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  • Lunedì 9 febbraio 2026

Per Keir Starmer le cose vanno sempre peggio

Il primo ministro britannico sta perdendo pezzi nel governo e nel partito, dopo uno scandalo legato agli "Epstein files"

L'ingresso del numero 10 di Downing Street a Londra, 9 febbraio 2026 (AP Photo/Alastair Grant)
L'ingresso del numero 10 di Downing Street a Londra, 9 febbraio 2026 (AP Photo/Alastair Grant)
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Il primo ministro britannico Keir Starmer, del Partito Laburista, sta affrontando la crisi peggiore dall’inizio del suo mandato, nell’estate del 2024: sta perdendo l’appoggio anche di una parte del suo partito e i media britannici parlano con insistenza di possibili dimissioni.

Starmer era in difficoltà da tempo, ma la crisi attuale è stata innescata dalla diffusione di alcuni documenti degli “Epstein files” che mostrano un’amicizia stretta e duratura tra Peter Mandelson, un esponente storico del Partito Laburista che proprio Starmer nominò ambasciatore negli Stati Uniti, e Jeffrey Epstein, finanziere statunitense condannato per aver sfruttato sessualmente ragazze minorenni e poi suicidatosi in carcere nel 2019.

Negli ultimi giorni diversi parlamentari laburisti avevano detto in forma anonima di non essere più disposti a sostenere Starmer. Lunedì Anas Sarwar, il capo della sezione scozzese del partito, gli ha chiesto pubblicamente di dimettersi: in conferenza stampa ha detto che «le distrazioni devono finire e la leadership a Downing Street deve cambiare». Al numero 10 di Downing Street, a Londra, c’è la residenza dei primi ministri britannici e la sede del governo del Regno Unito. Dopo le sue dichiarazioni, tuttavia, diversi ministri hanno espresso il loro sostegno a Starmer. Lo ha fatto anche l’ex vice prima ministra di Starmer, Angela Rayner, considerata una delle principali candidate a succedergli.

Il primo ministro britannico Keir Starmer lascia Downing Street, 9 febbraio 2026 (AP Photo/Alberto Pezzali)

Intorno alle 19 Starmer è arrivato all’incontro con i parlamentari laburisti. Secondo la BBC, è stato accolto con una standing ovation.

– Leggi anche: Gli “Epstein files” hanno travolto anche un pezzo grosso dei Laburisti

Sempre lunedì si è dimesso il direttore della comunicazione di Starmer, Tim Allan. Non ha motivato la decisione: ha detto di avere deciso di andarsene per consentire la formazione di un nuovo gruppo di lavoro, e di augurare a Starmer ogni successo. È il quarto direttore della comunicazione a dimettersi da quando Starmer è entrato in carica. Negli anni Novanta era stato addetto stampa di Tony Blair, quando era prima leader dell’opposizione e poi primo ministro, dal 1997. In quegli anni peraltro Mandelson fu ministro del governo laburista di Blair.

Già domenica si era dimesso Morgan McSweeney, capo di gabinetto di Starmer, influente e molto vicino a lui. McSweeney si è assunto la responsabilità di aver consigliato e approvato la nomina ad ambasciatore negli Stati Uniti di Mandelson, nel 2024 (dopo la diffusione degli Epstein Files Mandelson, che era già stato licenziato come ambasciatore lo scorso settembre, ha lasciato tutti gli incarichi).

Dopo le dimissioni di Allan, quando un giornalista ha chiesto al portavoce se Starmer si sarebbe dimesso lunedì, lui ha risposto di no.

– Leggi anche: Il sovraccarico informativo degli “Epstein files”