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  • Mercoledì 21 gennaio 2026

A Israele basta un solo mese per creare una colonia illegale in Cisgiordania

Quella di Yatziv è stata formalizzata in modo molto rapido, e al suo posto in origine doveva esserci un ospedale pediatrico palestinese

Una colona israeliana partecipa alla cerimonia di inaugurazione di Yatziv, il 19 gennaio 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)
Una colona israeliana partecipa alla cerimonia di inaugurazione di Yatziv, il 19 gennaio 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)
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Lunedì il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha partecipato all’evento che ha formalizzato la creazione di una nuova colonia israeliana in Cisgiordania, un territorio che appartiene ai palestinesi ma che Israele continua a occupare illegalmente. La colonia si chiama “Yatziv”, che in ebraico significa “stabile”. È stata riconosciuta dal governo israeliano lo scorso dicembre, un mese dopo la sua creazione: è un tempo molto breve anche per gli standard di Israele, ma è esemplare della strategia sempre più aggressiva messa in atto dal governo negli ultimi due anni per frammentare la Cisgiordania e impedire la creazione di uno Stato palestinese.

Yatziv è nata all’inizio di novembre come un cosiddetto “avamposto”, ossia un piccolo nucleo di case costruite con materiali prefabbricati da coloni israeliani che decidono di insediarsi autonomamente in Cisgiordania senza aspettare l’approvazione del governo israeliano. Negli ultimi anni il numero di avamposti in Cisgiordania è aumentato parecchio, anche perché il governo di estrema destra di Benjamin Netanyahu ormai li tollera apertamente e alcuni suoi membri come Smotrich, che da tre anni è anche responsabile delle politiche di espansione israeliane in Cisgiordania, ne incoraggiano apertamente la creazione.

Spesso gli avamposti vengono creati attorno a centri palestinesi preesistenti, con l’obiettivo di circondarli, e questo non fa eccezione: Yatziv si trova su una collina vicina al villaggio palestinese di Beit Sahur, a est di Betlemme, che negli ultimi anni è stato progressivamente accerchiato da avamposti e insediamenti israeliani. Tutte queste colonie sono collegate a Gerusalemme attraverso un’autostrada che i palestinesi non possono usare, salvo permessi specifici. Circondare una città palestinese blocca la sua espansione e facilita le aggressioni da parte dei coloni israeliani, che nell’ultimo anno sono aumentate in frequenza e intensità: sono tollerate dall’esercito israeliano e quasi mai perseguite legalmente.

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Il pretesto per la creazione di Yatziv si era presentato a metà novembre, quando due palestinesi avevano attaccato dei coloni israeliani uccidendone uno e ferendone altri tre, dopo una serie di incursioni violente nei villaggi palestinesi della zona avvenute nei giorni precedenti. È raro che un palestinese attacchi in modo violento un israeliano in Cisgiordania, anche perché in queste situazioni l’esercito è molto reattivo (gli aggressori erano stati subito uccisi).

Al di là di questo attacco specifico, il movimento dei coloni voleva creare un insediamento in quell’area da circa vent’anni. Dove oggi sorge Yatziv, nel 2006 la destra israeliana era riuscita a bloccare la costruzione di un ospedale pediatrico palestinese proposto dagli Stati Uniti. Nel 2009, quando Netanyahu era stato rieletto primo ministro, il sito era stato convertito in una base militare: è un modo con cui l’esercito israeliano si appropria di terreni palestinesi in Cisgiordania e impedisce alla popolazione locale di costruirci sopra, adducendo ragioni di sicurezza. Negli anni successivi era stato creato un centro culturale israeliano in cui venivano organizzate delle conferenze e delle mostre.

Yaron Rosenthal, il presidente dell’insediamento, ha detto ad Associated Press che l’attacco di novembre ha dato a lui e ad altri coloni «un’opportunità» per prendere definitivamente il controllo del sito. Ha detto che, oltre all’appoggio del governo israeliano, a dar loro forza era stata l’insediamento di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti all’inizio del 2025: Rosenthal l’ha definita «la giusta costellazione politica» per espandersi.

Il governo israeliano ha legalizzato la colonia il 21 dicembre, insieme ad altri sette avamposti, e contestualmente ha autorizzato la creazione di 11 nuove colonie. A maggio ne aveva autorizzate altre 22.

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