Gli Stati Uniti hanno trasferito 150 detenuti legati all’ISIS dalla Siria all’Iraq

Mercoledì l’esercito statunitense ha detto di aver iniziato a trasferire alcuni prigionieri legati all’ISIS dai campi di prigionia in Siria verso un luogo sicuro (non meglio specificato) in Iraq. Il primo trasferimento riguarda 150 detenuti, ma secondo l’esercito gli spostamenti in tutto potrebbero arrivare a coinvolgere fino a 7mila persone. Fino a pochi giorni fa queste prigioni si trovavano sotto il controllo delle Forze Democratiche Siriane (SDF), una coalizione di gruppi armati guidata da milizie curde e formalmente sostenuta dagli Stati Uniti, che però si è ritirata da gran parte del territorio che controllava nel nord-est della Siria, passato sotto il controllo delle forze governative siriane.
In questi giorni ci sono stati vari scontri fra le forze governative e quelle curde, anche vicino ai campi di prigionia: in particolare quello di al Hol, dove vivono familiari di terroristi e vari foreign fighters (combattenti dell’ISIS provenienti da altri paesi), è stato abbandonato martedì dalle SDF prima di passare sotto il controllo del governo siriano. Il timore è che in momenti di caos come questi i prigionieri possano fuggire.
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