La Spagna ha desecretato decine di documenti sul “golpe Tejero”
Con l'obiettivo di smontare le teorie del complotto sul colpo di stato militare tentato nel 1981 per ripristinare la dittatura

Il governo spagnolo ha pubblicato online 167 documenti finora secretati sul colpo di stato militare tentato nel 1981 in Spagna per impedire la transizione alla democrazia. È noto come golpe Tejero dal nome del suo organizzatore, l’ex tenente colonnello Antonio Tejero, che peraltro è morto proprio mercoledì, nello stesso giorno della pubblicazione.
La pubblicazione era stata annunciata in questi giorni, in occasione del 45esimo anniversario del colpo di stato, che fu il 23 febbraio. Il governo, del primo ministro Socialista Pedro Sánchez, l’ha motivata con la necessità di maggiore trasparenza storica e con la volontà di confutare alcune teorie del complotto attorno al golpe. La principale è che il re dell’epoca, Juan Carlos, ne fosse a conoscenza, come sostennero i golpisti al processo.
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Il golpe infatti fallì perché, mentre gli uomini di Tejero e lui stesso occupavano il parlamento di Madrid, il re si rifiutò di appoggiarli e fece un celebre discorso alla nazione, trasmesso in tv, in cui chiese ai militari di desistere. Era una fase storica molto delicata, con la transizione democratica cominciata solo sei anni prima, alla morte del dittatore Francisco Franco.

I ministri Pablo Bustinduy, Elma Saiz e Óscar López durante la conferenza stampa in cui è stata annunciata la pubblicazione dei documenti, il 24 febbraio (Ricardo Rubio/Contacto via ZUMA Press)
La pubblicazione dei documenti sul golpe Tejero era molto attesa, tanto che il sito del governo è andato temporaneamente offline a causa dei molti accessi, ma non sembrano contenere cose nuove. L’unica, al momento, è che sei agenti dei servizi segreti erano coinvolti nei piani di Tejero. Non contengono prove sulle presunte implicazioni del re, invece, casomai del contrario.
Per esempio, in un documento scritto a mano attribuito ai golpisti si sostiene che uno dei loro principali errori sia stato «lasciare libero il Borbone», cioè Juan Carlos, «e trattarlo come se fosse un uomo d’onore». C’è anche la trascrizione di una telefonata tra il re e Milans del Bosch, uno degli alleati di Tejero che guidò i golpisti nella zona di Valencia, in cui gli intima di ritirarsi dicendo «giuro che non abdicherò né abbandonerò la Spagna».



