Peter Mandelson, ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, si è dimesso dal Partito Laburista per la sua vicinanza a Jeffrey Epstein

Peter Mandelson, ex ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti licenziato lo scorso settembre dal primo ministro britannico Keir Starmer per via di alcuni documenti che mostrano la sua vicinanza a Jeffrey Epstein, si è dimesso dal Partito Laburista.
La decisione di Mandelson è arrivata dopo nuove recenti pubblicazioni che sembrano dimostrare come anni fa Jeffrey Epstein, il finanziere arrestato nel 2019 con l’accusa di aver sfruttato sessualmente decine di minorenni e morto suicida in carcere alcune settimane dopo, gli avesse inviato 75mila dollari: dagli estratti conto bancari di Epstein risulterebbero infatti tre pagamenti separati pari a 25mila dollari ciascuno inviati a Mandelson agli inizi degli anni Duemila.
Nel presentare le proprie dimissioni Mandelson, la cui amicizia con Epstein era cosa nota, ha respinto le accuse dicendo di non ricordare nulla riguardo l’invio di questo denaro, ma aggiungendo di dover approfondire la questione. Ha detto comunque di non voler «causare ulteriore imbarazzo al Partito Laburista» e si è scusato con «le donne e le ragazze le cui voci avrebbero dovuto essere ascoltate molto tempo fa».
Nel frattempo un portavoce del Partito Conservatore ha detto che ora dovrebbe essere avviata un’indagine indipendente sulla nomina di Mandelson ad ambasciatore, avvenuta nel dicembre del 2024. Mandelson ha avuto una lunga carriera come politico: fu ministro nei governi dei primi ministri Laburisti Tony Blair e Gordon Brown e anche commissario europeo tra il 2004 e il 2008.
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