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  • Venerdì 27 febbraio 2026

Marc Márquez contro gli altri e contro se stesso

Anche quest’anno in MotoGP il pilota spagnolo è il favorito, ma un avversario molto in forma e la sua guida spericolata potrebbero metterlo in difficoltà

Il pilota spagnolo di MotoGP Marc Márquez dopo i test di Buriram in Thailandia, 22 febbraio 2026 (Gold & Goose Photography/Getty Images)
Il pilota spagnolo di MotoGP Marc Márquez dopo i test di Buriram in Thailandia, 22 febbraio 2026 (Gold & Goose Photography/Getty Images)
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È iniziato in Thailandia il primo weekend di questa stagione di MotoGP, la categoria più importante del Motomondiale. Il principale favorito per la vittoria è lo spagnolo Marc Márquez della Ducati: l’anno scorso ha stravinto il titolo ed eguagliato così il numero di campionati vinti da Valentino Rossi nella massima categoria (sette). Se dovesse vincere ancora, lo supererebbe: un traguardo considerevole, considerata l’intensa e aspra rivalità che c’è tra Márquez e Rossi – ritiratosi nel 2021 ma ancora molto critico nei confronti del vecchio avversario.

Non è detto che Márquez riesca a ripetersi, comunque. Dovrà confrontarsi con altri piloti (Marco Bezzecchi dell’Aprilia è sembrato il più in forma) e soprattutto con se stesso. Per quanto sia diventato meno spericolato rispetto a qualche anno fa, ha ancora uno stile di guida parecchio aggressivo e di conseguenza pericoloso, soprattutto per un pilota che – come lui – ha già subito tanti infortuni (alcuni molto gravi, tra l’altro) e che ha finito la scorsa stagione con una scapola rotta.

Queste cose si sono già intraviste ai test di gennaio e febbraio, cioè le giornate di prova che servono ai piloti per abituarsi alle loro nuove moto e alle scuderie per migliorarle. Non sono delle gare vere e proprie e i risultati che ne escono vanno presi con cautela, ma sono comunque indicativi dell’approccio e delle aspettative di ogni scuderia. Soprattutto l’ultimo, che si è corso sulla stessa pista dove inizierà il campionato. Márquez gareggerà contro sé stesso per il suo stile di guida al limite, ma anche per l’obiettivo di superarsi un’altra volta, dopo aver dominato la scorsa stagione.

In Thailandia, Bezzecchi ha fatto il record della pista in 1 minuto, 28 secondi e 668 millesimi, e ha chiuso in testa i 26 giri previsti (gli stessi che si faranno al Gran Premio, e che corrispondono a circa 118 chilometri). Márquez, che pure era partito bene, è caduto per la terza volta in questi test.

Che Bezzecchi fosse un pilota competitivo si sapeva già. Ha 27 anni e corre in MotoGP dal 2022, quando iniziò nella squadra di Valentino Rossi – la Mooney VR46 Racing – e vinse il premio di esordiente dell’anno. Gareggia per l’Aprilia (la seconda scuderia più forte della MotoGP, dopo la Ducati) solo da un anno, e pure con buoni risultati. Lo scorso Mondiale è arrivato terzo, facendo un’ottima seconda metà di stagione e vincendo in totale tre gare, tra cui le ultime due.

Quest’anno, poi, Bezzecchi partirà con una moto migliore di quella dell’anno scorso, sotto ogni aspetto. Lui, però, non è ottimista come molti giornali. Ha detto che la sua moto ha ancora tante cose da migliorare e che si aspettava persino di più, quest’anno; e ha ricordato che una cosa sono i test, un’altra sono le gare.

Anche lui sa bene che il principale favorito è ancora Marc Márquez. La sua Ducati è ancora la moto più forte del campionato e lui stesso non sembra molto preoccupato delle proprie cadute recenti. Ha detto di essere stato poco lucido nelle scorse settimane per via di una gastroenterite.

Marc Márquez durante il test in Thaliandia, 22 febbraio 2026 (Steve Wobser/Getty Images)

Il sito specializzato The Race ha scritto comunque che Márquez «appare molto più vulnerabile rispetto allo scorso anno, e non è chiaro quanto ciò dipenda dalla spalla ancora in fase di recupero o dal virus intestinale che lo ha colpito». E che quando è caduto l’ultima volta stava già andando più lento rispetto a Bezzecchi.

In ogni caso, conclude The Race, rimane lo stesso il favorito perché in questi test «nessun altro ha fatto un passo avanti così significativo da metterlo davvero in difficoltà». Nemmeno Bezzecchi, o altri piloti competitivi come Alex Márquez (suo fratello, che corre per Gresini Racing e lo scorso anno è arrivato secondo) o Francesco Bagnaia (suo compagno di squadra in Ducati, vincitore di due titoli in MotoGP).

L’idea di partenza per questa stagione è insomma che Márquez stesso sia l’unico che possa davvero compromettere la sua vittoria al Mondiale: ci saranno tante gare, ed essere costanti sarà fondamentale. Secondo Giusto Ferronato della Gazzetta dello Sport ormai «basta qualche zero di troppo [cioè una gara finita senza punti, ndr] per compromettere il campionato, e lo stile di guida al limite di Márquez resta sempre un’arma a doppio taglio».

Nel 2026 ci saranno 22 Gran Premi, per un totale di 44 gare. In ogni Gran Premio, infatti, si corre la gara sprint il sabato e la gara vera e propria la domenica. La sprint è lunga circa la metà dei giri rispetto alla gara della domenica e assegna un punteggio solamente ai primi nove piloti classificati (il primo prende 12 punti, il secondo 9, il terzo 7). La gara della domenica premia invece i primi 15 piloti e assegna più punti (25 al primo, 20 al secondo, 16 al terzo, e così via).