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  • Domenica 1 marzo 2026

Cos’è successo nella seconda giornata di guerra

Sono continuati i bombardamenti in Iran, Israele e in vari paesi del Golfo; nel frattempo Trump è stato molto vago sulle sue prossime mosse

Il fumo causato da un attacco su Teheran, domenica sera. (ANSA/EPA/ABEDIN TAHERKENAREH)
Il fumo causato da un attacco su Teheran, domenica sera. (ANSA/EPA/ABEDIN TAHERKENAREH)

Per la seconda giornata consecutiva sono andati avanti gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che ha risposto colpendo diversi obiettivi nei paesi del Golfo Persico.

Nel primo giorno di guerra era stato ucciso Ali Khamenei, il capo politico, religioso e militare dell’Iran, e domenica si è insediato un triumvirato che guiderà il paese fino alla nomina di una nuova Guida Suprema. Khamenei aveva 86 anni e da tempo pianificava la transizione del potere nel caso fosse stato ucciso.

Nel triumvirato ci sono il presidente del paese Masoud Pezeshkian, un moderato che dopo le grandi proteste degli ultimi mesi era rimasto piuttosto ai margini; il capo del sistema giudiziario Gholam Hossein Mohseni Eje’i, considerato un conservatore oltranzista; e il giurista Alireza Arafi del Consiglio dei guardiani, l’organo che supervisiona i processi legislativi ed elettorali del paese. A eleggere la nuova Guida Suprema sarà invece un organo chiamato Assemblea degli esperti, composto da 88 religiosi, ma al momento non si sa quanto tempo ci vorrà per arrivare a un voto.

– Leggi anche: Il lavoro delle intelligence per trovare e uccidere Khamenei

Domenica mattina invece l’aviazione israeliana ha ripreso i bombardamenti su Teheran, dove secondo i media di stato iraniani sono state uccise almeno 57 persone nelle ultime 24 ore. Nel tardo pomeriggio nei bombardamenti israeliani è stato anche colpito l’ospedale Gandhi di Teheran: alcuni video pubblicati sui social mostrano lo stabile dell’ospedale danneggiato e il personale evacuare alcuni pazienti. Nel frattempo le persone morte nel bombardamento di una scuola elementare femminile nel sud del paese sono diventate 165.

L’Iran invece ha preso di mira principalmente le infrastrutture civili di vari paesi del Golfo Persico (qui abbiamo spiegato perché) ma anche il territorio di Israele, dove un missile che ha colpito una sinagoga ha ucciso almeno 9 persone.

La guerra sta causando grossi problemi anche ai trasporti, in molte parti del mondo. Migliaia di persone che si trovavano nei paesi arabi per turismo, lavoro o altre questioni sono rimaste bloccate dalle chiusure di aeroporti e spazi aerei in molti paesi. Inoltre l’Iran sta provando a bloccare lo stretto di Hormuz, che lo divide dalla penisola arabica e di cui controlla una sponda. Lo stretto di Hormuz ha una importanza commerciale enorme, non solo per il Medio Oriente: da qui transita un quinto del petrolio in commercio nel mondo.

Dopo un silenzio stampa insolitamente lungo, domenica Trump ha detto all’Atlantic che la nuova leadership iraniana lo ha contattato per intavolare delle trattative, ma come al solito è stato piuttosto vago sulle sue prossime mosse. Dal canto suo, il regime iraniano ha per lo più detto che continuerà a combattere e difendersi, finché sarà necessario.

Il governo italiano invece ha assunto una posizione abbastanza dimessa, rispetto ad altri paesi europei: per lo più ha fatto telefonate. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha comunque criticato l’Iran, dicendo che aveva provocato Israele e Stati Uniti e giustificando di fatto i loro attacchi. Intanto, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha iniziato il suo viaggio di ritorno in Italia, dopo essere rimasto bloccato un giorno in più del previsto a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.

– Leggi anche: E ora che succede in Iran?