Le epurazioni dell’esercito cinese sono arrivate fino al generale più alto in grado
Cioè Zhang Youxia, secondo in comando dopo Xi Jinping: è il culmine di una campagna che ha azzerato la dirigenza dell'esercito

Il ministero della Difesa cinese ha messo sotto indagine e rimosso il generale Zhang Youxia, che in quanto vicepresidente della Commissione militare centrale era il secondo in comando dell’esercito dopo il presidente Xi Jinping. La sua rimozione è l’ultimo sviluppo delle estesissime epurazioni a cui Xi sta sottoponendo le forze armate.
La Commissione è l’organo direttivo dell’esercito e insieme a Zhang è stato indagato anche un altro generale, Liu Zhenli, come lui per presunte violazioni disciplinari su cui non si hanno dettagli. Nella Commissione restano dunque solo due membri, lo stesso Xi e il generale che lui stesso ha incaricato delle epurazioni, Zhang Shengmin. Tutti gli altri sei comandanti nominati in passato da Xi sono stati rimossi dalla Commissione.
L’allontanamento di Zhang Youxia è notevole perché era considerato molto vicino a Xi ed era uno dei pochi massimi ufficiali con esperienza di combattimento. È il figlio di un rivoluzionario comunista che combatté insieme al padre di Xi nella guerra civile e in seguito era diventato a sua volta generale (mentre quello di Xi ricoprì incarichi politici).
Zhang e Liu erano stati protagonisti della modernizzazione delle forze armate cinesi. Come detto, però, sono solo gli ultimi a essere stati epurati. Lo scorso ottobre il Partito Comunista Cinese aveva rimosso dalla Commissione altri otto generali, tra i quali He Weidong, l’altro vicepresidente della Commissione insieme a Zhang (che aveva maggiore esperienza di lui) e terzo in comando, di cui non si avevano notizie da marzo. Zhang Shengmin aveva preso proprio il posto di He.
Le epurazioni sono raccontate dal regime come una campagna anticorruzione e di riforma dell’esercito. Hanno coinvolto più di 200mila ufficiali di ogni grado da quando Xi ha preso il potere, nel 2012, e sono state così profonde che secondo gli analisti potrebbero rischiare di compromettere la capacità militare cinese. L’analista Christopher K. Johnson ha detto al New York Times che la rimozione di Zhang è «una mossa senza precedenti nella storia militare cinese e rappresenta l’annientamento dello stato maggiore».
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