All’Avana si stanno arrangiando
In tutta Cuba mancano carburante, elettricità e beni essenziali, ma la vita sembra scorrere quasi come sempre: un giorno alla volta

Cuba sta vivendo una situazione che metterebbe in enorme allarme ogni paese in tempo di pace. Il blocco imposto dagli Stati Uniti ai rifornimenti di petrolio sta rendendo introvabile, o molto caro, ogni genere di carburante. A questo si aggiunge la mancanza di elettricità, di moneta e in parte di cibo. Cuba però ha una decennale storia di carenze, a cui la popolazione risponde con un certo fatalismo e molta capacità di arrangiarsi: la crisi viene affrontata con scontento, ma non blocca la vita quotidiana.
Gli effetti più visibili nella capitale L’Avana sono un sensibile calo dei turisti e una diminuzione del traffico, che comunque già prima non era un problema: circolano da sempre poche auto, statunitensi della prima metà del Novecento, o sovietiche dagli anni Sessanta fino agli Ottanta.
La benzina in vendita attraverso i canali ufficiali è di fatto finita. I distributori sono chiusi o vuoti, ai pochi ancora aperti in cui si paga in dollari si può accedere prendendo appuntamento con un’app dove ci sono decine di migliaia di persone in coda. I taxi privati continuano a circolare, quindi in qualche modo trovano la benzina. Uno dei modi più citati da fonti locali è comprarla dai camion statali: una volta finite le consegne, se avanza gli autisti la rivendono al mercato nero.

Autisti e motociclisti aspettano di entrare in una stazione di benzina a Bacuranao, vicino all’Avana, il 30 gennaio 2026 (AP Photo/Ramon Espinosa)
Per anni il carburante è rimasto un bene economico a Cuba, ma ora ovviamente i prezzi sono molto più alti, fino a 6-7 euro al litro. I taxi statali, meno motivati a cercare il carburante per continuare gli affari, sono in parte fermi. I bus pubblici hanno ridotto le corse e per un viaggio da una città all’altra bisogna mettersi in coda per i biglietti giorni prima. L’arte di mettersi in coda, a Cuba, è affinata da anni.
Nelle strade dell’Avana circolano molti scooter e mezzi elettrici simili alle Ape Piaggio, che trasportano persone da una parte all’altra della città. Manca il carburante anche per i mezzi che raccolgono la spazzatura: si accumula in molti angoli delle strade, a volte finendo con l’occuparle, finché qualcuno non decide di bruciarla.

Spazzatura in una strada dell’Avana, il 26 gennaio 2026 (AP Photo/Ramon Espinosa)
I pochi aerei che coprivano tratte interne sono fermi, quelli stranieri non possono più fare rifornimento sull’isola e devono trovare soluzioni alternative. Alcune compagnie hanno sospeso i voli, tra cui Air Canada, mentre la Russia lo farà dalla prossima settimana, dopo aver rimpatriato tutti i suoi cittadini. Sia i canadesi sia i russi costituivano una parte rilevante dei turisti a Cuba. Altre compagnie, tra cui la spagnola Iberia e l’italiana Neos, fanno uno scalo tecnico in Repubblica Dominicana per fare rifornimento: il tempo di viaggio si allunga di alcune ore.
Il petrolio che Cuba produce viene usato perlopiù per i trasporti fondamentali di merci e per alimentare le centrali elettriche, ma non basta. Nell’est dell’isola i blackout durano ormai per la maggior parte della giornata e in tutto il paese c’è un fiorente mercato di candele.

Persone aspettano l’autobus all’Avana il 6 febbraio 2026 (AP Photo/Ramon Espinosa)
Come per molte altre cose a Cuba, esiste una forte distanza fra chi in questi anni ha avuto accesso alle valute straniere, portate dai turisti, e gli altri: alcune case e strutture più ricche si sono dotate di pannelli solari, che spesso limitano i blackout. I pannelli solari sono anche la soluzione su larga scala al deficit energetico che propone il regime del presidente Miguel Díaz-Canel: servirebbe però un forte aiuto esterno, soprattutto dalla Cina.
Come sempre in questi anni, e in condizioni sempre più faticose per la popolazione, Cuba sembra reagire alla crisi vivendo alla giornata. Al momento sono stati limitati per un mese i consumi, con tagli non solo ai trasporti ma anche al dispendio energetico degli uffici (con l’introduzione della settimana lavorativa di quattro giorni) e degli ospedali, che si limitano alle operazioni d’urgenza. È stato vietato l’uso di mezzi a motore per i lavori agricoli, ed è stato annullato un festival annuale dedicato ai sigari cubani, noti in tutto il mondo.
In buona parte del paese però la vita scorre come d’abitudine, senza rinunce radicali alla vita sociale. Non si segnalano nemmeno particolari proteste: le ultime rilevanti sono state nel 2021 e sono state represse con violenze e arresti.
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