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  • Lunedì 19 gennaio 2026

Trump può davvero imporre dazi ai singoli paesi europei?

In teoria no, ma in pratica sì e c'è un precedente che riguarda le olive nere spagnole

Soldati danesi sbarcano al porto di Nuuk, in Groenlandia, domenica 18 gennaio 2026 (Mads Claus Rasmussen/Ritzau Scanpix via AP)
Soldati danesi sbarcano al porto di Nuuk, in Groenlandia, domenica 18 gennaio 2026 (Mads Claus Rasmussen/Ritzau Scanpix via AP)

Sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’imposizione di nuovi dazi agli otto paesi europei che nei giorni precedenti avevano mandato soldati in Groenlandia per un’esercitazione di deterrenza contro le mire statunitensi sull’isola: gli otto paesi sono Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia. Trump ha annunciato dazi del 10 per cento a partire dal 1° febbraio, che dovrebbero diventare del 25 per cento da giugno: si aggiungeranno a quelli già imposti a tutti i paesi dell’Unione Europea in estate, pari al 15 per cento.

Trump ha detto che resteranno in vigore fino a che verrà trovato un accordo «per l’acquisto completo e totale della Groenlandia».

Non si sa come Trump intenda applicare questi dazi. I paesi dell’Unione Europea hanno una politica commerciale condivisa gestita dalla Commissione Europea. Prevede fra le altre cose un mercato comune interno (cioè una libera circolazione delle merci) e un’unione doganale, cioè una politica uniforme sui dazi contro prodotti stranieri, ma anche sui dazi contro prodotti europei. In altre parole non sarebbe possibile per un paese terzo imporre dazi ai singoli paesi europei, perché funzionano come un blocco unico.

C’è però un precedente, e già una volta questa regola è stata violata: dal 2018 gli Stati Uniti applicano un dazio sulle olive nere spagnole, che ha recentemente raggiunto il 46 per cento.

Si tratta di un caso un po’ particolare, dato che è un dazio che gli Stati Uniti hanno imposto per ragioni commerciali, sostenendo di star seguendo il regolamento dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO). L’organizzazione permette l’imposizione di dazi a paesi o prodotti singoli in alcuni specifici casi, per esempio per evitare che la loro entrata nel mercato di un altro paese abbassi troppo il prezzo di quel prodotto nel paese importatore. In questi anni il WTO ha multato e richiamato più volte gli Stati Uniti sul tema, ritenendo che non fossero riusciti a giustificare la necessità di un dazio sulle olive nere spagnole, ma non ha esplicitamente detto che questo non potesse essere imposto in quanto merce proveniente dal mercato europeo.

I dazi annunciati sabato scorso sono comunque illegali per le regole della WTO, perché sono stati imposti per ragioni esplicitamente politiche, cioè contro i paesi che si sono mobilitati in sostegno alla Danimarca e alla Groenlandia. Allo stesso tempo, il precedente delle olive mostra che nella pratica dazi di questo tipo possono essere attuati: da quando sono stati imposti i dazi sulle olive nere spagnole, la loro quota di mercato negli Stati Uniti si è dimezzata, con un calo del 70 per cento delle esportazioni spagnole che ha avvantaggiato sia paesi non europei, come Turchia ed Egitto, che paesi membri dell’Unione, come il Portogallo e la Grecia.

– Leggi anche: I paesi europei colpiti dai nuovi dazi di Trump promettono di rimanere uniti