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  • Martedì 27 gennaio 2026

L’accordo di libero scambio tra India e Unione Europea, dopo 20 anni di negoziati

È stato annunciato oggi: c'entra anche Donald Trump

Da sinistra a destra, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, il primo ministro indiano Narendra Modi e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, il 27 gennaio 2026 (AP/Manish Swarup)
Da sinistra a destra, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, il primo ministro indiano Narendra Modi e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, il 27 gennaio 2026 (AP/Manish Swarup)
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Unione Europea e India hanno annunciato martedì mattina di avere infine fatto un accordo di libero scambio dopo vent’anni di negoziati. L’accordo non entrerà subito in vigore, perché richiede l’approvazione dei governi europei e del Parlamento Europeo. Il testo non è ancora stato pubblicato, ma si sa che l’accordo permetterà la riduzione o l’abolizione dei dazi in vigore su moltissime esportazioni europee, tra cui automobili, macchinari industriali, e alcuni prodotti agricoli (come bevande alcoliche e olio d’oliva). L’Unione Europea in cambio ridurrà i dazi, tra le altre cose, sulle importazioni di acciaio, prodotti farmaceutici e prodotti tessili indiani.

Il post su X con cui la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato l’accordo. Von der Leyen ha scritto che l’accordo creerà una zona di libero scambio per due miliardi di persone (la popolazione complessiva dell’Unione Europea e dell’India).

India e Unione Europea hanno anche firmato una serie di accordi su altri temi. Tra questi ci sono, per esempio, un accordo di cooperazione nella difesa, che tra le altre cose prevede una maggiore collaborazione industriale nel settore, e un accordo per favorire l’ingresso nell’Unione di lavoratori indiani, in particolare lavoratori qualificati, giovani professionisti e lavoratori stagionali nei settori con carenza di manodopera.

Come detto, per quanto riguarda l’accordo commerciale i negoziati andavano avanti da due decenni ma hanno subìto un’accelerata da quando il presidente statunitense Donald Trump ha cominciato a usare (o a minacciare di usare) i dazi come strumenti politici per ottenere concessioni di vario tipo dagli altri governi.

La Commissione Europea ha definito l’accordo con l’India «la madre di tutti gli accordi di libero scambio», per sottolineare quanto sia rilevante per l’Unione. L’accordo è importante anche per l’India, perché permette di avere relazioni commerciali più stabili senza dipendere eccessivamente dagli Stati Uniti o dalla Cina.

Negli ultimi mesi l’Unione Europea si era mossa anche in altre direzioni. A inizio gennaio aveva approvato un altro importante accordo di libero scambio con quattro paesi che fanno parte del Mercosur, cioè Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay, e nel settembre del 2025 aveva fatto un altro accordo di libero scambio con l’Indonesia. Per nessuno dei due accordi, però, c’è ancora l’approvazione definitiva da parte delle istituzioni europee. La Commissione sta negoziando anche accordi commerciali con gli Emirati Arabi Uniti, con le Filippine e con l’Australia.