Vannacci ha deciso di lasciare la Lega
Dopo mesi di disaccordi con il leader Matteo Salvini, che l'aveva accolto nel partito per sfruttare la sua popolarità tra gli elettori di destra più radicale

Lunedì sera, al termine di un incontro con Matteo Salvini a Roma, l’europarlamentare della Lega Roberto Vannacci ha deciso di lasciare il suo partito. Vannacci, candidato dalla Lega come indipendente alle europee del 2024, era poi stato nominato vicesegretario della Lega un anno fa, ma nei mesi successivi aveva mostrato più volte dissenso verso le scelte del leader Matteo Salvini. Peraltro in queste settimane si era saputo che Vannacci stava lavorando a un progetto politico suo, a destra della Lega e ispirato all’ideologia di Donald Trump.
Sui suoi profili social ha pubblicato un comunicato con la foto di un simbolo di un nuovo partito chiamato Futuro Nazionale, e in cui scrive che «proseguo per la mia strada da solo». Salvini ha a sua volta pubblicato un post in cui ha condiviso il video di Vannacci a Pontida, al raduno della Lega del 2024, quando assicurava di voler restare nel partito. Nel post Salvini critica Vannacci per mancanza di lealtà e lo accusa di aver alimentato polemiche e tensioni: «Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito».
Vannacci aveva cercato a lungo di condizionare la Lega dall’interno, spostando il partito di Salvini su posizioni più estreme e nostalgiche del fascismo. La popolarità di Vannacci si deve al successo del libro che autopubblicò nel 2023, Il mondo al contrario, che contiene posizioni razziste e omofobe e per il quale venne poi sospeso dall’Esercito. Il libro ebbe una grande diffusione, e la Lega decise di candidare Vannacci alle elezioni europee del 2024, quando raccolse circa mezzo milione di preferenze, contribuendo in modo decisivo al risultato del partito.
Salvini aveva cercato di sfruttare il consenso e la popolarità che Vannacci riscuote tra gli ambiti dell’estrema destra, ma la sua promozione a vicesegretario – decisa in virtù del suo risultato elettorale – aveva generato grossi subbugli nel partito. I “Team Vannacci”, gruppi di supporto territoriale creati in varie città, erano diventati in molti casi delle specie di partito nel partito, e interferivano nelle scelte dei direttivi provinciali della Lega. Questo alla lunga aveva portato molti dirigenti di primo piano del partito a manifestare la loro insofferenza contro la cosiddetta “vannaccizzazione della Lega”.



