Eileen Gu nello sci acrobatico e oltre
Nessuno ha vinto più di lei; ma i suoi guadagni, e i motivi per cui ne parliamo, sono soprattutto fuori dallo sport

La 22enne Eileen Gu è un’anomalia per lo sci acrobatico (o freestyle, che è quello dove si fanno i salti e le acrobazie). È la sola atleta che riesca a vincere in tutte e tre le specialità acrobatiche – big air, halfpipe e slopestyle, abbastanza diverse tra loro – e alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina è stata l’unica ad aver partecipato a tutti e tre gli eventi, vincendo una medaglia in ognuno: due d’argento e una d’oro, domenica mattina nell’halfpipe.
Nonostante il suo sia uno sport poco seguito, Gu è ricca e famosa, e ai Giochi è stata tra le atlete più fotografate e intervistate. Non solo perché è l’atleta più vincente nel suo sport, ma anche perché è una modella e un’influencer molto seguita: tra Instagram e TikTok ha più di 3 milioni di follower e negli ultimi anni è comparsa pure sulla copertina di riviste come Vogue e Time. Nel 2025 Forbes l’ha messa al quarto posto delle atlete più pagate al mondo: guadagna oltre 23 milioni di dollari all’anno, ma solo 100mila di questi provengono dallo sci.
Si parla spesso di Gu anche per la sua scelta – discussa e criticata – di gareggiare per la Cina, nonostante sia nata e viva negli Stati Uniti (studia a Stanford, in California: prima fisica, ora relazioni internazionali). Secondo molti giornali, però, è proprio questa ambiguità a permetterle di guadagnare così tanto. È talentuosa, brillante e parla sia inglese che mandarino, tutte cose che le permettono di essere famosa e apprezzata tanto in Cina quanto negli Stati Uniti. E quindi di avere sponsor in entrambi i paesi, che sono anche tra i più popolosi e ricchi del mondo.

Eileen Gu sulla copertina di Time, 9 febbraio 2026 (Time)
Gu è nata a San Francisco nel 2003, da padre statunitense e madre cinese. Iniziò a sciare a 3 anni e a fare acrobazie a 8. Nonostante fosse molto portata anche per le gare di velocità, sua madre la indirizzò sullo sci freestyle, perché lo riteneva meno pericoloso.
Date le sue straordinarie abilità in aria, Eileen Gu entrò presto nella squadra statunitense di sci e snowboard. A 15 anni, però, decise di cambiare nazionale e di passare alla Cina: è una cosa che non capita così di rado nelle competizioni internazionali e la stessa squadra statunitense per esempio ha ex atleti canadesi o ucraini. Gu poté prendere la cittadinanza cinese grazie a sua madre: non è chiaro se per farlo abbia dovuto rinunciare a quella statunitense, visto che i cittadini cinesi non possono avere la doppia cittadinanza.
Gu giustificò la sua scelta dicendo che in Cina – un paese a cui si sente legata tanto quanto agli Stati Uniti, a detta sua – non esistevano figure di riferimento nello sci freestyle come negli Stati Uniti, e lei voleva diventarlo.
I suoi successi iniziarono poco dopo. Nel 2020 vinse tre medaglie ai Giochi olimpici invernali giovanili e nel 2021 era già tra le migliori atlete di sci acrobatico al mondo. Nel 2022, alle Olimpiadi di Pechino, vinse due ori e un argento. Oggi è la sciatrice con più vittorie in Coppa del Mondo (20) e quella più medagliata alle Olimpiadi, avendo vinto tre ori e tre argenti. Gu ci riesce perché ha grandissime doti tecniche e completa spesso salti molto complicati e rischiosi, alcuni dei quali mai visti prima; ma anche perché ha un approccio mentale molto freddo e in gara riesce a gestire bene la tensione, anche dopo una brutta caduta.
Un salto di Eileen Gu alle Olimpiadi di Pechino del 2022
Si mostra quasi sempre sicura delle sue capacità eccezionali, e quando qualcuno le mette in discussione non le manda a dire. Alle Olimpiadi di Milano Cortina un giornalista le ha chiesto se vedesse i suoi due primi argenti come due ori persi e lei è scoppiata a ridere, tra il divertito e l’irritato. Ha replicato che il fatto di essere la sciatrice freestyle più medagliata nella storia dovrebbe bastare e che vincere una medaglia alle Olimpiadi è un’esperienza che cambia la vita a ogni atleta. Perciò considerare i suoi due argenti come medaglie perse è «una prospettiva ridicola».
Quando invece si parla della sua scelta di gareggiare per la Cina, le risposte non sono così puntuali. Dopo essere stata criticata dal vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, secondo USA Today Gu ha risposto: «Sono lusingata. Grazie, JD! È gentile da parte tua».
Sono risposte dovute alla neutralità politica che l’IOC (il comitato olimpico internazionale) richiede ai suoi atleti; e a Gu non conviene nemmeno tentare di giustificare la scelta. La Cina, infatti, è un paese che viola sistematicamente i diritti umani e ciononostante Gu ci guadagna molto: dagli sponsor, come detto, e forse persino dallo Stato.
Secondo il Wall Street Journal, infatti, lei e la pattinatrice Zhu Yi (un’altra atleta statunitense passata alla Cina) nel 2025 hanno ricevuto in totale 6,6 milioni di dollari dell’Ufficio Sportivo Municipale di Pechino. Negli Stati Uniti, per fare un confronto, gli atleti olimpici e paralimpici guadagnano solo grazie a donazioni private e di solito vengono premiati con soldi solo se vincono una medaglia.
Non è comunque la prima volta che un’atleta molto forte e famosa sfrutta le Olimpiadi e la loro risonanza mediatica per i propri interessi personali. E secondo ESPN, il più importante media sportivo degli Stati Uniti, è piuttosto ipocrita che gli statunitensi definiscano Eileen Gu un’opportunista:
Sta davvero danneggiando gli Stati Uniti se lei, una “corporation” a sé stante, attrae decine di milioni dalla Cina solo per investirli presumibilmente di nuovo in America, dove vive? Su quale livello della scala del patriottismo si colloca questo, rispetto a una multinazionale statunitense che potrebbe sponsorizzare il Team USA mentre delocalizza posti di lavoro? Numerose aziende americane, compresa la Disney, proprietaria di ESPN, fanno già ampi affari in Cina.
Gu, dopotutto, lavora tantissimo anche negli Stati Uniti e in Europa. Ha fatto la modella per Victoria’s Secret (un marchio statunitense), è apparsa in un numero speciale di Sports Illustrated (una seguita rivista statunitense) e ha partecipato a numerose sfilate sia a Milano che a Parigi. E tra i suoi sponsor ci sono anche Porsche, che è tedesca, e Red Bull, che è austriaca.
Nonostante le critiche, Gu finora ha sempre saputo gestire la pressione – una cosa che non tutti gli atleti, con un simile seguito e tali aspettative, riescono a fare alle Olimpiadi. Ha fatto 6 gare olimpiche tra Pechino 2022 e Milano Cortina 2026: 3 le ha chiuse al primo posto, e 3 al secondo.
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