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  • Mercoledì 4 marzo 2026

Cos’è successo nel quinto giorno di guerra

Sono proseguiti pesanti bombardamenti su Teheran e diverse zone del Libano, e una nave militare iraniana è stata affondata al largo dello Sri Lanka

Il centro di Tel Aviv durante un attacco iraniano, 4 marzo 2026 (Erik Marmor/Getty Images)
Il centro di Tel Aviv durante un attacco iraniano, 4 marzo 2026 (Erik Marmor/Getty Images)
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Nel quinto giorno della guerra avviata dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran sono proseguiti bombardamenti e attacchi, soprattutto in territorio iraniano e in Libano, dove Israele ha ripreso a colpire alcune zone in cui ritiene ci sia una forte presenza della milizia filo-iraniana Hezbollah.

Fra gli attacchi più rilevanti di oggi c’è stato l’affondamento di una nave militare iraniana in acque internazionali, al largo dello Sri Lanka, colpita da un sottomarino statunitense: finora sono stati recuperati 80 corpi di membri dell’equipaggio morti.

In serata poi sono proseguiti pesanti bombardamenti su Teheran, la capitale dell’Iran, mentre le autorità libanesi hanno detto che dall’inizio della guerra le persone uccise in Libano dagli attacchi israeliani sono state 72 (quelle sfollate invece oltre 80mila).

Durante la giornata jet francesi hanno abbattuto alcuni droni iraniani all’interno dello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti, mentre la Turchia ha detto che un missile iraniano diretto verso il suo territorio è stato intercettato dalla NATO nel Mediterraneo orientale.

Da mercoledì sera si sta parlando della possibilità che i curdi-iraniani, che abitano in una zona a nord-ovest del paese, si stiano preparando a un’operazione di terra contro il regime iraniano (in Iran i curdi sono discriminati da decenni). L’obiettivo di questa offensiva sarebbe destabilizzare ulteriormente il regime iraniano. Sia l’Atlantic sia Associated Press in due articoli molto documentati hanno scritto che un’offensiva via terra sarebbe imminente, e il giornalista Barak Ravid ha scritto che sarebbe già iniziata. Al momento però diverse fonti curde stanno smentendo che un’operazione del genere sia iniziata.

Il traffico all’interno dello stretto di Hormuz, parzialmente controllato dall’Iran, si è ormai ridotto del 90 per cento, e stamattina una nave battente bandiera maltese che ha provato ad attraversarlo è stata colpita. Dallo stretto di Hormuz in tempi di pace passa buona parte del petrolio e del gas naturale commerciato nel mondo: anche per questo oggi il prezzo del gas è rimasto alto, sebbene sia sceso leggermente rispetto a ieri.

Il funerale di Ali Khamenei previsto per mercoledì è stato rimandato. In teoria sempre mercoledì l’Iran avrebbe dovuto annunciare chi sarà la nuova Guida Suprema, che Israele ha già definito «un obiettivo da eliminare»: non se n’è saputo nulla.

Giovedì i ministri italiani Tajani e Crosetto riferiranno alle Camere sulla guerra e probabilmente diranno qualcosa in più sulla posizione italiana, che finora è stata piuttosto vaga.