La competizione tra le pubblicità dei chatbot al Super Bowl
Tra gli altri ci sono due spot in cui Claude prende in giro ChatGPT, che invece non ha ancora anticipato niente

Negli ultimi giorni alcune tra le principali aziende che sviluppano chatbot basati sull’intelligenza artificiale hanno mostrato le pubblicità che verranno trasmesse l’8 febbraio durante gli intervalli del Super Bowl, la finale del campionato statunitense di football americano e uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo. Gli spot mandati in onda durante il Super Bowl sono storicamente quelli su cui le aziende puntano e per cui spendono di più, e in questa edizione saranno presenti per la prima volta ben quattro società del settore dell’intelligenza artificiale.
Alcune hanno scelto toni più seriosi e istituzionali, altre hanno puntato su registri ironici e disimpegnati, e altre ancora hanno colto l’occasione non tanto per promuovere sé stesse, ma per punzecchiare la concorrenza.
Quest’ultimo è il caso di Anthropic, l’azienda che ha sviluppato il chatbot Claude. I due spot che trasmetterà durante il Super Bowl contengono prese in giro non troppo velate a ChatGPT, il chatbot di OpenAI, e alla sua recente scelta di introdurre annunci pubblicitari nella versione gratuita.
Nel primo, della durata di un minuto, un uomo chiede a una psicologa dei consigli per comunicare meglio con sua madre. Inizialmente la psicologa, che parla come farebbe ChatGPT, risponde con suggerimenti apparentemente seri e di buon senso, ma poi finisce per consigliargli di «cercare nuove relazioni su Golden Encounter», un fittizio sito di incontri con donne mature. A quel punto la scena si blocca e compare il messaggio: «Le pubblicità stanno arrivando nell’intelligenza artificiale, ma non su Claude».
Il secondo spot, che dura trenta secondi e si conclude con lo stesso messaggio, mostra un ragazzo molto magro che si allena in un parco. A un certo punto si avvicina a un personal trainer dal fisico molto muscoloso, e gli chiede come ottenere un addome scolpito nel minor tempo possibile. L’allenatore, che come la psicologa interpreta ChatGPT, gli risponde consigliandogli di acquistare un paio di suole per scarpe da ginnastica chiamate Step Boost Max (anche queste fittizie).
Sam Altman, il CEO di OpenAI, non l’ha presa molto bene: ha accusato Anthropic di aver agito in maniera «disonesta» e «ingannevole», e di voler utilizzare la grossa esposizione mediatica del Super Bowl per danneggiare la reputazione della sua azienda. Ha aggiunto anche che l’introduzione della pubblicità serve a garantire che ChatGPT rimanga gratuito per tutti: «Anthropic offre un prodotto costoso e per ricchi. Siamo contenti che lo facciano, ma siamo anche fermamente convinti di dover portare l’intelligenza artificiale a miliardi di persone che non possono permettersi un abbonamento».
Ha detto anche che lo spot di ChatGPT al Super Bowl (che non è ancora stato pubblicato) sarà incentrato «sull’idea che l’IA ormai permette a chiunque di creare qualsiasi cosa».
Altre aziende hanno scelto di promuoversi con pubblicità diverse, più serie e “istituzionali”. Lo spot di Google, per esempio, mostra una coppia di genitori che utilizza il suo chatbot Gemini per progettare la camera del figlio.
Amazon ha invece scelto di promuovere il suo chatbot Alexa+ con uno spot interpretato dall’attore australiano Chris Hemsworth. È uno spot molto tipico: all’inizio Hemsworth si mostra diffidente nei confronti del chatbot, ma dopo aver visto le cose che è in grado di fare si ricrede.
Il Super Bowl è il singolo evento più seguito in televisione negli Stati Uniti, non solo tra quelli sportivi, e per le grandi aziende trasmettere uno spot in uno degli intervalli della partita è diventato una specie di status symbol. L’anno scorso per la prima volta OpenAI e Gemini avevano acquistato degli spazi pubblicitari durante la partita, diventando le prime aziende del settore delle intelligenze artificiali generative a farlo.
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