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  • Mercoledì 21 gennaio 2026

In Sicilia e in Calabria il ciclone Harry sta facendo molti danni

Soprattutto nelle aree di Catania e Catanzaro, con strade diventate torrenti e abitanti soccorsi coi gommoni 

Una strada della zona di San Giovanni Li Cuti, a Catania (ANSA/Orietta Scardino)
Una strada della zona di San Giovanni Li Cuti, a Catania (ANSA/Orietta Scardino)
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L’arrivo del ciclone Harry sta avendo conseguenze particolarmente intense in Sicilia e in Calabria, dove ha provocato estesi allagamenti, frane, danni a negozi e abitazioni, e per cui si sono rese necessarie numerose evacuazioni oltre alla chiusura di scuole e università. Ci sono stati danni anche in Sardegna, dove a causa delle mareggiate è stato chiuso un tratto della statale 195, quella che collega Cagliari al Sulcis, sulla costa sud-occidentale dell’isola.

Nelle ultime ore ci sono stati oltre 1.600 interventi dei vigili del fuoco nelle tre regioni: oltre mille sono stati fatti solo in Sicilia, dove il ciclone ha colpito soprattutto (ma non solo) la zona di Catania; in Calabria invece l’area più colpita è quella di Catanzaro. Al momento non ci sono notizie di persone ferite.

In Sicilia il ciclone ha provocato intense mareggiate, con onde alte e molto intense che hanno invaso le strade trasformandole in torrenti di acqua e fango. A Messina la mareggiata ha distrutto il tratto di una strada, provocandone il crollo e creando un’estesa voragine:

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A Catania le zone più colpite sono state quelle della Plaia, la lunga spiaggia sabbiosa che si estende per circa 18 chilometri sulla costa della città, ma anche il quartiere di San Giovanni Li Cuti.

Le onde hanno trascinato barriere di protezione, barche e rottami di barche distrutte dalle onde, pezzi di infrastrutture, oltre a smuovere una grande quantità di terra e pezzi di alberi e vegetazione (qui c’è un video che mostra varie strade della città dopo l’arrivo del ciclone).

Una barca finita all’ingresso di una casa ad Aci Trezza, vicino a Catania (ANSA/ORIETTA SCARDINO)

Nella zona della Plaia sono state evacuate decine di famiglie e sono esondati due torrenti, il Buttaceto e l’Acquicella, per cui si è allagata la strada statale 121. Sono state chiuse più di 150 scuole, oltre a uffici pubblici e strade nelle zone colpite.

Ci sono stati centinaia di interventi di rimozione di alberi e rami caduti sulle strade, e danni anche in altre parti della Sicilia: a Palermo un’automobile è stata trascinata in mare con dentro il conducente, salvato da un intervento dei vigili del fuoco; nelle isole Eolie il mare ha invaso porti, strade e abitazioni. I danni maggiori sono stati naturalmente nelle abitazioni che si trovano al piano terra, oltre che in vari negozi.

(ANSA/Orietta Scardino)

In Calabria la Protezione civile aveva diffuso un’allerta rossa (il massimo grado) per la fascia ionica, in particolare per la zona di Catanzaro, oltre che in tutta la provincia reggina; in altre zone della Calabria è stata diffusa l’allerta arancione (nel cosentino e nel crotonese) o gialla. A Catanzaro, comunque, la zona più colpita è stata quella del Lido: le mareggiate hanno allagato le strade al punto che i vigili del fuoco hanno dovuto soccorrere le persone utilizzando dei gommoni e il livello dell’acqua sulla strada ha sommerso quasi completamente le automobili.

Il quartiere Lido di Catanzaro, coi vigili del fuoco sui gommoni per soccorrere le persone (ANSA/US VIGILI DEL FUOCO)

Nella zona di Casciolino, sul litorale di Catanzaro, l’acqua ha raggiunto circa i due metri, bloccando in casa numerose persone e danneggiando vari locali. Ci sono state infiltrazioni d’acqua anche nella Basilica dell’Immacolata, in particolare nella cupola, e sono stati messi sul pavimento dei secchi d’acqua per limitare il rischio di allagamento all’interno. Nel frattempo le autorità locali hanno consigliato alle persone di evitare di avvicinarsi alle coste e al mare, magari per scattare foto o registrare video, e di restare in luoghi sicuri il più possibili lontani dalle spiagge.

Il ciclone Harry si è sviluppato tra il Nord Africa e il Canale di Sicilia e la sua pericolosità è dovuta a quello che viene definito un blocco atmosferico: un anticiclone presente sull’Europa orientale impedisce alla tempesta di spostarsi, per cui resta per giorni sulle stesse zone scaricando una quantità eccezionale di pioggia.