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  • Lunedì 19 gennaio 2026

Yanis Varoufakis ha raccontato un aneddoto di 37 anni fa e ora è indagato

L’ex ministro greco aveva detto in un podcast di aver provato l’ecstasy nel 1989 in Australia

Yanis Varoufakis a Berlino nel 2016 (AP Photo/Markus Schreiber)
Yanis Varoufakis a Berlino nel 2016 (AP Photo/Markus Schreiber)
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L’ex ministro delle Finanze greco e leader del partito di sinistra MeRA25, Yanis Varoufakis, ha detto che venerdì due poliziotti si sono presentati a casa sua e gli hanno consegnato un mandato di comparizione per essere interrogato dal dipartimento antidroga. Varoufakis ha detto su X di essere indagato per «favoreggiamento di associazioni mafiose finalizzate al narcotraffico» per un commento che aveva fatto durante un’intervista per un podcast uscito lo scorso 2 gennaio. Non è chiaro se queste accuse di favoreggiamento siano state confermate.

Alla domanda se avesse mai fatto uso di droghe, Varoufakis aveva detto che oltre alla cannabis aveva assunto dell’ecstasy una volta in Australia nel 1989. L’aveva descritta come un’esperienza «straordinaria», in cui aveva ballato per 16 ore senza sentire la stanchezza, ma dopo la quale aveva avuto un forte mal di testa per tutta la settimana successiva: per questo da allora non aveva più fatto uso di sostanze di quel tipo. Aveva poi aggiunto che, per quanto le droghe potessero sembrare piacevoli, avevano sempre degli effetti indesiderati, fra cui la dipendenza e «la fine della libertà».

Nonostante il senso del discorso fosse di scoraggiare l’assunzione di droghe, il fatto che Varoufakis abbia descritto come positiva una sua esperienza con una sostanza come l’ecstasy ha provocato grosse polemiche, soprattutto da parte del governo, i cui membri fanno parte del partito di centrodestra Nuova Democrazia. Le critiche più dure sono state fatte dal ministro della Salute Adonis Georgiadis: ha accusato Varoufakis di essere un irresponsabile e ha sostenuto che, dopo questo commento, dei giovani che lo seguivano avrebbero potuto voler fare uso di droghe. L’ha chiamato «Karagiozis», un personaggio del folklore greco il cui nome oggi viene usato per dare del clown o dell’idiota a qualcuno.

Georgiadis ha sostenuto anche che le dichiarazioni di Varoufakis avessero una «connotazione penale», facendo riferimento a un articolo del codice penale secondo cui «chiunque induca o provochi altri all’uso illegale di stupefacenti o ne pubblicizzi l’uso o fornisca informazioni sulla loro fabbricazione o fornitura allo scopo di diffonderli o si offra di trafficare stupefacenti […] è punito […] con la reclusione di almeno sei mesi e con una pena pecuniaria da 500 a 50mila euro».

È un’interpretazione piuttosto libera della legge, ma la procura di Atene l’ha presa in considerazione: il 7 gennaio ha fatto sapere di aver aperto un’indagine preliminare per appurare se Varoufakis con le sue dichiarazioni avesse commesso un reato, citando in particolare quello di incitamento o promozione dell’uso di sostanze stupefacenti. Una settimana dopo Varoufakis ha ricevuto la convocazione.

Benché il suo partito non abbia deputati in parlamento, Varoufakis è un politico noto soprattutto per il suo passato: fu ministro delle Finanze per meno di un anno nel 2015, nel momento peggiore della crisi economica greca, e condusse per mesi le trattative con i creditori diventando una delle figure più importanti e riconoscibili del governo greco di sinistra di Alexis Tsipras. Per le sue dichiarazioni viene spesso attaccato dalla destra greca, che lo usa per attaccare più in generale la sinistra.