I violenti scontri fra polizia e manifestanti antigovernativi a Tirana
Migliaia di persone hanno protestato per chiedere le dimissioni del governo albanese, coinvolto in uno scandalo di corruzione

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Martedì sera a Tirana, la capitale dell’Albania, ci sono stati degli scontri fra alcuni manifestanti e la polizia durante una protesta per chiedere le dimissioni del governo del primo ministro Edi Rama, coinvolto da dicembre in uno scandalo di corruzione. Dopo un discorso del leader dell’opposizione, l’ex primo ministro Sali Berisha, alcuni manifestanti hanno lanciato dei fuochi d’artificio e decine di bombe molotov contro il palazzo del governo, provocando degli incendi. La polizia ha disperso la folla utilizzando gas lacrimogeni e idranti. Sono stati segnalati feriti da entrambe le parti.
Alla manifestazione stavano partecipando migliaia di persone ed erano stati schierati più di 1.300 agenti. Era la terza manifestazione di questo tipo da dicembre, e anche in quelle precedenti c’erano stati degli scontri simili.
I manifestanti chiedono le dimissioni di Rama e del suo governo dopo che a dicembre la procura ha incriminato la vice prima ministra Belinda Balluku (che come Rama fa parte del Partito Socialista). Balluku è accusata di aver usato fondi pubblici per favorire alcune società nell’assegnazione di grandi progetti infrastrutturali. Oltre a lei, sono accusati altri dirigenti pubblici e alcune società private. Balluku ha respinto tutte le accuse, ma questa settimana la procura ha chiesto al parlamento monocamerale del paese – dove il Partito Socialista ha la maggioranza – di revocarle l’immunità. Per il momento il voto non è stato calendarizzato.
Secondo l’organizzazione Transparency International, l’Albania è uno dei paesi europei dove è più diffusa la corruzione. Questo ha rallentato il suo processo di adesione all’Unione Europea, che il paese spera di completare entro il 2027. Secondo la Commissione Europea infatti le misure per ridurre la corruzione hanno avuto per ora un impatto limitato.










