A Torino ci sono disordini al corteo per l’Askatasuna
Alcune persone hanno cominciato a lanciare petardi e fumogeni al termine della partecipata manifestazione contro lo sgombero del centro sociale

A Torino ci sono disordini in chiusura alla manifestazione organizzata in sostegno dell’Askatasuna, lo storico centro sociale cittadino sgomberato a metà dicembre per motivi ancora poco chiari. Attorno alle 18, quando il corteo si è avvicinato alla sede in corso Regina Margherita, un gruppo di persone con il volto coperto ha lanciato petardi, fumogeni e bombe carta contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni e idranti; altre hanno lanciato sedie e tavoli presi dai dehors di bar e ristoranti chiusi, mentre altre ancora hanno dato fuoco ad alcuni cassonetti dell’immondizia e a un mezzo blindato della polizia.
La polizia ha caricato un gruppo di manifestanti per cercare di disperderli dietro al Campus Einaudi, vicino alla sede dell’ex centro sociale. Poi gli scontri sono continuati nella zona di corso Regio Parco, poche centinaia di metri a nord, in direzione del cimitero monumentale.
Durante gli scontri sei persone sono state ferite in maniera non grave (non è chiaro se manifestanti o agenti). In una nota, la Rai ha detto che la giornalista Bianca Leonardi e un operatore della troupe del programma Far West sono stati aggrediti, minacciati e costretti ad allontanarsi da un gruppo di persone mentre cercavano di documentare i fatti. La maggior parte dei manifestanti, che secondo le prime stime erano tra i 15 e i 20mila, stava partecipando al corteo in maniera pacifica e si è allontanata.

Manifestanti e agenti di polizia durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, 31 gennaio 2026 (ANSA/BRUNO BRIZZI)
A inizio pomeriggio migliaia di persone di tutte le età si erano riunite davanti alle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova per prendere parte alla manifestazione, a cui hanno partecipato anche gruppi anarchici, comitati locali, sostenitori del Movimento No Tav e sigle sindacali come Cobas e Usb. Prima dei disordini il corteo unito aveva sfilato in maniera molto tranquilla lungo il Po assieme alle persone che si erano concentrate davanti a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’Università statale di Torino.
A metà settimana l’ateneo era stato occupato in risposta alla chiusura straordinaria decisa per venerdì e sabato dalla rettrice Cristina Prandi, per motivi di sicurezza, per via di una festa organizzata dagli studenti proprio in sostegno all’Askatasuna.
L’Askatasuna, uno dei centri sociali più noti d’Italia, si trovava da quasi trent’anni in un palazzo occupato del quartiere Vanchiglia, non lontano dal centro storico di Torino, fra la Dora Riparia e il Po. Lo sgombero è stato compiuto al termine di perquisizioni iniziate per una serie di disordini e atti vandalici, legati in parte all’assalto alla redazione del quotidiano La Stampa di fine novembre.
Il sindaco del PD Stefano Lo Russo aveva fatto decadere il patto di collaborazione avviato nel 2024 per rendere l’edificio un «bene comune», quando durante le perquisizioni erano state trovate sei persone che ci dormivano, in violazione degli accordi. È però difficile pensare che lo sgombero fosse stato deciso durante la perquisizione, e che non fosse già stato previsto.

Un cassonetto dell’immondizia incendiato a Torino, 31 gennaio 2026 (ANSA/Alessandro Di Marco)
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