Trump ha licenziato la segretaria alla Sicurezza nazionale Kristi Noem
Aveva diretto le violente operazioni anti-immigrazione, anche in Minnesota: è la prima segretaria dell'amministrazione a essere licenziata

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha licenziato la segretaria alla Sicurezza nazionale Kristi Noem, che nell’ultimo anno aveva coordinato e diretto le criticatissime operazioni anti-immigrazione volute dal presidente, mettendolo in difficoltà. È la prima segretaria della sua amministrazione a essere licenziata. Sarà sostituita da Markwayne Mullin, senatore dell’Oklahoma, a partire dal 31 marzo.
Già alcune ore prima dell’annuncio erano circolate voci di un suo possibile licenziamento: il suo mandato aveva attirato forti critiche all’amministrazione Trump proprio per via delle operazioni anti-immigrazione e di come ne aveva gestito le conseguenze. Aveva dato risposte vaghe e insoddisfacenti riguardo all’uccisione a gennaio di due manifestanti da parte di agenti del suo dipartimento in Minnesota.
I due omicidi erano diventati rapidamente oggetto di grandi proteste che avevano messo in difficoltà Trump; a quel punto il presidente aveva in maniera più o meno esplicita iniziato a prendere le distanze da Noem o a scavalcarla nelle decisioni, facendole perdere sostegno e credibilità in quella che l’Atlantic ha definito una precisa strategia di pubblica «umiliazione».
A tutto questo, più recentemente, si era aggiunto un caso che riguardava un ricco contratto pubblicitario assegnato dal suo dipartimento in maniera poco trasparente, che pure aveva messo Trump in una posizione difficile. Noem era stata criticata anche dai parlamentari del Partito Repubblicano (quello suo e di Trump) al riguardo: mercoledì, in un’udienza alla Camera dei rappresentanti, Noem aveva coinvolto Trump dicendo che ne era a conoscenza anche lui e l’aveva autorizzata, e lui aveva negato.
Trump ha annunciato il licenziamento di Noem sul social network Truth: ha ringraziato Noem e ha detto che le sarà assegnato un ruolo che finora non esisteva, quello di “inviata speciale per lo Scudo delle Americhe”: è un’iniziativa in materia di sicurezza e difesa che riguarderà anche l’America latina. Poco dopo la notizia del licenziamento Noem ha tenuto una conferenza stampa che aveva già in programma, in cui non ha accennato alla notizia né ha ricevuto domande al riguardo.
Kristi Noem ha 54 anni. È nata il 30 novembre del 1971 a Watertown, nel South Dakota, ed è cresciuta nel ranch della sua famiglia poco lontano da lì: ha sempre dato grande importanza alle sue origini negli Stati Uniti rurali. A 19 anni vinse un concorso di bellezza locale – il South Dakota Snow Queen – e poi si iscrisse all’università, che abbandonò. Nel 2007 fu eletta deputata al parlamento statale del South Dakota, carica che ricoprì fino al 2011, quando fu eletta al Congresso: restò in carica fino al 2019 e nel frattempo si laureò in scienze politiche. Tra il 2019 e il 2025 è stata governatrice del South Dakota, la prima donna a ricoprire questo incarico.
La sua ascesa politica si consolidò soprattutto durante questo incarico, e in particolare durante la pandemia: attirò molte attenzioni anche a livello nazionale per il suo rifiuto di introdurre restrizioni per limitare il contagio da coronavirus, ad esempio lockdown o obblighi di indossare mascherine protettive. Noem giustificò il suo approccio sostenendo che la responsabilità individuale dovesse prevalere sull’intervento delle autorità statali, guadagnando seguito e consenso nell’elettorato repubblicano.



