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  • Domenica 8 febbraio 2026

Il candidato presidente che ha cambiato la politica portoghese

Al ballottaggio il leader di estrema destra André Ventura è in svantaggio, ma già che ci sia arrivato è una cosa enorme

André Ventura a maggio del 2025 (Horacio Villalobos#Corbis/Corbis via Getty Images)
André Ventura a maggio del 2025 (Horacio Villalobos#Corbis/Corbis via Getty Images)
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Alle elezioni legislative portoghesi del 2019 il neonato partito di estrema destra Chega! (“Basta!”, in italiano) prese poco più dell’1 per cento dei voti e ottenne il suo primo seggio. A occuparlo fu il suo fondatore, André Ventura, noto per la sua comunicazione aggressiva e le posizioni apertamente razziste. Poche settimane fa,  al primo turno delle presidenziali, Ventura ha battuto a sorpresa il candidato di centrodestra e domenica sfida al ballottaggio quello del centrosinistra, António José Seguro.

È improbabile che Ventura vinca, e molti esponenti del centrodestra hanno detto che voteranno per Seguro pur di impedire che succeda. Secondo alcuni sondaggi, Seguro dovrebbe prendere oltre il 60 per cento dei voti. Allo stesso tempo, il fatto che Ventura sia arrivato al ballottaggio è di per sé un fatto enorme nella politica portoghese: dalla fine della dittatura di António Salazar, nel 1974, la politica è stata dominata dal Partito Social Democratico, di centrodestra, e dal Partito Socialista (quello di Seguro). Il sistema bipartitico è stato rotto proprio da Chega!, che alle elezioni dello scorso maggio arrivò secondo alla pari dei Socialisti.

In questi anni Chega! è passato rapidamente dall’essere un piccolo partito estremista a essere il più grande partito dell’opposizione, con 60 seggi in parlamento. Negli ultimi mesi ha convinto il governo di centrodestra a far passare una serie di misure contro l’immigrazione. Ci è riuscito senza moderare le sue idee, come hanno fatto invece altri partiti europei di estrema destra, e grazie alla personalità di Ventura, che ha sempre avuto uno stile comunicativo molto provocatorio ed efficace, sia sui social che in televisione (dove fra il 2019 e il 2024 è apparso il doppio delle volte rispetto all’attuale primo ministro di centrodestra, Luís Montenegro).

I manifesti elettorali di Ventura (sinistra), Seguro (destra) e Luis Marques Mendes del Partito Social Democratico a Lisbona, il 2 gennaio 2026 (AP Photo/Armando Franca)

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Ventura ha 43 anni. Da adolescente voleva diventare prete, poi abbandonò il seminario ma continuò a dire di ispirarsi a San Paolo e che Dio gli avesse affidato la missione di trasformare il Portogallo. Prima di fondare Chega! lavorò all’Agenzia delle entrate e divenne piuttosto noto come commentatore di calcio. Fu anche consigliere comunale a Loures, un comune di quasi 200mila abitanti alla periferia di Lisbona, con il Partito Social Democratico. Nel 2017 lo lasciò con l’idea di crearne uno nuovo più in linea con le sue idee già estremiste, e due anni dopo fondò Chega!. Il partito ruota quasi interamente attorno alla sua figura, tanto che la Corte costituzionale portoghese ha più volte respinto lo statuto sostenendo che concentrasse eccessivamente il potere nelle mani del presidente (lui).

Il programma politico di Chega! si basa su una forte retorica antisistema e sul contrasto all’immigrazione. Ventura sostiene la teoria del complotto razzista della “sostituzione etnica”, secondo cui esisterebbe una cospirazione globale per sostituire i bianchi con persone di altre etnie. Per le sue dichiarazioni è più volte stato multato dalla commissione portoghese per l’Uguaglianza e contro la Discriminazione razziale.

Molti suoi commenti stigmatizzano le persone musulmane e quelle di etnia rom. A metà dicembre un tribunale di Lisbona gli aveva dato 24 ore per togliere tutti i manifesti elettorali di Chega! che riportavano lo slogan «gli zingari devono rispettare la legge», giudicandoli discriminatori. La richiesta di rimuoverli era stata presentata da sei persone di associazioni che difendono i diritti della comunità rom in Portogallo.

Uno dei manifesti di Ventura con la frase «Questo non è il Bangladesh» a Lisbona, a ottobre del 2025 (Horacio Villalobos#Corbis/Corbis via Getty Images)

In campagna elettorale il partito ha usato anche altri slogan razzisti: alcuni manifesti riportavano la frase «Questo non è il Bangladesh», presa da una canzone fatta con l’intelligenza artificiale e pubblicata da un utente anonimo a settembre, che Ventura ha adottato come inno della sua campagna. La canzone, che è diventata virale e che Ventura ha usato in vari post sui suoi profili social, descrive il programma politico di Chega! con frasi come «no all’aborto, sì alla patria, la famiglia prima di tutto» e «portate via dal mio asilo quei bambini con la pelle scura».

Negli ultimi anni vari esponenti di Chega! sono stati accusati di aver fatto il saluto nazista, indagati per prostituzione minorile e criticati per aver proposto di rimuovere le ovaie alle donne che hanno abortito. Nonostante Ventura ufficialmente abbia condannato la dittatura di Salazar, è stato contestato per aver riutilizzato nel 2021 il suo motto, cioè “Deus, Pátria, Família” (Dio, Patria, Famiglia), trasformandolo in «Dio, patria, famiglia e lavoro», e per avere all’interno del partito dei sostenitori della dittatura.

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Il Portogallo è definito un sistema semipresidenziale. Significa che il presidente portoghese non ha un ruolo prevalentemente cerimoniale (come succede in molti sistemi politici europei, tra cui l’Italia) ma ha competenze su diversi temi, per esempio sulla sicurezza nazionale e sulla politica estera. Allo stesso tempo, non detiene tutti i poteri previsti da altri sistemi semipresidenziali molto più forti, tra cui quello francese. Come detto, è improbabile che Ventura vinca il ballottaggio e diventi presidente del Portogallo.