Keir Starmer è solo l’ultimo leader occidentale ad andare da Xi Jinping
Negli ultimi mesi l'hanno fatto un po' tutti: e come al solito c'entra Trump

Questa settimana il primo ministro britannico Keir Starmer è stato in Cina: è stata la prima visita di stato di un leader britannico nel paese dal 2018. Starmer ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping e ha annunciato la fine di quella che ha descritto come un’«èra glaciale» nei rapporti tra i due paesi, che negli ultimi anni avevano avuto relazioni sospettose e complicate. Adesso, ha detto Starmer, il Regno Unito cercherà di costruire con la Cina una relazione più «sofisticata», in cui ciascuna parte cercherà di collaborare per promuovere i propri interessi.
Nel Regno Unito Starmer è stato criticato per essere stato troppo sollecito nel voler rafforzare le relazioni con la Cina. Starmer però non è il solo: negli ultimi mesi sono arrivati in Cina moltissimi leader occidentali, tutti più o meno con il suo stesso intento. Lunedì era a Pechino il primo ministro finlandese Petteri Orpo; a metà gennaio il primo ministro canadese Mark Carney; a dicembre il presidente francese Emmanuel Macron; e ad aprile il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, tra gli altri. Tra circa un mese anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz dovrebbe fare la sua prima visita di stato in Cina.
Da un lato queste visite di stato sono ordinarie: la Cina è la seconda economia del mondo e un partner commerciale importante, e per molti governi è naturale mantenere buone relazioni. Dall’altro il fatto che arrivino tutte nell’arco di pochi mesi è rilevante: proprio nel momento in cui gli Stati Uniti di Donald Trump si stanno mostrando un alleato poco affidabile, molti governi stanno cercando di migliorare i propri rapporti con la Cina, il principale avversario degli Stati Uniti.
Lo ha detto in maniera abbastanza esplicita il canadese Carney, che durante la sua visita a Pechino di metà gennaio ha annunciato una nuova «partnership strategica» con la Cina. Pochi giorni dopo, al Forum di Davos, in un discorso diventato ormai noto, Carney ha teorizzato che paesi di media importanza come il Canada (o la Francia o il Regno Unito) devono diversificare le proprie alleanze, e quindi non affidarsi soltanto agli Stati Uniti ma anche a paesi non democratici come la Cina.
– Leggi anche: La traduzione del discorso di Carney
Il caso di Starmer e del Regno Unito è però ancora più rilevante perché le ragioni di freddezza con la Cina erano numerose. Alcuni parlamentari del Partito Conservatore (all’opposizione; Starmer è un Laburista, di centrosinistra) si trovano dal 2021 sotto sanzioni imposte dalla Cina per aver criticato le violazioni dei diritti umani della popolazione uigura da parte del regime cinese. A causa delle sanzioni, all’ambasciatore cinese nel Regno Unito è stato vietato di entrare nel parlamento. Ci sono inoltre accuse circostanziate sulle attività di spionaggio della Cina nel Regno Unito.
Un’altra grossa questione è quella di Hong Kong, ex colonia britannica, e in particolare di Jimmy Lai, che è un noto editore di un giornale di opposizione con doppia cittadinanza britannica, imprigionato e condannato con accuse ritenute politicamente motivate. Molti attivisti ritengono che il governo britannico dovrebbe esporsi di più per chiedere la sua liberazione.

Keir Starmer e Xi Jinping, 29 gennaio 2026 (Carl Court/Pool Photo via AP)
Nonostante le molte divisioni, Starmer è deciso a cambiare le cose. Poco prima di partire per Pechino, il suo governo aveva approvato la costruzione della nuova sede dell’ambasciata cinese a Londra: un enorme edificio che secondo i servizi di sicurezza britannici potrebbe essere usato come base per attività di spionaggio.
Starmer ha detto di aver parlato con Xi dei problemi tra i due paesi, e di aver menzionato tra le altre cose le sanzioni ai parlamentari britannici e la questione di Jimmy Lai. Ha detto però di averlo fatto «rispettosamente»: è un modo per far capire che la questione non è stata centrale.
Grazie alla visita Starmer ha ottenuto alcuni vantaggi economici e diplomatici: ha dimezzato i dazi sul whisky scozzese, ottenuto alcuni grossi investimenti, per esempio nel settore farmaceutico e facilitato i commerci bilaterali. È inoltre probabile che i cittadini del Regno Unito potranno viaggiare per turismo o lavoro in Cina senza bisogno di visto per un massimo di 30 giorni, come già avviene in altri paesi europei, compresa l’Italia. Secondo i media britannici sono anche cominciati i negoziati per una visita di stato di Xi Jinping nel Regno Unito, che dal punto di vista diplomatico sarebbe importante.
La Cina è perfettamente consapevole dell’importanza che questo incontro ha per Starmer, e del fatto di avere un vantaggio nei rapporti. Come ha notato l’analista statunitense Bill Bishop, nel primo servizio della TV di stato cinese CCTV, il dialogo tra Starmer e Xi Jinping era stato tradotto in cinese mostrando Starmer come particolarmente ossequioso. Nella versione cinese, Starmer usava degli onorifici che di solito una persona di rango inferiore usa per rivolgersi a una di rango superiore. Nelle edizioni successive gli onorifici sono poi stati tolti.



