La maggior parte dei siti porno non si è adeguata all’obbligo di verifica dell’età

La scadenza decisa dall'Agcom è passata, ma sulle piattaforme più grandi e conosciute non è ancora cambiato niente

(Leon Neal/Getty Images)
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Entro domenica primo febbraio i siti porno avrebbero dovuto introdurre un sistema di verifica dell’età per impedire l’accesso ai minorenni dall’Italia, ma la maggior parte non l’ha ancora fatto. La scadenza riguardava 45 siti con sede giuridica negli stati dell’Unione Europea che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) aveva individuato in una lista pubblicata a fine ottobre: di questi, l’unico tra quelli più conosciuti e frequentati ad essersi adeguato è Onlyfans. Altri, come YouPorn e Pornhub, non hanno ancora introdotto un sistema di verifica dell’età.

Finora per dimostrare di essere maggiorenni agli utenti bastava cliccare su un tasto in cui autocertificavano di avere più di 18 anni. Le nuove regole prevedono che i siti inclusi nella lista – che sono solo una piccolissima parte di tutti i siti porno esistenti – debbano dotarsi di un sistema di verifica dell’età gestito da un’azienda esterna specializzata in verifica dell’identità, con meccanismi solitamente un po’ macchinosi. Da domenica l’Agcom può diffidare i siti che non l’hanno ancora introdotto, dando loro ulteriori 20 giorni per adeguarsi. In caso contrario, può bloccare il sito e procedere con le multe, che possono arrivare fino a 250mila euro.

Onlyfans, uno dei pochi ad aver introdotto un sistema di verifica dell’età, ha scelto Yoti, uno dei più diffusi insieme a Emblem e Verifymy. Per filtrare l’accesso a un sito ai soli maggiorenni, Yoti richiede di scaricare la sua applicazione e di inserire il proprio numero di telefono e il proprio documento. Poi chiede l’autorizzazione per poter utilizzare la fotocamera, che usa per inquadrare il volto dell’utente e fare una stima dell’età. È un processo un po’ farraginoso e che richiede del tempo, motivo per cui l’introduzione di questi sistemi provoca sempre un grosso calo di accessi ai siti porno. Secondo Pornhub, il sito porno più frequentato al mondo, quando nel Regno Unito è entrato in vigore l’obbligo di verifica dell’età, il numero di utenti britannici è sceso del 77 per cento.

Al momento per accedere a Pornhub in Italia basta cliccare sul tasto in cui si conferma di avere più di 18 anni. Lo stesso vale per YouPorn, Redtube, XVideos, LiveJasmin, Porn.com, xHamster e per decine di quelli più piccoli inclusi nella lista dell’Agcom. Il sito Bang.com ha bloccato l’accesso dall’Italia, mostrando al suo indirizzo un comunicato in cui dice di non essere ancora riuscito ad adeguarsi al nuovo regolamento. Tra i siti che invece hanno effettivamente introdotto un sistema per verificare l’età ci sono IXXX, Chaturbate e Clips4Sale.

L’introduzione della verifica dell’età sui siti porno è una misura con molti critici, perché questi sistemi sono piuttosto invasivi e spingono una parte significativa degli utenti – maggiorenni o minorenni – a cercare siti alternativi, spesso più loschi e meno controllati. Altri, sempre per evitare di fornire i propri documenti, fanno ricorso a un servizio VPN, che tra le altre cose permette di fingere di connettersi a internet da un altro paese, dove leggi di questo tipo non sono in vigore.