un gran problema per la Formula 1, che negli ultimi anni ha puntato molto su spettacolo e velocità.
Intanto la guerra in Medio Oriente ha complicato le cose. La Formula 1 organizza lì quattro Gran Premi e due di questi – quelli di Sakhir in Bahrein e di Gedda in Arabia Saudita – sono programmati ad aprile. Secondo il sito specializzato Motorsport l’opzione più probabile per gli organizzatori sarebbe di togliere le due gare dal Mondiale senza sostituirle. Altrimenti, alcune piste (come quella storica di Imola) hanno già confermato di essere pronte a sostituirle.



