Tutti gli sport delle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina
Sono sei, a loro volta divisi in specialità e con regole piuttosto simili a quelli delle Olimpiadi; ma questa volta bisogna tenere conto delle categorie

Tra il 6 e il 15 marzo ci saranno le Paralimpiadi invernali di Milano Cortina, a cinquant’anni dalla prima edizione di sempre, che fu a Örnsköldsvik, in Svezia, nel 1976. Allora gli sport in programma erano solo due e le disabilità incluse erano poche. Quest’anno, invece, i Giochi saranno più ampi (si gareggerà in sei sport) e più inclusivi.
Quando si parla di sport paralimpici, c’è una cosa da tenere sempre in considerazione. In molti di questi le atlete e gli atleti competono in determinate categorie in base alle abilità residue dell’atleta. È un sistema di classificazione un po’ complesso, creato da un gruppo di medici e tecnici per garantire un livello equo di competizione. Le categorie sono indicate con una lettera, o con una lettera e un numero.
Queste categorie sono a loro volta suddivise in sottocategorie, definite in baso al grado di disabilità. A ciascuna sottocategoria è così associato un coefficiente, cioè una percentuale. Per rendere le competizioni più equilibrate in alcune gare il tempo effettivo dell’atleta viene moltiplicato proprio per questo valore e si ottiene così il tempo fattorizzato, che è quello su cui si basa la classifica finale. Nello sci di fondo, per esempio, una persona cieca ha un coefficiente dell’87 per cento, mentre una persona con il grado ammesso più lieve di disabilità visiva ha un coefficiente del 100 per cento. Questo vuol dire che il tempo totale dell’atleta cieco sarà moltiplicato per 0,87 e quindi “corretto” in base al suo grado di disabilità visiva, mentre il tempo dell’atleta ipovedente rimarrà lo stesso.
I sei sport delle Paralimpiadi saranno sci alpino paralimpico, sci di fondo paralimpico, biathlon paralimpico, snowboard paralimpico, hockey su ghiaccio paralimpico e curling in carrozzina. Così come alle Olimpiadi, molti sport hanno al loro interno specialità diverse. Sono tutte spiegate qui sotto, insieme con le loro diverse categorie, e tra parentesi c’è la sede delle gare.
SCI ALPINO PARALIMPICO (CORTINA)
È tra gli sport invernali più popolari e seguiti, è alle Paralimpiadi dalla prima edizione ed è, come alle Olimpiadi, uno sport di discesa. Le cinque specialità sono:
- Discesa libera: Il tracciato della discesa libera è delimitato da coppie di “porte” posizionate ogni 150 metri circa ed è segnalato da linee trasversali che indicano i cambi di pendenza e laterali. È la disciplina più veloce: si gareggia su una sola manche e vince chi fa il tempo fattorizzato più basso.
- Super-G (o supergigante): È la seconda disciplina più veloce dello sci alpino e anche una delle più recenti. Rispetto alle altre due specialità dello slalom il supergigante presenta curve molto più ampie e quindi si percorre con maggior velocità. Si svolge su una manche e vince chi fa il tempo fattorizzato più basso.
- Slalom speciale: Nello slalom speciale, di norma chiamato solamente slalom, si scende lungo un percorso facendo per l’appunto lo slalom tra i pali snodati posti uno dopo l’altro in rapida successione fino al traguardo. Si disputa in due manche: vince chi – al netto dei tempi fattorizzati – ci mette meno nella somma delle due manche.
- Slalom gigante: Le curve del tracciato sono più ampie rispetto allo slalom speciale e non sono segnalate dai pali ma dalle porte. È più veloce dello slalom speciale, poiché le sue curve hanno un raggio maggiore, ma meno veloce del supergigante. Slalom gigante e slalom speciale sono noti come discipline tecniche; discesa libera e supergigante sono invece noti come discipline veloci. Si disputa in due manche: vince chi ottiene la somma dei due tempi fattorizzati più bassa.
- Combinata alpina: L’atleta in gara fa una prova di discesa libera, poi una prova di slalom speciale. Vince chi ottiene il tempo fattorizzato di percorrenza più basso, sommando le due prove.
A Milano Cortina lo sci alpino prevede gare femminili e maschili, con tre categorie:
- Standing (in piedi): Fanno parte di questa categoria gli atleti con disabilità agli arti (per esempio, delle amputazioni) e che gareggiano in piedi. A seconda della disabilità, possono gareggiare con uno o due sci, con uno o due bastoncini ed eventuali stabilizzatori (bastoncini che finiscono con dei piccoli sci).
- Sitting (seduti): Fanno parte di questa categoria gli atleti che possono gareggiare solo da seduti, nel monosci; non usano bastoncini, ma stabilizzatori.
- Vision impaired (ipovedenti e non vedenti): Gli atleti che fanno parte di questa categoria hanno sempre una guida davanti a sé, con la quale comunicano a voce (dal vivo o via radio) senza poterla toccare. Chi è cieco deve anche usare un certo tipo di occhialini oscurati. In tutti gli sport in cui ci sono le guide anche loro vincono le eventuali medaglie.

