Il Parlamento europeo ha approvato una proposta per rendere più rigide le norme sulla gestione dei migranti

Martedì il Parlamento europeo ha approvato alcune modifiche alle norme comunitarie sulla gestione dei migranti che chiedono asilo in Europa, per renderle più restrittive: le modifiche includono la possibilità di respingere più facilmente le richieste d’asilo e quella di inviare i richiedenti asilo in paesi terzi ritenuti “sicuri”, in maniera simile a quello che l’Italia sta facendo coi migranti inviati nei centri in Albania. Le modifiche riguardano il Regolamento sulla procedura di asilo (il 2024/1348, che riguarda le domande di protezione internazionale e le regole che gli Stati membri devono seguire per gestirle): per entrare in vigore necessitano di un’approvazione finale da parte dei governi dei 27 paesi membri dell’Unione.
Benché non definitive, le modifiche approvate martedì sono una dimostrazione della sempre maggiore diffusione di posizioni più dure sulla gestione dei migranti in arrivo in Europa, favorite anche dal rafforzamento dei partiti di destra e soprattutto di estrema destra in vari paesi europei. Tra le modifiche approvate martedì ce n’è una che definisce “sicuri” paesi come l’Egitto o la Tunisia, dove le violazioni dei diritti umani sono frequenti: definirli “sicuri” significa rendere più facile respingere le richieste di asilo delle persone che provengono da quei paesi, e quindi espellerle. Un paese è considerato sicuro se rispetta le libertà e i diritti civili e se ha un ordinamento democratico, ma finora ogni paese dell’Unione ha deciso autonomamente quali paesi considerare sicuri, con interpretazioni opinabili.


