Una delle campagne promozionali più strane che si siano mai viste a Hollywood

È stata quella di Timothée Chalamet per “Marty Supreme”, poco seria eppure serissima

(Kevin Mazur/Getty Images for Airbnb)
(Kevin Mazur/Getty Images for Airbnb)
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La promozione del film Marty Supreme è stato uno degli argomenti di cui si è discusso di più a Hollywood negli ultimi mesi. Il momento in cui ci si è accorti che l’attore protagonista Timothée Chalamet la stava prendendo molto sul serio è stato lo scorso novembre, quando pubblicò un video che di serio aveva pochissimo. Durava 18 minuti, e metteva in scena una finta riunione su Zoom in cui Chalamet interpretava una versione insopportabile ed esagerata di sé stesso, che proponeva idee assurde per promuovere il film. Come colorare la Statua della Libertà di arancione, il colore associato al suo personaggio, per provare a ottenere lo stesso risultato di marketing del rosa per Barbie.

La finta riunione è stato il primo esempio di come la campagna promozionale di Marty Supreme sia stata piuttosto inedita per idee e intensità. E di come Chalamet fosse determinato a fare qualcosa che raramente fa una grande star come lui, specialmente per un film indipendente. Di sicuro ha fatto parlare del film, mentre collegare la campagna ai buoni risultati che sta avendo al cinema è più difficile.

Marty Supreme, uscito questa settimana nei cinema italiani, è diretto da Josh Safdie e Timothée Chalamet interpreta Marty Mauser, un giocatore di ping pong del 1952, epoca in cui lo sport non era popolare negli Stati Uniti. All’inizio della storia Mauser partecipa a un torneo nel Regno Unito e per il resto del film tenta di trovare i soldi per partecipare a un altro, più importante, confrontandosi con molti ostacoli. Molto della personalità del film sta nella sua furia, nel ritmo e nel caos che si accumula intorno a Mauser mentre cerca di raggiungere il suo obiettivo: qualcosa di simile alle caratteristiche che distinguevano il più famoso film che Josh Safdie fece insieme al fratello Benny, Diamanti grezzi con Adam Sandler.

Per un film strano, la casa di produzione A24 ha costruito una campagna promozionale strana, fatta di video surrealisti e di una serie di apparizioni di Chalamet tutte imprevedibili e fuori dai canoni. Come quella che fece accompagnato da una gang di tizi con una pallina da ping pong in testa, in un cinema dove aveva dato appuntamento ai primi che si fossero presentati per una proiezione speciale dei primi 30 minuti del film.

Negli ultimi mesi Chalamet ha cambiato il suo look, rasandosi i capelli, indossando un paio di occhiali da vista che non toglie mai e vestendosi sempre da rapper. In questa nuova veste ha ripetuto ogni volta che poteva l’espressione «sognare in grande», che appartiene al protagonista di Marty Supreme. Ha anche inscenato un finto talent show nel quale a fare i giudici erano le sue guardie del corpo. Al Comic Con Experience di San Paolo in Brasile, il genere di eventi in cui solitamente si promuovono i film Marvel, ha fatto un ingresso da gradasso ballando la canzone “Crank That” del rapper Soulja Boy.

«Il marketing dei film cerca sempre di più di essere passivo, di essere chic. Noi invece non stiamo cercando di essere chic» diceva Chalamet nel video della finta riunione, che ha sceneggiato lui stesso. In quel video proponeva addirittura di far volare un dirigibile arancione, per promuovere il film: un’idea assurda, che però poi è stata messa veramente in pratica.

Il culmine della campagna promozionale è arrivato quando Chalamet è apparso in un video in cui urlava la data di uscita del film, inquadrato da un drone che, allontanandosi, rivelava che l’attore era sul tetto della Sphere, il gigantesco palazzetto sferico costruito di recente a Las Vegas, per l’occasione illuminato di arancione a simulare una gigantesca pallina da ping pong.

Questo tipo di promozione non convenzionale Chalamet l’aveva sperimentata già l’anno scorso per il film A Complete Unknown, in cui interpretava Bob Dylan. In quell’occasione fece da commentatore per una trasmissione sul football del canale ESPN, e si presentò a una gara di suoi sosia a Manhattan. Il film poi andò bene, e non era scontato visto che di recente diversi film indipendenti con protagonisti grandi star non hanno incassato molto, come The Smashing Machine con Dwayne Johnson e Christy con Sydney Sweeney.

Quanto i risultati di un film dipendano dall’efficacia della campagna di marketing, comunque, non è una cosa semplice da valutare. Dalla sua uscita a oggi, Marty Supreme è andato molto bene negli Stati Uniti. È il film più costoso che la A24 abbia mai fatto, ed è già il loro più grande successo (ha superato Everything Everywhere All At Once). Era dal 2016 che nel suo weekend di apertura, quello in cui conta di più il marketing perché non è ancora cominciato il passaparola, un film non aveva una media così alta di persone per sala. D’altra parte, però, la A24 non aveva nemmeno mai lavorato con una star come Chalamet. E sugli incassi di un film influiscono tante cose, per esempio la data di uscita e la concorrenza.

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