Alla fine la gigafactory di Termoli non si farà

Stellantis ha ufficialmente abbandonato il progetto della fabbrica di batterie, per cui in origine erano previsti anche fondi pubblici

Una dipendente al lavoro nello stabilimento di Stellantis di Mirafiori, a Torino (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)
Una dipendente al lavoro nello stabilimento di Stellantis di Mirafiori, a Torino (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

Dopo anni di annunci e continui rinvii, alla fine è stato ufficialmente cancellato l’annoso progetto di una fabbrica di batterie per veicoli elettrici a Termoli, in Molise. ACC, la società che doveva costruirla e che è un consorzio tra Mercedes-Benz, TotalEnergies e Stellantis, ha comunicato l’accantonamento del progetto ai sindacati, che speravano che l’ormai strutturale crisi del distretto potesse essere assorbita da questa cosiddetta gigafactory, come si chiamano nel settore gli stabilimenti di questo tipo.

Era nell’aria da tempo che soprattutto Stellantis, la società nata dalla fusione tra ex Peugeot ed ex Fiat, non fosse più convinta del progetto, ed è probabile che abbia avuto un ruolo decisivo dato che ha la quota di maggioranza di ACC. Nonostante i continui rimbrotti del governo, che le chiedeva di stringere, alla fine è finita come spesso succede quando si chiede a Stellantis di investire in Italia: che l’ha tirata per le lunghe, per poi tirarsi indietro.

La gigafactory doveva in origine entrare in funzione ad aprile del 2026, e doveva assumere 1.800 persone, tra cui molte dello stabilimento di Termoli di Stellantis, che come molti di quelli italiani del gruppo soffre molto la crisi dell’azienda e ha buona parte degli operai in cassa integrazione.

L’investimento di 2 miliardi di euro doveva essere assicurato da ACC e da 600 milioni di fondi pubblici, gran parte dei quali dovevano venire dal PNRR: il governo li aveva già spostati su altri progetti proprio per i ritardi e per l’incertezza di Stellantis. ACC continuava a motivare i ritardi col fatto che i progetti non fossero del tutto a punto e che le condizioni del mercato dell’auto non fossero ideali.

Le gigafactory sono ormai essenziali per la transizione verso veicoli totalmente elettrici, e le aziende produttrici di auto che più ci puntano si stanno costruendo le proprie per non dipendere da forniture esterne di batterie. Il problema è proprio qui: tra le priorità di Stellantis non c’è più quella di avere una fornitura così costante di batterie per le auto elettriche perché di auto elettriche non ne vende abbastanza. La sua strategia per il passaggio ai motori elettrici è stata tardiva e disordinata, e ora prevede di rallentare ulteriormente a causa dell’allentamento delle regole per la transizione energetica negli Stati Uniti e in Unione Europea.

Stellantis ha detto che in ogni caso è pronta ad assorbire i dipendenti di ACC nello stabilimento di Termoli, che punta a rilanciare con nuove produzioni che arriveranno da quest’anno. ACC ha detto che accantonerà anche il piano di una gigafactory in Germania, mentre proseguirà col progetto di costruirne una in Francia.

– Leggi anche: Stellantis ha sbagliato tutto