Il polacco Andrzej Szczesny alle Paralimpiadi invernali di Pechino, mentre gareggia nello slalom standing, con due stabilizzatori e un solo sci (AP Photo/Andy Wong)
SCI DI FONDO PARALIMPICO (TESERO)
Sempre sci, ma oltre alla discesa ci sono anche pianura e salita. Gli stili di gara sono due: quello classico, in cui si scia in parallelo su piste di neve già tracciate; e quello a tecnica libera (o pattinata). Ci sono gare maschili, femminili e miste:
- Sprint in tecnica classica (maschile e femminile): Si svolge su un tracciato lungo tra gli 800 e i 1.500 metri. Ci sono prima qualificazioni a cronometro, e poi gare a eliminazione diretta fino alla finale.
- Individuale 10 km in tecnica classica (maschile e femminile): Si parte a intervalli di 30 secondi l’uno dall’altro e vince chi ha il miglior tempo fattorizzato.
- Individuale 20 km in tecnica libera (maschile e femminile): Si parte a intervalli di 30 secondi l’uno dall’altro e vince chi ha il miglior tempo fattorizzato.
- Staffetta 4×2,5 km mista: Ogni squadra è composta da due atleti e due atlete, di ogni categoria: i coefficienti di ogni atleta vengono sommati e non possono superare il 330 per cento. I primi staffettisti partono tutti insieme: la prima e la terza frazione sono in tecnica classica, mentre la seconda e la quarta sono in tecnica libera.
- Staffetta 4×2,5 km open: Ogni squadra è composta da quattro atleti di ogni genere e categoria, ma deve partecipare almeno una donna: i coefficienti di ogni atleta vengono sommati e non possono superare il 370 per cento. Le regole sono le stesse della staffetta mista.
Le categorie sono come quelle dello sci alpino, con qualche differenza nell’attrezzatura:
- Standing (in piedi): Fanno parte di questa categoria gli atleti con disabilità agli arti che gareggiano in piedi e usano gli sci da fondo convenzionali.
- Sitting (seduti): Fanno parte di questa categoria gli atleti che possono gareggiare solo da seduti, nel sit-ski, che è un sedile montato su due sci da fondo. Dato che non possono governare il movimento degli sci, per gli atleti di questa categoria non esiste la differenza tra tecnica classica e libera.
- Vision impaired (ipovedenti e non vedenti): Gli atleti che fanno parte di questa categoria hanno una guida davanti a sé, che dà loro indicazioni sul percorso senza alcun contatto fisico.
BIATHLON PARALIMPICO (TESERO)
Il biathlon è uno sport che combina lo sci di fondo e il tiro a segno con carabina. A differenza delle Paralimpiadi, la carabina non si tiene sulle spalle mentre si scia, ma viene consegnata al poligono. Nel biathlon paralimpico i bersagli sono distanti 10 metri da chi spara, e a ogni errore corrisponde una penalità di tempo o un tratto di percorso in più. A Milano Cortina ci sono tre specialità, ciascuna con gare maschili e femminili:
- Sprint 7,5 km: Atleti e atlete partono a intervalli regolari di 30 secondi. Si fanno tre giri di pista e due sessioni al poligono: per chi sbaglia, il giro di penalità è lungo 150 metri per le categorie standing e vision impaired, e 100 metri per la categoria sitting. Vince l’atleta con il minor tempo fattorizzato.
- Individuale 12,5 km: Anche qui si parte a intervalli, facendo però cinque giri di pista e quattro stop al poligono, dove ogni errore comporta un minuto di penalità. Vince l’atleta con il minor tempo fattorizzato.
- Inseguimento sprint: La gara prevede tre giri di pista e due sessioni di tiro. Ci sono delle qualificazioni, dove gli errori al poligono comportano 20 secondi di penalità e che servono a determinare gli ordini e i tempi di partenza della finale, dove ogni errore comporta un giro di penalità di 80 metri.
Le categorie sono le solite, con qualche differenza nell’attrezzatura:
- Standing (in piedi): Fanno parte di questa categoria biatlete e biatleti atleti che possono gareggiare in piedi, se necessario con delle protesi. Le persone con disabilità agli arti superiori sciano senza bastoncini, o con un bastoncino solo; al poligono, dopo aver posizionato il fucile, danno l’ordine di sparare a un allenatore. Per loro il bersaglio ha un diametro di 13 millimetri.
- Sitting (seduti): Fanno parte di questa categoria gli atleti che possono solo gareggiare da seduti, nel sit-ski. Anche in questo caso, al poligono il bersaglio ha un diametro di 13 millimetri.
- Vision impaired (ipovedenti e non vedenti): Gli atleti che fanno parte di questa categoria hanno sempre una guida davanti a sé, che dà indicazioni sul percorso senza alcun contatto fisico. Al poligono – dove i bersagli hanno un diametro di 21 millimetri – usano un particolare fucile elettrico che permette di mirare con l’udito.

