Gli attacchi dell’Iran contro il Golfo, con le mappe
Basi militari, ambasciate, infrastrutture energetiche: tutto quello che è stato colpito finora

I massicci bombardamenti con missili e droni dell’Iran contro i paesi del Golfo Persico sono una delle novità più importanti della guerra in corso in Medio Oriente (guerra che il Post sta seguendo con questo liveblog). I paesi del Golfo sono: Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Schematizzando, possiamo dire che l’Iran ha bombardato vari tipi di obiettivi, tra cui: basi militari statunitensi nel Golfo; missioni diplomatiche statunitensi, cioè ambasciate e consolati; infrastrutture energetiche, come raffinerie e depositi di carburante; infrastrutture commerciali e di trasporto, come i porti e gli aeroporti; e infine obiettivi civili, come i condomini residenziali. Nelle prossime mappe mostreremo dove sono avvenuti i bombardamenti principali, per categoria.
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Basi e postazioni militari
Gli Stati Uniti hanno decine di basi militari in tutto il Medio Oriente, concentrate soprattutto in Kuwait, uno storico alleato, ma anche in altri paesi del Golfo. Alle basi militari ufficiali si aggiungono altri tipi di postazioni temporanee, o basi militari locali che però vengono abitualmente usate dagli Stati Uniti.
Nella mappa qui sotto ci sono le basi militari colpite. Alcune delle più importanti sono la Naval Support Activity in Bahrein, che è il centro di comando della Quinta flotta statunitense, e la al Udeid in Qatar, che storicamente è una delle più usate dagli Stati Uniti nelle loro missioni aeree in tutto il Medio Oriente.
Infrastrutture energetiche
Un altro obiettivo fondamentale sono le infrastrutture, sia quelle energetiche sia quelle dei trasporti. L’Iran ha colpito finora la più importante raffineria dell’Arabia Saudita, Ras Tanura, oltre che depositi di carburanti, impianti energetici e aree di estrazione. Tra le altre cose, l’azienda di stato QatarEnergy ha annunciato la sospensione di produzione di gas naturale liquefatto, mentre la raffineria di Ras Tanura ha interrotto l’attività per precauzione. Il prezzo del petrolio ma soprattutto quello del gas naturale è in fortissimo aumento.
Bisogna però fare un po’ di distinzioni su cosa sia stato effettivamente colpito, e come. In alcuni casi le infrastrutture energetiche erano l’effettivo bersaglio degli iraniani, come nell’attacco a Ras Tanura. In altri casi invece le strutture sono state colpite da detriti, cioè dai resti di droni o missili intercettati dai sistemi di difesa aerea e poi caduti a terra, e quindi non è chiaro se fossero il bersaglio dell’attacco o meno.
Inoltre per infrastrutture energetiche si intendono molte cose: a Ras Tanura una raffineria, a Musaffah un serbatoio di carburante, a Fujairah una zona industriale che opera nel settore petrolifero. Finora, in ogni caso, i danni sono stati limitati, e tutte le chiusure sono avvenute in via precauzionale.
Porti e aeroporti
Gli effetti degli attacchi contro porti e aeroporti dei paesi del Golfo sono stati tra i più evidenti, soprattutto nei primi giorni della guerra: migliaia di passeggeri sono rimasti bloccati negli aeroporti di Doha e Dubai, tra i principali snodi aerei del mondo. Sono stati colpiti, tra gli altri, l’aeroporto di Abu Dhabi, quello di Dubai, quello di Doha e l’aeroporto internazionale del Kuwait. In alcuni casi, come a Doha, gli attacchi iraniani sono stati intercettati, ma hanno comunque provocato la chiusura degli aeroporti.
Ci sono stati attacchi e danni anche contro vari porti, fondamentali per i commerci internazionali, soprattutto di idrocarburi.
Sedi diplomatiche
Finora sono state colpite tre sedi diplomatiche statunitensi: l’ambasciata a Riyad, in Arabia Saudita, quella in Kuwait e il consolato a Dubai. Bombardare un’ambasciata è di solito un atto molto grave, per le protezioni che sono abitualmente estese al corpo diplomatico: secondo il diritto internazionale le sedi diplomatiche sono inviolabili, e dovrebbero godere di una protezione speciale, proprio perché gli ambasciatori hanno un ruolo di dialogo. Varie altre ambasciate nella regione hanno inoltre chiuso per precauzione.



