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  • Giovedì 22 gennaio 2026

Elon Musk ha trovato uno più attaccabrighe di lui

È il CEO di Ryanair Michael O’Leary, con cui da giorni sta litigando pubblicamente per una trattativa sul WiFi in aereo

L'offerta con cui Ryanair ha risposto agli insulti di Elon Musk contro il suo amministratore delegato Michael O’Leary (@ryanair / Instagram)
L'offerta con cui Ryanair ha risposto agli insulti di Elon Musk contro il suo amministratore delegato Michael O’Leary (@ryanair / Instagram)
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Negli ultimi giorni Michael O’Leary, l’amministratore delegato della compagnia aerea di voli low cost Ryanair, e il miliardario Elon Musk si sono insultati pubblicamente per via del rifiuto da parte di Ryanair di installare i sistemi di Starlink (il servizio di telecomunicazione satellitare di Musk) sui suoi aerei.

Il battibecco ha attirato molta attenzione perché entrambi sono due persone notoriamente polemiche e litigiose, ma anche perché è stato un caso piuttosto rappresentativo di come O’Leary usi questi momenti per fare pubblicità alla sua azienda e di come il suo approccio sia diverso da quello della maggior parte degli altri amministratori delegati, che fanno di tutto per non essere coinvolti in controversie di questo tipo.

Tutto è iniziato la settimana scorsa quando O’Leary ha detto che Ryanair non avrebbe usato Starlink per mettere il Wi-Fi sui suoi 600 aerei, spiegando che sarebbe stato troppo costoso e che l’azienda avrebbe dovuto necessariamente ammortizzare alzando di qualche euro il prezzo dei biglietti aerei. Ryanair è nota per i suoi prezzi estremamente convenienti e secondo O’Leary la maggior parte dei passeggeri non avrebbe voluto pagare di più per questo servizio su dei voli mediamente brevi: sarebbe stata quindi una spesa inutile.

Musk ha commentato la notizia su X dicendo che O’Leary era «disinformato» sul tema. Quando l’altro l’ha definito «un idiota» in un’intervista alla radio, pochi giorni dopo, ha iniziato a insultarlo, chiamandolo idiota a sua volta e minacciando di comprare Ryanair per farla dirigere a una persona che si chiama Ryan. O’Leary ha risposto nel suo stile.

Ha detto che Musk doveva «mettersi in coda dietro a una fila molto, molto, molto, molto lunga di persone» che lo avevano già insultato, compresi i suoi quattro figli adolescenti e ha usato il momento per fare pubblicità a Ryanair: ha presentato un’offerta di 100mila biglietti di sola andata inferiori a 20 dollari l’uno, chiamandola «la vendita dell’idiota» e usando come grafica il disegno di una statuetta in cui lui tira in testa a Musk un cartello con scritto «Io amo Ryanair».

Non si tratta comunque di un semplice scambio di insulti. Mercoledì in una conferenza stampa O’Leary ha detto che la sua azienda era in trattativa con Starlink da più di un anno per installare il Wi-Fi sui suoi aerei. Ha anche lodato Starlink, dicendo che è un «sistema fantastico», ma che al momento è troppo caro. Secondo alcuni il suo comportamento potrebbe anche essere spiegato come un tentativo per convincere l’azienda a proporgli un accordo più vantaggioso, mentre Ryanair sta trattando anche con altre compagnie che forniscono questo servizio, come Amazon e Vodafone.

O’Leary è notoriamente ossessionato dal diminuire i costi per la sua azienda, anche a discapito dell’esperienza dei passeggeri, con la certezza che le persone continueranno comunque a comprare i suoi voli per via dei prezzi estremamente competitivi. Solo negli ultimi mesi ha cancellato delle tratte da aeroporti che avevano introdotto delle tasse aggiuntive, ha eliminato il programma dei viaggiatori frequenti e ha incentivato i suoi dipendenti a individuare quanti più bagagli fuori misura possibile. In passato ha anche più volte insultato diversi leader europei, dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ai ministri di Spagna e Belgio.

Nel caso di Musk comunque la spavalderia di O’Leary dipende anche dal fatto che le leggi dell’Unione Europea impediscono ai cittadini non europei di acquistare una società che ha sede in uno stato membro (Ryanair è irlandese) e questo impedisce a Musk di tentare un’acquisizione ostile dell’azienda. Inoltre Ryanair non vola negli Stati Uniti e anche per questo i suoi affari non possono risentirne.