Il biatleta paralimpico ucraino Oleksandr Kazik alle Paralimpiadi di Pechino con il proprio fucile, 8 marzo 2022 (AP Photo/Shuji Kajiyama)
SNOWBOARD PARALIMPICO (CORTINA)
Sono gare di velocità eseguite su tavole da snowboard. Esistono due specialità:
- Banked slalom: Gli atleti devono scendere nel minor tempo possibile lungo un percorso tortuoso e si gareggia una persona alla volta. Ci sono due manche e, per la classifica finale, viene preso in considerazione il migliore dei due tempi.
- Snowboard cross: Gli atleti devono scendere nel minor tempo possibile lungo un percorso tortuoso. Le gare sono suddivise in qualificazioni e finali. Nelle qualificazioni ogni atleta compie tre discese sul percorso e il miglior tempo determina l’ordine di partenza e la formazione delle batterie. Nelle fasi finali si scende in quattro alla volta e passano il turno i primi due di ogni batteria, fino alla finale che assegna le medaglie.
Le categorie di gara dello snowboard paralimpico sono due, una delle quali però prevede due diversi sottogruppi:
- Upper (UL): Gli atleti e le atlete che fanno parte di questa categoria hanno una disabilità fisica agli arti superiori e competono senza l’ausilio di protesi.
- Lower (LL): Gli atleti e le atlete che fanno parte di questa categoria hanno una disabilità fisica agli arti inferiori. Possono utilizzare una protesi o speciali tutori per competere. Sono previsti due sottogruppi a seconda della lesione – LL1 e LL2 – che gareggiano separati.
Le gare delle categorie UL e LL1 sono solo maschili. Quelle della categoria LL2 sono anche femminili.
HOCKEY SU GHIACCIO PARALIMPICO (MILANO)
Esiste alle Paralimpiadi invernali del 1994 e dal 2010 è uno sport misto, dove cioè non esiste una distinzione tra gare femminili e maschili. Di fatto però giocano gli uomini, perlomeno alle Paralimpiadi: solamente Giappone e Cechia hanno una donna in squadra.
Questo sport è praticato da atleti con disabilità agli arti inferiori, che giocano le loro partite su una slitta, che ha due lame spesse circa tre millimetri l’una, e con due bastoni corti. Questi hanno due estremità: una serve per controllare il disco e l’altra per spingersi sul ghiaccio.
In campo si gioca in 6 contro 6 (le squadre sono formate da 15 giocatori; 16 se c’è almeno una donna convocata). L’obiettivo è fare più gol dell’avversario nei tre tempi regolamentari, ciascuno da 15 minuti. Se si va ai supplementari, vince la prima squadra che segna.
Al torneo paralimpico di Milano Cortina parteciperanno otto squadre, divise in due. Ogni squadra gioca contro le altre tre avversarie del proprio girone: le prime due di entrambi passano alle semifinali. Le altre, invece, giocano tra loro le partite per determinare quinto, sesto, settimo e ottavo posto.

Una partita tra Canada e Stati Uniti – che anche qui sono le due squadre più forti – alle Paralimpiadi di Pechino, 13 marzo 2022 (Steph Chambers/Getty Images)
CURLING IN CARROZZINA (CORTINA)
Anche in questo caso tutte le competizioni sono miste, coinvolgendo sempre atlete e atleti con disabilità agli arti inferiori.
L’obiettivo è far scivolare una pietra lucida il più vicino possibile al centro della “casa”, la zona con tre anelli concentrici in fondo alla pista. Al termine di ogni sfida, detta end, una sola squadra ottiene punti, tanti quante sono le sue pietre più vicine di tutte quelle degli avversari al centro della casa, che si chiama “bottone” (esattamente come a bocce). In ogni end un giocatore lancia due stone per volta, per un totale di otto per squadra (nel doppio misto sono cinque). Per lanciare la stone atlete e atleti possono usare il cosiddetto extender, uno speciale bastone che si aggancia alla stone.
Ci saranno due specialità a Milano Cortina, ma cambia solo il numero dei giocatori:
- Doppio misto: È la prima volta che c’è questa specialità alle Paralimpiadi. In ogni squadra ci sono un uomo e una donna, e nel torneo ci sono 8 squadre. All’inizio, ogni squadra gioca contro tutte le altre una volta. Alla fine di questi incontri, le prime quattro classificate passano alle semifinali. Le due coppie che vincono le semifinali si sfidano nella finale per la medaglia d’oro, mentre le due che perdono giocano per il bronzo.
- Squadra mista: Ogni squadra è composta da quattro persone più un’eventuale riserva e ci dev’essere almeno un uomo o una donna. Il torneo è organizzato allo stesso modo del doppio misto, solo che le squadre in gara sono 10 anziché 8.

Una partita di curling in carrozzina alle Paralimpiadi invernali di Pechino, 12 marzo 2022 (AP Photo/Dita Alangkara)



