L’Unione Europea smetterà di comprare gas dalla Russia dal 2027
Dopo quasi quattro anni di discussioni, e nonostante l’opposizione di Slovacchia e Ungheria

Lunedì i paesi dell’Unione Europea hanno formalizzato la decisione di smettere di comprare gas dalla Russia a partire dal 2027, come ritorsione economica per l’invasione dell’Ucraina. L’approvazione finale è stata quella del Consiglio dell’Unione Europea competente, dove sono rappresentati i ministri dell’Energia dei 27 paesi membri. È una questione di cui si discute fin dall’inizio della guerra, quasi quattro anni fa: trovare un accordo è stato complicato a causa delle diverse posizioni verso la Russia e dell’importanza che avevano le importazioni di gas per molti paesi europei.
La Russia è stata per anni il principale fornitore di gas per vari paesi europei, arrivando a coprire fino al 40 per cento della domanda dell’intera Unione. L’Italia e la Germania erano tra i più dipendenti, per esempio, mentre la Francia tra i meno. Da quando è iniziata la guerra russa contro l’Ucraina, i paesi europei hanno ridotto notevolmente le loro importazioni di gas russo, con l’obiettivo di causare danni economici alla Russia ed evitare di fornirle risorse che poi avrebbe usato per finanziare la guerra. Le importazioni però non sono mai state interrotte del tutto, e anzi alcuni tra i paesi più filorussi hanno chiesto più volte esenzioni e modifiche per continuare a importare il gas.
Alla decisione di bloccare completamente le importazioni si sono opposti i due paesi più filorussi dell’Unione, ossia la Slovacchia e l’Ungheria, guidati rispettivamente dai primi ministri Robert Fico e Viktor Orbán. Sostengono che la legge porterà a un notevole aumento dei prezzi dell’energia e hanno minacciato di contestarla davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea non appena entrerà in vigore (è una cosa che hanno sostenuto di voler fare anche in altre occasioni, senza poi andare mai fino in fondo). In un post su X il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha criticato la scelta dell’Unione di presentare la decisione come una manovra economica, che può essere approvata anche solo da una maggioranza qualificata, invece che come una sanzione, che avrebbe avuto bisogno dell’unanimità.
L’accordo sulla cessazione definitiva entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, da cui si calcolano poi sei settimane per la piena operatività. Anche se l’Ungheria e la Slovacchia decidessero effettivamente di fare causa all’Unione, ci vorrebbero anni prima di avere una sentenza.
La legge prevede comunque un periodo di transizione per i contratti a lungo termine con partner russi: le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia, che avvengono via nave, saranno completamente vietate dal 1° gennaio del 2027, mentre le forniture tramite gasdotti potranno continuare fino al 30 settembre del 2027. L’accordo prevede anche che entro il 1° marzo i paesi membri debbano elaborare un piano per la diversificazione delle fonti energetiche in previsione del 2027.
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