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  • Lunedì 26 gennaio 2026

Nella Lazio c’è tanta confusione

L'allenatore Maurizio Sarri dice che non ha voce in capitolo sulle scelte del club, e le considera poco ambiziose; la squadra intanto è nona in Serie A

L'allenatore della Lazio Maurizio Sarri dopo la sconfitta contro il Como, 19 gennaio 2025 (Photo by Ivan Romano/Getty Images)
L'allenatore della Lazio Maurizio Sarri dopo la sconfitta contro il Como, 19 gennaio 2025 (Photo by Ivan Romano/Getty Images)
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Dopo un’altra partita piuttosto deludente e noiosa della Lazio – uno 0-0 contro il Lecce quartultimo – l’allenatore Maurizio Sarri ha criticato di nuovo la sua società. Ha detto, in sostanza, che i giocatori se ne stanno andando via perché è poco ambiziosa e che la Lazio si sta ridimensionando, cioè spende meno soldi e sta diventando meno competitiva.

Anche il difensore Adam Marusic ha detto che ci sono stati molti problemi finora. In effetti la stagione è cominciata male, senza nessun giocatore nuovo a rinforzare la squadra e con parecchi infortuni, ed è proseguita pure peggio. A gennaio sono stati venduti due titolari, e la comunicazione della società, dell’allenatore e dei calciatori è stata spesso confusa e contraddittoria.

Dopo 22 giornate la Lazio è nona con 29 punti (l’anno scorso a questo punto ne aveva 10 in più ed era quinta). È una situazione molto diversa da quella che Sarri si aspettava in estate, quando era tornato alla Lazio con ambizioni e aspettative discretamente alte. Alla Lazio Sarri c’era già stato, tra il 2021 e il 2024, andando tutto sommato bene: il miglior risultato fu il secondo posto del 2023. Quest’anno la squadra veniva da una stagione abbastanza deludente (alla fine era arrivata settima), e ci si aspettava che la società volesse rifarsi con qualche investimento in più.

Non è andata così però. Neanche un mese dopo la nomina di Sarri, infatti, alla Lazio è stato bloccato il calciomercato per non aver rispettato i parametri imposti dalla FIGC (la federazione italiana di calcio). Di conseguenza in estate la Lazio non ha potuto comprare alcun giocatore per rinforzarsi. Pare che al momento della sua assunzione Sarri nemmeno sapesse di questo rischio (di cui era invece consapevole la società), ma avesse deciso di restare lo stesso una volta scoperto.

Quando Sarri ha scoperto del mercato bloccato ha pensato di essere stato fregato

Per un allenatore poco versatile come lui, però, è stato complicato ritrovarsi con una squadra che non era stata costruita secondo i suoi princìpi, con pochi giocatori di alto livello e soprattutto adatti al suo gioco. Questa cosa, sommata ai numerosi infortuni sopraggiunti nel corso della stagione, non ha quasi mai permesso alla Lazio di esprimere il gioco tipicamente brillante e offensivo delle squadre di Sarri. Finora l’unico aspetto positivo della stagione della Lazio è stata anzi la difesa: non ha preso gol in metà delle partite di campionato, come il Como e meglio di tutti gli altri. Già nella sua prima esperienza alla Lazio, comunque, la fase difensiva era stata uno dei punti di forza.

Per il resto, però, sta giocando malino e sta faticando di conseguenza a competere per una qualificazione alle prossime coppe europee. Secondo Marco Gaetani di Ultimo Uomo lo si è visto per esempio durante la partita del 4 gennaio contro il Napoli, persa due a zero: «Raramente si è avuta la percezione, nel corso di una singola partita, di un tale dislivello», ha scritto.

In quei giorni c’era ancora la speranza che le cose potessero migliorare per la Lazio. Era iniziato da poco il calciomercato invernale (che va dal 2 di gennaio all’1 di febbraio) e, grazie al cambio dei parametri di riferimento, la Lazio poteva tornare a comprare calciatori.

I primi giorni di calciomercato però non sono stati incoraggianti. Per prima cosa, infatti, la Lazio ha ceduto due titolari: l’attaccante Taty Castellanos al West Ham e il centrocampista Mattéo Guendouzi al Fenerbahçe. Sono stati sostituiti con due giocatori discreti e in prospettiva forse pure migliori, ma per il momento poco pronti per la Serie A e il calcio di Sarri. Per l’allenatore è stato un altro colpo inatteso, soprattutto perché credeva che Guendouzi «fosse uno dei 7-8 giocatori di cui parlavamo per porre le basi della squadra del futuro». Sarri ha fatto capire varie volte di non aver avuto grande voce in capitolo nelle scelte di mercato del club.

Sembrava dovesse andarsene pure un terzo titolare, il capitano Alessio Romagnoli. La sua cessione alla squadra qatariota dall’Al Sadd pareva certa e lui stesso aveva salutato i tifosi dopo la partita contro il Lecce. Domenica, però, la Lazio ha comunicato a sorpresa che «Alessio Romagnoli non è mai stato sul mercato» e che sarebbe rimasto «un giocatore biancoceleste».

Alessio Romagnoli “saluta” i tifosi della Lazio dopo la partita con il Lecce, 24 gennaio 2026 (Marco Rosi – SS Lazio/Getty Images)

C’è insomma grossa confusione dentro la Lazio, e soprattutto non sembra ci sia molta comunicazione tra l’allenatore e la società. Non che ce ne sia bisogno, secondo il proprietario Claudio Lotito, senatore e imprenditore romano. Lotito ha da poco ribadito che alla Lazio «la squadra la fa la società, l’allenatore dà indicazioni tecniche». Non è proprio la normalità nel calcio di oggi, in cui l’allenatore contribuisce attivamente alla costruzione di una squadra, concordando con la dirigenza e la proprietà gli obiettivi di calciomercato.

In una recente telefonata diffusa sui social a sua insaputa, Lotito avrebbe persino detto che i giocatori se ne stanno andando dalla Lazio «per colpa di Sarri». Secondo il presidente, però, la chiamata (che a questo punto sembra proprio sia vera) è stata decontestualizzata e strumentalizzata, perché «alla Lazio non esistono giocatori contro l’allenatore».

Non è chiaro nemmeno quale sia l’obiettivo stagionale. Mentre Sarri parla – in modo un po’ provocatorio – di «salvezza» (cioè che l’obiettivo è rimanere in Serie A) e di «ridimensionamento», Lotito dice che la Lazio deve aspirare almeno al quinto posto. Sarà dura: la Juventus, quinta, ha 13 punti di vantaggio. Ci sono ancora un po’ di infortunati, gli ultras della Lazio stanno invitando i tifosi a non presentarsi allo stadio e il più notevole acquisto del mercato invernale, per ora, è Daniel Maldini dell’Atalanta – che quest’anno non ha ancora fatto né un gol né un assist, in campionato.

Nonostante tutto, comunque, Sarri dice di voler restare, diversamente dal 2024, quando si dimise qualche mese prima della fine della stagione, anche in quel caso per vari contrasti con la società (soprattutto con il direttore sportivo dell’epoca Igli Tare, oggi al Milan).