Ci sono ancora pochi progressi nelle indagini sulla scomparsa di Nancy Guthrie
È la madre della nota giornalista televisiva statunitense Savannah Guthrie: un uomo è stato arrestato e rilasciato poco dopo

Mercoledì è stato rilasciato l’uomo arrestato poche ore prima in quanto sospettato di essere coinvolto nella scomparsa di Nancy Guthrie, la madre della nota giornalista televisiva statunitense Savannah Guthrie, che è stata rapita dalla sua casa di Tucson, in Arizona, nella notte fra il 31 gennaio e il 1° febbraio. Negli ultimi dieci giorni il caso ha assunto una rilevanza internazionale per la notorietà di Savannah Guthrie, che ha fatto vari appelli, e perché per giorni le indagini non hanno portato a molto.
L’uomo, intervistato dai media statunitensi dopo il rilascio, ha detto di essere stato arrestato mentre era in macchina con la moglie, poche ore dopo che l’FBI aveva diffuso due brevi video e alcune foto fatte dalla telecamera di sorveglianza della casa della donna la notte della sua scomparsa. Mostrano una persona con un passamontagna, i guanti e uno zaino, che copre il videocitofono all’ingresso della casa di Guthrie con delle piante prese dal giardino.
Nella notte l’FBI ha perquisito l’auto – un SUV grigio – e la casa dell’uomo fermato a Rio Rico, a circa un’ora di macchina a sud di Tucson e molto vicina al confine con il Messico. L’uomo arrestato, il cui nome completo non è noto, ha detto che non c’entra nulla con la scomparsa di Guthrie, e di non conoscere né lei né la figlia Savannah, che conduce il programma del mattino Today della rete NBC ed è una delle più famose conduttrici televisive americane. L’uomo è stato interrogato ma contro di lui non è stata formalizzata nessuna accusa.
Le indagini della polizia vanno avanti da dieci giorni e hanno ricostruito le ultime ore prima della scomparsa di Nancy Guthrie. La sera del 31 gennaio la donna era stata accompagnata a casa dal genero dopo una cena dalla figlia maggiore Annie. Poche ore dopo, nella notte, il videocitofono aveva smesso di funzionare, il software di sicurezza aveva rilevato la presenza di una persona in casa e alle 2:28 il pacemaker di Guthrie aveva perso la connessione con l’app di controllo sul cellulare della donna, che è rimasto in casa insieme al suo orologio digitale, il suo portafoglio, il suo apparecchio acustico, e i suoi farmaci che assume quotidianamente.
Il giorno dopo, domenica 1º febbraio, Guthrie non si era presentata a casa di un amico come concordato e a mezzogiorno, dopo essersi recati a casa sua per verificare che stesse bene, i familiari ne avevano denunciato la scomparsa alla polizia.
Sulle piastrelle della veranda di casa sono stati trovati schizzi di sangue, che l’analisi del DNA ha poi confermato essere di Guthrie. Tuttavia gli investigatori non hanno comunicato di quanto sangue si tratti e non hanno fatto ipotesi sul tipo di ferita da cui potrebbe provenire. Lo sceriffo della contea di Pima, in Arizona, ha detto al New York Times di aver trovato segni di violenza anche all’interno della casa, ma non ha fornito ulteriori dettagli. Negli scorsi giorni la macchina del genero di Guthrie, la casa della donna e l’area circostante – compresa la fossa biologica – sono state setacciate in cerca di indizi.
La gestione delle indagini è stata da subito resa più delicata dall’immediata rilevanza nazionale del caso, vista la notorietà di Savannah Guthrie, che ha pubblicato vari appelli. Lei e i fratelli Annie e Camron hanno pubblicato un video sui propri account social durante questa settimana dicendo che la famiglia è pronta a trattare per un eventuale riscatto. Sono effettivamente arrivate diverse richieste – la prima 24 ore dopo la scomparsa, ricevuta da un’emittente televisiva locale – ma la polizia ha giudicato che fossero tutte truffe e nessuna è stata presa seriamente in considerazione.



