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  • Giovedì 19 febbraio 2026

Il Rassemblement National ha trovato un’occasione nel dibattito sull’omicidio di Quentin Deranque

Il partito di estrema destra sta attaccando La France insoumise, di estrema sinistra e coinvolta nel caso, per provare a normalizzarsi

Una donna con un cartello con la scritta “Giustizia per Quentin” durante un presidio a Lione, il 18 febbraio del 2026 (AP Photo/Jean-Francois Badias)
Una donna con un cartello con la scritta “Giustizia per Quentin” durante un presidio a Lione, il 18 febbraio del 2026 (AP Photo/Jean-Francois Badias)

Il partito francese di estrema destra Rassemblement National (RN) sta cercando di sfruttare a proprio vantaggio la discussione intorno all’omicidio del militante di estrema destra Quentin Deranque, avvenuto a Lione: l’obiettivo è legittimare le proprie posizioni estremiste e spostare l’attenzione su quelle di altri, ossia della France insoumise (LFI), il partito di estrema sinistra connesso all’omicidio.

Mercoledì Jordan Bardella, leader di RN insieme a Marine Le Pen, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha parlato dell’estrema sinistra come di un «pericolo democratico» per la Francia, e ha chiesto che La France insoumise venga «allontanata dalle istituzioni». Sono accuse e richieste che fino a pochi anni fa venivano rivolte al Rassemblement National, e sono il motivo per cui finora tutte le altre forze politiche si sono rifiutate di allearsi con il partito. Ora RN vorrebbe spostare questa retorica e le sue conseguenze sulla France insoumise, che al contrario alle ultime elezioni è stata coinvolta in un’alleanza parlamentare dell’area della sinistra e del centrosinistra.

Deranque è morto in ospedale il 14 febbraio, due giorni dopo essere stato aggredito da un gruppo di persone a volto coperto che si presume fossero militanti appartenenti alla Jeune Garde, un gruppo di estrema sinistra vicino alla France insoumise di cui l’anno scorso il governo francese aveva chiesto lo scioglimento. Negli ultimi giorni la polizia ha arrestato 11 persone sospettate di aver preso parte al pestaggio, fra cui diverse legate al gruppo. Fra loro c’è anche un assistente parlamentare di Raphaël Arnault, deputato di LFI e fondatore della Jeune Garde. In conferenza stampa Bardella ha definito la Jeune Garde il «braccio armato» di LFI e una «milizia sul modello delle milizie paramilitari degli anni ’30».

La vicinanza di LFI al gruppo, che è nota e di lunga data, è stata molto criticata in questi giorni da tutti i partiti francesi, che hanno inoltre accusato LFI di avere ormai adottato una retorica che alimenta la violenza. Il leader del partito, Jean-Luc Mélenchon, ha cercato di difendersi spostando l’attenzione sulla violenza perpetrata dai gruppi di estrema destra, senza molto successo.

Il dibattito è così acceso anche perché a marzo ci saranno le elezioni comunali in tutta la Francia. LFI è molto popolare (è il partito di sinistra con più seggi in parlamento), ma anche RN è molto avanti nei sondaggi.

– Leggi anche: In Francia l’omicidio di un militante di estrema destra è diventato un caso politico

Durante la conferenza stampa del 18 febbraio Jordan Bardella mostra come il nome della Jeune Garde fosse presente su un volantino elettorale del Front Populaire, la coalizione di sinistra che si è presentata alle elezioni legislative del 2024 e in cui La France insoumise era uno dei principali partiti (ANSA/Henri SZWARC/ABACAPRESS.COM)

Il Rassemblement National venne fondato nel 1972 con il nome di Front National da Jean-Marie Le Pen, che per decenni fu di gran lunga il più importante leader di estrema destra del paese e riuscì a condizionare il dibattito pubblico francese nonostante sotto la sua direzione il partito non sia mai riuscito a ottenere molti consensi. Aveva una retorica molto aggressiva e opinioni razziste, antisemite e neofasciste, considerate irricevibili dalla stragrande maggioranza della popolazione e che spinsero i partiti francesi ad accordarsi per la creazione di un cosiddetto “cordone sanitario”, una specie di patto che impediva loro di allearsi con il Front National per evitare di legittimarlo e farlo arrivare al governo.

Le cose sono cambiate dal 2011, quando Jean-Marie Le Pen lasciò la guida del partito alla figlia Marine Le Pen. Lei dichiarò da subito che il suo obiettivo era liberare il partito da quella che definì «la tunica di Belzebù», ossia l’aura di estremismo che fino a quel momento aveva impedito al partito di crescere.

Negli ultimi 15 anni questo lavoro ha funzionato, dato che oggi il Rassemblement National (nome che ha preso nel 2018) è il partito più popolare in Francia. Lo è diventato un po’ per via di una generale crescita dei consensi per l’estrema destra in Europa, ma soprattutto grazie a un percorso di normalizzazione delle opinioni e dell’immagine pubblica. Allo stesso tempo, il Rassemblement National mantiene legami con gruppi e persone legate ad ambienti estremisti e ha fra i suoi dipendenti ed esponenti diverse persone che negli ultimi anni sono state licenziate o si sono dimesse dopo che sono stati scoperti i loro legami con movimenti violenti.