Paramount ha un’altra possibilità con Warner
Avrà una settimana di tempo per convincere il gruppo ad accettare la sua offerta, grazie a una deroga concessa da Netflix

La multinazionale statunitense Paramount Skydance avrà un’altra settimana di tempo per convincere il consiglio d’amministrazione di Warner Bros. Discovery a preferire la sua proposta d’acquisto rispetto a quella presentata da Netflix, con cui il gruppo ha raggiunto un accordo di massima a dicembre. Potrà farlo grazie a una deroga concessa dalla stessa Netflix, che durerà fino al 23 febbraio: entro quella data Paramount dovrà chiarire tutti i dettagli della sua offerta, che il CDA considera lacunosa e poco sostenibile sul piano finanziario.
Netflix ha detto di essere convinta che la sua proposta sia molto più solida, ma di aver acconsentito alla deroga per permettere a Warner Bros. di concludere in modo «completo e definitivo» i suoi colloqui con Paramount, che sono diventati «una continua distrazione per gli azionisti e per l’industria dell’intrattenimento in generale». L’assemblea straordinaria degli azionisti per approvare la fusione con Netflix si terrà invece il 20 marzo.
Warner Bros. è una delle più note istituzioni del cinema statunitense, e controlla canali e piattaforme come CNN e HBO. Al contempo però è in grande crisi. Netflix e Paramount se la stanno contendendo da dicembre: la prima ha raggiunto un accordo da 83 miliardi di dollari che è visto molto favorevolmente dal consiglio d’amministrazione; la seconda ha provato a infilarsi nella trattativa con un’offerta di acquisto ostile (cioè rivolta direttamente agli azionisti, contro la volontà del CDA) da 108 miliardi di dollari, con una valutazione di 30 dollari ad azione.
Il CDA di Warner Bros. l’aveva però considerata lacunosa e poco sostenibile sul piano finanziario, e aveva raccomandato agli azionisti di rifiutarla. Per dare più rassicurazioni sulla sua offerta, Paramount aveva modificato alcuni dettagli: Larry Ellison, uno dei proprietari di Paramount, si era offerto di garantire personalmente l’offerta agli azionisti di Warner Bros. con 40,4 miliardi di dollari del proprio patrimonio. Warner aveva però rifiutato di nuovo.
Dopo la seconda bocciatura Paramount ha fatto causa al gruppo, chiedendogli di diffondere maggiori dettagli sul perché abbia giudicato la proposta di Netflix migliore rispetto alla propria. David Ellison ha accusato la dirigenza di Warner Bros. di mancanza di trasparenza e di aver favorito Netflix nelle trattative, annunciando anche di voler proporre nuovi membri del consiglio di amministrazione nel tentativo di favorire un nuovo accordo.
– Leggi anche: Su Warner Bros., Paramount non molla
Negli ultimi anni Warner Bros. aveva maturato grossi debiti che non riesce a ripagare, e per questo da tempo cercava un compratore. A contribuire ai guai della società è stato il lancio della piattaforma di streaming HBO Max, nel 2020, i cui costi hanno prodotto un debito da 55 miliardi di dollari (circa 48 miliardi di euro). Da allora ci sono stati molti licenziamenti e tagli alle produzioni di nuovi film e serie.
A prescindere da chi sarà il suo compratore, l’industria di Hollywood vede questa acquisizione come una sorta di catastrofe, soprattutto per la potenziale perdita di posti di lavoro e di concorrenza che potrebbe comportare.
– Leggi anche: A Hollywood la vendita di Warner Bros. non piace a nessuno



