Adesso Trump non vuole più bloccare la cessione delle isole Chagos a Mauritius

Una manifestazione contro la cessione delle isole Chagos, a Londra il 7 gennaio
Una manifestazione contro la cessione delle isole Chagos, a Londra il 7 gennaio (Carl Court/Getty Images)

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cambiato di nuovo idea sulla restituzione delle isole Chagos da parte del Regno Unito a Mauritius, che stava cercando di bloccare. Sull’atollo maggiore dell’arcipelago, il Diego Garcia, si trova un’importante base aeronavale che gli Stati Uniti gestiscono insieme al Regno Unito. L’accordo per la cessione prevede che il Regno Unito continui a controllare l’atollo Diego Garcia per 99 anni, estendibili di 40, in cambio di un pagamento annuale di 101 milioni di sterline (120 milioni di euro): era stato firmato a maggio, ma il parlamento britannico non l’ha ancora ratificato proprio per via delle pressioni di Trump, che adesso invece sembra sostenerlo.

Giovedì Trump ha detto di avere parlato della questione al telefono con il primo ministro britannico, Keir Starmer, e ha riconosciuto che quest’ultimo ha fatto «il meglio che poteva»; ha comunque aggiunto che in futuro gli Stati Uniti si riservano il diritto di intervenire, qualora il controllo sull’atollo venisse meno.

È la seconda volta che Trump cambia idea sull’accordo: all’inizio la sua amministrazione l’aveva commentato favorevolmente, ma a fine gennaio lui si era messo a sabotarlo, definendolo una «grandissima stupidità». Starmer aveva sostenuto che fosse una ritorsione per come il Regno Unito si era opposto ai piani degli Stati Uniti per assoggettare la Groenlandia, poi attenuati.

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