In Aragona c’è stata un’altra sconfitta per il governo socialista spagnolo
A scrutinio quasi completo il Partito Popolare ha vinto e l'estrema destra di Vox ha raddoppiato i propri seggi

Oggi si è votato in Aragona, regione del nordest della Spagna. Sono elezioni locali ma rilevanti anche a livello nazionale: lo scrutinio dei voti è quasi completo (è al 98 per cento), e come ci si aspettava ha vinto il Partito Popolare (PP) di centrodestra, come era successo a dicembre in Extremadura. Il PP ha ottenuto il 34,2 per cento dei voti, mentre il Partito Socialista, che a livello nazionale guida il governo con il primo ministro Pedro Sánchez, ne ha ottenuti il 24, 2 per cento, con un distacco di dieci punti percentuali.
Con queste percentuali il PP ha ottenuto 26 seggi su 67 totali del parlamento locale, e il Partito Socialista ne ha ottenuti 18 (finora ne aveva 23). Come ci si aspettava si è rafforzato il partito di estrema destra Vox, che ha ottenuto 14 seggi, il doppio rispetto a quelli attuali.
Le opposizioni di destra sperano che il buon risultato in Aragona, e poi eventualmente nelle successive elezioni regionali in Castilla y León e Andalusia possano confermare la crisi del partito di governo e costringere Sánchez alle dimissioni prima della scadenza prevista (primavera-estate 2027).
L’Aragona ha le dimensioni della Svizzera, ampie zone rurali e poco abitate, un certo numero di aziende tecnologiche e la quinta città della Spagna per abitanti, Saragozza: dal 1977 in ogni elezione parlamentare chi ha vinto in Aragona ha anche vinto a livello nazionale. Il governo uscente era sostenuto dal Partito Popolare e da Vox e presieduto da Jorge Azcón, che mantiene un buon sostegno popolare: sono elezioni anticipate, resesi necessarie perché Vox ha tolto il proprio sostegno al governo regionale per questioni legate all’immigrazione.

Il leader nazionale di Vox Santiago Abascal a Saragozza il 6 febbraio (Ramón Comet/Contacto via ZUMA Press)
Tutti i sondaggi indicavano che il PP, guidato a livello nazionale da Alberto Núñez Feijóo, avrebbe ottenuto la maggioranza relativa, ma senza seggi sufficienti per governare da solo: la soluzione più probabile è un nuovo governo di coalizione con Vox, guidato a livello nazionale da Santiago Abascal.
Vox però ha condotto una campagna elettorale in forte contrapposizione con il PP, all’interno di una strategia nazionale che mira ad aumentare i propri consensi presentandosi come forza alternativa a quelle tradizionali e pescando proprio fra gli elettori di centrodestra. Vox ha attaccato i Popolari sulla questione dell’immigrazione ma anche sul trattato di libero scambio fra l’Unione Europea e i paesi sudamericani del Mercosur, firmato dalla Spagna: l’estrema destra è maggioritaria nei sondaggi fra gli elettori che hanno interessi nel settore agricolo.

Il primo ministro Pedro Sánchez a Saragozza (Marcos Cebriain/Contacto via ZUMA Press)
Il Partito Socialista ha scelto come candidata l’ex ministra dell’Istruzione e dello sport Pilar Alegría e Sánchez ha fatto campagna in prima persona. Il governo socialista è in crisi dalla scorsa estate, dopo il grosso caso di corruzione all’interno del partito e le critiche ricevute per la cattiva gestione di alcuni casi di presunte molestie sessuali. Anche nelle prossime elezioni in Castilla y León e Andalusia è sfavorito nei sondaggi e le due regioni vengono da governi di centrodestra.



